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rockerilla

Con un’operazione decisamente importante e convincente, le quotazioni della Robotradio tornato a schizzare alle stelle, merito di uno split album che per il panorama italiano rappresenta un piccolo grande evento, sia per qualità musicale che per iniziativa editoriale. Innanzi tutto le band, due formazioni evidentemente superiori che si incontrano in un unico cd e si alternano con tre brani a testa. Gli stili rimangono inalterati: diretti ed inevitabilmente indie quelli dei Trumans Water, che si presentano con dei lati A di altissimo livello; sghembi, matematici ma anche sentimentali quelli dei Rosolina Mar, che si confermano come una delle realtà di maggior valore dell’intera scena nazionale. Poi due remix, il primo firmato dallo stesso Kirk Branstetter (che rende ancor più caotica e melliflua “We Fish” dei Trumans Water) ed il secondo destrutturato da Claudio Rocchetti (un suono ovattato e angoscioso che pulsa di stordimenti e ritmi notturni). A completare in grande stile l’uscita, questo enanched cd presenta anche due clip realizzate per l’occasione da videomaker internazionali. Da un lato ”Mingozo di Mongozo” (Rosolina Mar) in una divertente avventura underground animata da Stefano Buro & Pierluigi Piantoni, dall’altro “We Fish” con un lavoro surreale e psicotico realizzato da Laurent Vicente. In estrema sintesi una pubblicazione memorabile, per di più arricchita da un bel digipack e dall’ottimo artwork nato dalla matita della fumettista Francesca Ghermandi; da avere. (9/10)
Michele Casella

blowupmagazine

Tre anni fa furono Red Worms' Farm e Paper Chase a inaugurare il progetto di una serie di split che voleva veder collegate solide realtà indie italiane ed estere. Rimasto sino a oggi in stand-by, il discorso intrapreso dalla RobotRadio (dell’ex editore di Equilibrio Precario Stefano Paternoster) riprende con i veronesi Rosolina Mar e i californiani Trumans Water. La formula è sempre la stessa: pezzi inediti, un remix e un videoclip per parte (divertente l’animazione creata per i Rosolina Mar), più illustrazioni di copertina affidate a un fumettista (nel caso specifico a Francesca Ghermandi). Per quanto riguarda il lato musicale, quello dei Trumans Water si tratta di un vero e proprio come back. Sebbene siano usciti dall’ordine del giorno, ritrovandoli qui non si fa fatica a riconoscere quelle loro caratteristiche d’ironia e sgangherata dissonanza che ne hanno fatto una delle formazioni più imprevedibili ed eccitanti del post-punk anni ’90. La sorniona We Fish, l’attacco di Hail Sister Bottle, la torbida e delirante Can’t Taste It sono un’anteprima di quello che può succedere nel loro prossimo e imminente lavoro su lunga distanza. I Rosolina Mar dal canto loro dimostrano di essere una delle formazioni più personali e in progress tra quelle che prendono spunto da un approccio math rock. L’improvvisazione trova spazio nelle tre loro nuove tracce (soprattutto sotto l’orbitale luce kraut di Zeus Faber): più Storm&Stress che Don Caballero ma filtrati e dispersi attraverso uno stile smussato e retrorock di rara eleganza. Godeteveli. (7/8) Fabio Polvani

rumoremag

Continua Rosolina Mar e Trumans Water la serie di split fra band italiane e straniere della trentina Robot Radio, inaugurata nel 2004 da Redworms'Farm e Paper Chase. Una serie con molte peculiarità: i brani sono alternati uno per gruppo, remix e video realizzati per l'occasione aggiungono sostanza, la confezione è affidata a un fmettista di nome (in questo caso Francesca Ghermandi). Ma non si trascuri il contenuto musicale: i veterani indie-noise californiani - in pausa dal 2003 ed in procinto di ritornare su Asthmatic Kitty - suonano più diretti in We Fish e Hail Sister Bottle, più tradizionalmente malati in Can't Taste It. I veronesi rispondono con altri due esempi sopraffini del loro mescolare math-rock, funk, pop e psichedelia in un isnieme strumentale frenetico e coinvolgente (Acqua alta nella bassa, The Death of U), e con un'acida improvvisazione di studio (Seuz Faber). Una coppia che funziona così bene da sembrare a tratti una cosa sola: complimenti a chi l'ha immaginata. (7) Andrea Pomini

www.losthighways.it

Più di un CD. Più di un Fumetto. Più di un videoclip. Sinestesia e amore per la linea di confine in cui si incontrano le arti figurative con quelle musicali. La seconda uscita Rosolina Mar meet Trumans Water della Split serie CD ideata dalla rinata e grandiosa RobotRadio Records è l’album che tutti vorremmo acquistare e che ci farebbe dimenticare e-Mule. Siamo davanti ad un’opera d’arte dove confluiscono esperienze emotive e sensoriali diverse, contaminazione nel nome della passione che c’è dietro ad ognuna di esse. Il digipack è governato dai personaggi grotteschi e gommosi della nota illustratrice Francesca Ghermanti. Quella malinconica inquietudine tra innocenza e ironia che ammanta i suoi eroi ben si sposa con il rock policromatico dei nostrani Rosolina Mar e il rock isterico e sgangherato degli storici Trumans Water. Le otto tracce sono un dialogo musicale su tavole di fumetto dove si alternano saette di rock contaminato. Si parte con We fish dei Trumans Water: è danza indie su linee punk volutamente sporche e sghembe. Con la pregevole strumentale Acqua alta nella bassa rispondono i Rosolina Mar con il loro mood hendrixisiano a cui resistere non si può. Orgasmo chitarristico. La violenza elettrica fino alla perdita della melodia ed all’inseguimento dell’isteria noise prosegue con Hail sister bottle dei Trumans Water. I Rosalina Mar rispondono colpo su colpo ancora senza canto con gli stop and go tra post-rock e blues di The death of U. Allora i Trumans Water scavano nello sfasciacarrozze di fiducia e tessono una rete di dissonanze per attirare a sè l’ascoltatore con Can’t taste it. Quindi a sorpresa i Rosolina Mar trasformano il blues in psichedelia e poi in indie-rock ululando sussulti ritmici nella nebbia con Zeus Faber. La sfida sta per finire… resta una pallottola ciascuno. I Trumans Water sparano per primi con il remix di We fish realizzato dallo stesso Kirk Branstetter. Poi è la volta dei Rosolina Mar che si ovattano e dilatano nel remix di Mingozo di Mongozo, realizzato da Claudio Rocchetti (uno dei migliori sperimentatori nostrani). Questo immenso split album non finisce qua. In nome della passione che si cela dietro questo progetto, come gli artisti dell’esperienza sonora sono mutati continuamente di stili e ritmiche, il cd stesso diventa due video musicali che nella loro concettualità si chiudono ad anello artistico-sensoriale con le illustrazioni del digipack. I video sono animazione 2D imparentate con il disegno. Il video ironico e trascinante di Mingozo di Mongozo è del duo Buro-Piantoni mentre quello di We fish è di Laurent Vincent e lo stesso Kirk Branstetter; basato sulle tecniche di animazione stile Michel Gondry nel film l’arte del sogno. Se i dischi non si vendono e perchè nessuno li pensa più come prodotti artistici, come fa la RobotRadio Records. Vladimiro Vacca

smemoranda.it

Una giovane band veneta soavemente pazza incontra un gruppo psicorumoroso di San Diego con 12 album sul groppone...
Per sapere come se la passa il sottobosco musicale di casa nostra dovete fare un giro dalle parti di Lavis, in Trentino, dove ha sede la Robotradio.
Io ci sono stato con le mie orecchie, e posso dire che il sottobosco è vivo. La label indipendente ritorna in questi giorni a sfornare prodotti di culto, come questo split che mette di fronte la giovane band veneta dei Rosolina Mar, soavemente pazza e quasi esclusivamente strumentale, ai Trumans Water di San Diego, gruppo psicorumoroso con 12 album sul groppone e il tredicesimo in arrivo.
Un pezzo a testa partendo dai Trumans con We Fish dalle chitarre belle (strano?) e un ritmo ipnotico per passare ad Acqua Alta Nella Bassa, pezzo che candida i Rosolina Mar a miglior alternative-band d'Europa, e riprendere col rombante punk-rock'n'roll di Hail Sister Bottle della band californiana, passare alle tristi deviazioni con una gran sezione ritmica di The Death Of U e ritornare a... altri 4 pezzi per portare in alto con filosofia e spirito ribelle la mia coda.
Splendido cartonato appositamente disegnato da Francesca Ghermandi (ha forse bisogno di presentazioni?), due video rigorosamente curati - da non perdere assolutamente quello dei Rosolina Mar per Mingozo Di Mongozo, fra Moebius e Bozzetto, con omaggi a Warhol e Hunter S. Thompson - e radicalismo rock a pacchi.
Lunga vita a Robotradio e ai suoi dischi passati/futuri!

L'Alligatore

kronic.it

A tre anni dall`eccellente alchimia fra Red Worm`s Farm e Paper Chase, la RobotRadio Records prosegue la collana di split fra gruppi italiani e stranieri affini per indole, attitudine o semplice gusto.
Nell`occasione è il turno dei beneamati Rosolina Mar con gli imprescindibili Trumans Water, ossia quelli che "l`indie rock dovrebbe essere (senza colpe per gli altri, ma con qualche rammarico)". Cercando il punto di congiunzione fra le due realtà è semplice notare una sostanza assimilabile (estrema e stritolante) ed una forma ben bilanciata, pur sviscerata attraverso impostazioni differenti.
I connazionali spaziano nel loro math rock, sorridendo tanto ai migliori Storm And Stress quanto ad un Jeff Mueller in vena di simbiosi fra Rodan, June Of 44 e Shipping News (svagatamente) sentimentali. Dall`altra parte gli americani ci ricordano che certo indie rock di fine anni`90 (di cui i Pavement erano il manifesto per le fortunate masse) era molto più puro e schietto della versione edulcorata oggi in circolazione, fra rumori, melodie e visioni da cartoni animati vietati ai minori. Per inerzia meno accessibile alla tendenze di periodo e nemmeno paragonabile a qualche presunto epigono attuale.
In aggiunta, oltre allo splendido artwork, due video clip realizzati da Stefano Buro & Pierluigi Piantoni (i Rosolina in "Mingozo Di Mongozo") e Laurent Vicente con Kevin Branstetter (per i Trumans Water di "We Fish"). Una sorta di riconciliazione verso certa musica proposta con cuore e cura certosina. Applausi scontati.
(3,5/5) Marco Delsoldato

sodapop.it

La Robotradio grazie ad un parto gemellare, oltre a Lucertolas, regala un nuovo capitolo della sua personale serie che unisce gruppo italiano a gruppo straniero, un fumettista, due videomaker e due remix. I più informati ricorderanno che il primo capitolo aveva visto convolare a nozze Redwarm's Farm e The Paper Chase ed anche questa volta tocca ad un'accoppiata in classe A. Qui i Trumans Water come stile non si discostano troppo dal resto della loro discografia, quindi se li conoscete sapete che questa frase che ho appena scritto non significa nulla visto che sono abbastanza dei matti. Partono con un pezzo rock mezzo sghembo ma anche melodico e quello che segue rimane sulla stessa linea, anzi è anche meno storpio, di quelli che se vi mancano gruppi come loro, Polvo o gente che viaggiava su quelle coordinate non rimarrete certo delusi. Con il finale Can't Taste It invece gli americani si abbandonano a quelle storture da deviati che ve li hanno fatti amare/odiare, il remix di We Fish per qualche strano motivo mi ricorda i Cows ma ovviamente molto meno malati. I Rosolina Mar a differenza degli albori partono con una traccia piu' dissestata rispetto ai pavimenti che sono soliti costruire, anche se poi fanno quadrare il cerchio della melodia, che invece prende corpo e la fa da padrona nelle tracce successive. La loro peculiarità di suonare in un modo carico di venature "rock '70" è anche quella che li differenzia dalla miriade di gruppi post-rock che avrete sentito in questa o quell'occasione, ma in un certo senso direi che si sentono persino delle tracce di emo-core che forse riemergono da qualche ascolto giovanile. Direi che sia duro decretare un vincitore anche se credo tutto sommato ne esca uno split amalgamato ma variegato. La menzione d'onore però va a Claudio Rochetti che, chiamato in sede di remix, è riuscito a farmi ammazzare dal ridere: infatti Rocchetti parte con qualcosa che potrebbe sì essere chiamato remix ma dopo pochissimo lo trasforma in un pezzo suo a tutti gli effetti in cui sfido chiunque a riconoscere i Rosolina. Andrea Ferraris

rockit.it

Secondo CD split edito da Robotradio Records, dopo il bel connubio Red Worms' Farm - Paper Chase di qualche tempo fa. L'Italia stavolta è rappresentata dai sagaci strumentali dei Rosolina Mar: "Acqua Alta Nella Bassa" inizia stagnante, poi s'alza il vento dell'Est a rifrangere tormentato la superficie delle cose (e quella batteria è veramente di un altro livello, e quei due diavoletti piagnucolanti sono un marchio di fabbrica, ormai), "The Death Of U" spinge le destrutturazioni per chitarre in territori quasi acustico-mediterranei prima di riprendere la tortuosa strada maestra per un finale in crescendo, "Zeus Faber" è puro palleggio da jam infarcito di piano Rhodes che esplode in un'accelerazione emozionante (e chissà dal vivo come suona 'sta roba).
Per il resto del mondo scendono in campo i veterani USA Trumans Water, veri oggetti di culto che infilano tre veloci collage nervosi, dissonanti, grumosi, con cantati petulanti ma che sanno trascinare, confermando la loro assoluta inafferrabilità stilistica: fuori dal tempo, sempre e comunque.
Completano il quadro le belle illustrazioni di Francesca Ghermandi, un paio di remix a testa (strano quello di "Mingozo di Mongozo", perso nella stratosfera) e le tracce di video-animazione di "We Fish" e della versione originale di "Mingozo di Mongozo".
Ancora una volta, i Rosolina sono sul pezzo: l'impressione è che stiano spingendo il loro suono in territori sempre più personali, levigando un certo (e conosciuto) approccio funambolico math con melodiose ed ispirate introspezioni prog. State tutti tranquilli, perché questi sono esperimenti di gran classe. Mario Panzeri

andreaprevignano.blog.deejay.it

Equamente diviso (quattro brani a testa per i Rosolina Mar e i Trumans Water) questo album split (che segue di tre anni il precedente per Robotradio, "Paper Chase Meet Red Worms") è la celebrazione di quel guitar indie rock obliquo, dissonante che a cavallo tra anni Ottanta e Novanta prese piede e si affermò negli States: Pavement, God is My Co-Pilot, Sun City Girls. I Rosolina Mar, trio bassless di Verona, giocano su un vorticoso interplay tra le chitarre di Andre Belfi ed Enrico Zambon (si ascolti l'intreccio ritmico su "The Deat Of U") che ricorda il postrock dei June of 44, mentre nelle parti più sfuggenti e libere ritorna il germe free-postrock degli Storm and Stress. Dei Trumans Water e della loro sconfinata discografia fatta di gesti sonori storti, sghembi, mai allineati alle convenzioni melodiche (il loro capolavoro: "Spasm Smash XXXOXOX Ox & Ass" del 1993), tutto si sa. Longevi e inimitabili, il gruppo dei beefheartiani fratelli Branstetter è ciò che i Pavement non sarebbero mai potuti diventare: ottimo art-rock senza fregole intellettuali.
Per fan di: Sonic Youth, June of 44, Grifters
Andrea Prevignano

Il Tirreno

Torna Robotradio Records, progetto discografico ideato da Stefano Paternoster, già papà della rivista Equilibrio Precario. Lo split-cd è la formula prescelta dal nostro per assecondare le proprie passioni: musica, fumetto e animazione. Per farlo, si mettono assieme due band, una italica e l'altra straniera, ciascuna con propri brani, un remix e un video a testa, mentre la copertina è affidata a un fumettista (in quest'occasione, Francesca Ghermandi). Dopo il primo volume, che aveva visto il matrimonio tra Paper Chase e Red Worms' Farm, stavolta la scelta cade sui nostrani Rosolina Mar e i californiani Trumans Water. Per questi ultimi, tra le più grandi band dei novanta, si tratta di un gradito ritorno, in attesa di un album intero: indie-rock sghembissimo di prima qualità. Per i Rosolina Mar, una conferma: tre ottimi brani che li collocano al solito una spanna sopra la gran parte dei seguaci nostrani del math-rock. Un bell'applauso a entrambi i video (opera di Buro & Piantoni e del francese Laurent Vicente) e menzione obbligatoria per l'originale trattamento riservato a “Mingozo di Mingozo” da parte di Claudio Rocchetti. Guido Siliotto

nerds attack!

Imperdibile operazione split confezionata dalla trentina Robot Radio Records (vedi Lucertulas) ad arricchire una collana CD che unisce oltre alla musica anche il fumetto, i film ed i cartoni animati. La formula prevede quindi la pubblicazione di alcuni brani inediti dei gruppi protagonisti contornati da versioni remixate e videoclip creati attraverso animazioni, rielaborazioni fotografiche e grafica computerizzata. Tutto questo racchiuso in un delizioso digipack la cui illustrazione è affidata ad un fumettista. Ecco perchè 'Rosolina Mar Meet Trumans Water' è disco da avere.< br/> I veronesi Rosolina Mar (con alle spalle lavori per la Wallace Records) confermano tutto il loro enorme spessore e tutto il loro spiccato talento. Che si traduce in composizioni avvolgenti, nate dalla trance kraut psichedelica dei '70, modellate sulle atmosfere dilatate del post rock '90. Un arco temporale che si avverte limpido nei tre brani proposti in questa "condivisione" discografica. Ecco allora riemergere vivide dal passato 'Acqua Alta Nella Bassa' e 'The Death Of U' unite all'inedita improvvisazione 'Zeus Faber'. Trattasi quest'ultima di allucinante volo pindarico sospinto da un vento psichedelico nel quale perdersi senza più far ritorno. Il remix (di Claudio Rocchetti) ed il videoclip (opera di Fungo) toccano 'Mingozo di Mingozo'.< br/> Grazie a John Peel i Trumans Water dei fratelli Kirk e Kevin Branstetter ebbero la fondamentale risonanza nel lontano 1991. Dalla graziosa San Diego al resto del mondo. Tre lustri dopo di acqua sotto i proverbiali ponti ne è passata tantissima. Una dozzina di album, la nuova casa in quel di Portland, una serie infinita di etichette seminate, centinaia di concerti ed una lezione "indie" lasciata da tramandare ai posteri. Non ultima la presenza in questo CD che si traduce in 'We Fish' (anche in versione remix by Kirk e in quella video by Laurent Vicente e Kevin Branstetter), 'Hail Sister Bottle' (pezzo straordinario!) e 'Can't Taste It'. Altro non serve davvero aggiungere. Emanuele Tamagnini

www.inkoma.com

La record label Robotradio non è nuova al saper coniugare Musica, Video e Fumetti, visto che già anni fa aveva pubblicato un brillante split che vedeva The Paper Chase and Redworms' Farm [leggi komarecensio]. Ora, i noise maker di Portland Trumans Water vengono affiancati agli italiani Rosolina Mar, e pare un'ottima accoppiata. I primi, nervosi e quasi rancidi, pescano fuori dalle acque tre tracce inedite del 2oo5/o6, sempre sulla linea del caos indie rock, - non sono di certo dei novizi, il lo-fi e il bizzarro sono le regole (e francamente, io non ho mai sottoscritto i paragoni con i Pavement fatti dalla stampa), - a volte atonali, a volte come i Supergrass (Hail Sister Bottle), - a volte non hai il tempo di capirlo (la parlata a raffica e i suoni bislacchi della fulminea Can't Taste It). I Rosolina Mar sono persi nel kraut-rock, aggrazziato da un certo sentimento romantico che verge le melodie nella pasta dei 7o's, con due chitarre che si interllacciano e batterie, strumentali. The Death of U è piuttosto nostalgica nel suo riff acustico inatteso, mentre Zeus Faber è più orientata all'improvvisazione free, un buon esercizio, sebbene niente di nuovo qui sotto il sole del post-rock. Digipack, comics a firma del talento di Francesca Ghermandi, il disco include anche due remix (il mix di Claudio Rocchetti per Mingozo Di Mongozo riscrive totalmente la materia) e due video, uno in pieno stile collage per Trumans Water, e l'altro molto divertente per i Rosolina Mar, animazione by Rubbishbelt.

www.mescalina.it

Dopo l’uscita di qualche tempo fa dei Red Worms' Farm con i Paper Chase, la Robotradio Records ha definitivamente avviato una collana di cd-split: i nuovi episodi sono questo dei Rosolina Mar e quello dei Lucertulas, di cui ci occuperemo più avanti. Oltre ad interessanti accoppiate musicali, la serie dovrebbe proporre accostamenti video da cui risalti la passione per l’animazione e il fumetto.
In questa occasione i veneti Rosolina Mar vengono messi a confronto con gli statunitensi Trumans Water: un brano a testa in scaletta, remix e tracce video comprese.
La scelta è azzeccata e crea un’alternanza ben variegata tra i frammenti strumentali dei Rosolina e i ruvidi slanci dei Trumans Water.
Il disco è buono non solo per attirare l’attenzione dei fans di entrambe le band o per presentarle a quanti non le conoscessero, ma anche per offrire uno spaccato di un suono indie che ormai scarseggia, logorato dalle tendenze di mercato.
Da una parte i Trumans Water ci offrono tre pezzi sghembi, suonati con un approccio punk sempre sul punto di deragliare, e dall’altra i Rosolina fanno altrettanto, con i loro giochi d’incastri spigolosi: entrambe le band danno prova di una libertà e di un’inafferrabilità che non strizza l’occhio a nulla.
Più aggressivi e più noise i Trumans Water, che hanno alle spalle una storia da underground band; più vari e compositi i Rosolina Mar, che dimostrano di poter crescere ancora rispetto a quanto fatto con “Before and after dinner”. Lo “scontro” finisce essenzialmente in parità ed invoglia ad ascolti ripetuti, complice la brevità dell’insieme.
Qualcosa di più si poteva fare sui remix e sulle tracce video, che risultano dei riempitivi alla scaletta: troppo di contorno soprattutto i due video ("Mingozo di Mongozo", "We Fish"), trascurabili nella loro qualità lo-fi.
Christian Verzeletti

www.sentireascoltare.com

Due nuove uscite per la rediviva RobotRadio di Stefano Paternoster. L’altra uscita è il nuovo appuntamento con la serie di split multimediali della casa. Protagonisti per i pezzi pari i nostri Rosolina Mar che reiterano le ottime intuizioni di una carriera ormai notevole. Rock strumentale a forti tinte math as usual ma sempre più maturo e focalizzato nel muoversi agilmente tra intrecci post e gentile psichedelia pop, imprevedibili strutture aperte e acide cavalcate improvvisate. I pezzi dispari, e ci saremmo meravigliati del contrario, sono invece ad appannaggio dei veterani Trumans water, dato per defunti e invece vivi e vegeti e con un album in rampa di lancio. Parafrasando una vecchia pubblicità, Trumans Water e basta la parola!, per definire il sound sghembo, storto, claudicante e dissonante del quartetto di San Diego. Un sound talmente peculiare da risultare unico nel suo amalgamare lo-fi, indie e noise-rock.
Completano l’uscita due remix di Kirk e Claudio Rocchetti, le belle grafiche della fumettista Francesca Ghermandi e due clip: Mingozo di Mongozo dei Rosolina, ad opera di Fungo e
We Fish degli americani di Laurent Vicente e Kevin Branstetter.
Cosa dire, se non bentornata RobotRadio? (7.0/10) Stefano Pifferi

WolferNight

Arrivare a dire che questo split è una delle uscite più belle dell’anno è un’esagerazione ma di sicuro i pilastri su cui poggia, musica, passione, progetto multimediale lo rendono molto interessante. Ma d’altronde chi sta dietro a tutto questo e cioè Stefano Paternoster, già ideatore della straordinaria fanzine Equilibrio Precario una decina d’anni fa e ora tuttofare nella Robotradio Records, non è persona superficiale, tiene molto alle cose che fa e ci tiene a farle anche molto bene.
Così nel 2004 nasce questo nuovo progetto chiamato Robotradio Records. L’idea è unire i maggiori interessi del nostro: musica, fumetti, cartoni animati e film e si concretizza in cd split che racchiude pezzi di band italiane e straniere arricchiti da remix, video- clip ottenuti attraverso elaborazioni grafiche di vario genere. Le illustrazioni per copertine e altro sono affidate a fumettisti veri e propri.
Così nel 2004 a Maggio esce il primo prodotto di questa collana lo split fra The Paper Chase e Red Worms’ Farm,, nel 2005 escono in collaborazione con la Wallace Records di Milano il primo disco degli Hell Demonio intitolato «Greatest Hits» e il secondo dei Rosolina Mar, disponibile anche in vinile. Nel 2007 esce «Tra gol de Rova» dei Lucertulas, ex Superlucertulas, e lo split fra Rosolina Mar e Trumans Water mentre sono previste per il 2008 le nuove uscite di Hell Demonio e The Dead Elephant nonché l’esordio dei Putiferio.
Ma torniamo a noi e al lavoro che ci interessa, per presentazione dei Rosolina Mar non aggiungiamo nulla, ma dei Trumans Water, gruppo californiano, dobbiamo dire che sono un gruppo indie di culto con dodici album alle spalle e il tredicesimo in uscita per Asthmatic Kitty, esordiscono nel 1991 facendo sbandare John Peel che per loro prende una cotta memorabile.
Tre brani originali per ciascun gruppo, un remix e un video a testa più le illustrazioni di Francesca Ghermandi che il sottoscritto ricorda piacevolmente agli esordi sulla testata «Cyborg» della Star Comics molti, ma veramente molti, anni fa.
Le sonorità dei due gruppi quasi si completano tanto da diventare quasi omogeneee, i T.W. cantano, sono sicuramente più diretti, sbilenchi e nonostante gli anni passati sono ancora spassionatamente indie-pendenti, i R.M. sono più ragionati ma non meno energici e a mio avviso vivono uno stato di grazia compositivo che fa solo ben sperare per il nuovo disco e «Acqua alta nella Bassa» lo dimostra. Oltre al loro solito stile dove un pezzo nasce e s’incastra fra più generi, provano con «Zeus Faber» un approccio semi psichedelico mica tanto campato per aria e ben riuscito. Magari tre pezzi sono un po’ pochi per dare giudizi roboanti ma i R.M. sembrano aver raggiunto un livello di scrittura del brano ancora più convincente. Una sorta di zenit del loro suono. Mentre, a ripensarci adesso, «We Fish» dei Trumans Water è sicuramente uno tra i pezzi memorabili di questo 2007. m.s.

www.indie-zone.it

Dopo lo split fra Red Worms’ Farm e The Paper Chase Robot Radio riunisce altre due interessanti band, una di casa nostra e un’altra direttamente da Portland. La prima sorpresa è stata scoprire che gli statunitensi Trumans Water, lungi dall’essere gli ultimi arrivati, vantano una storia risalente ai primi anni 90 e costellata da una miriade di uscite fra full lenght e 7 pollici: già conoscevo invece i Rosolina Mar, band strumentale con due lavori alle spalle che hanno riscontrato ottimi giudizi di critica.
L’album è un continuo passarsi la palla fra i due gruppi, coi Trumans Water nei pazzi dispari e i Rosolina Mar in quelli pari, fra atmosfere decisamente distanti ma che ben si amalgamano fra di loro. I primi 4 pezzi in particolare sono un ascolto più che piacevole: We Fish gioca con noise e post-punk coi fratelli Branstetter ad urlare istericamente nel microfono, mentre in Hail Sister Bottle si sente il fantasma dei Mudhoney privati del fuzz ma con la carica degli esordi. Niente però in confronto ad Acqua Alta Nella Bassa e The Death Of U, brani con cui i Rosolina Mar danno prova di essere ulteriormente maturati e di aver trovato un equilibrio invidiabile: le atmosfere continuano a variare ma ogni cambio di suono o di tempo si amalgama perfettamente, come un viaggio alla fine del quale ti ritrovi dall’altra parte del mondo e ti sembra così naturale esserci arrivato. La seconda parte del disco si presta più agli esperimenti, e se i Trumans Water ci tengono a far vedere che anche il caro vecchio Captain Beefhart ha pesato sul loro cammino musicale con Can’t Taste It, i Rosolina Mar decidono di non essere da meno e con Zeus Faber lasciano parzialmente in cantina gli intrecci di chitarre, sfornando un pezzo più roccioso e vagamente psichedelico ma che non convince del tutto. A rovinare, parzialmente, l’album ci si mettono i remix di We Fish e Mingozo Di Mongozo, uno piuttosto inutile e l’altro decisamente fastidioso. Aggiungeteci i deliranti video delle stesse tracce (ma in versione originale e non mixata) e le ottime illustrazioni di Francesca Ghermandi sul cartonato ed avrete in mano un disco decisamente valido, che pur mostrando un po’ il fianco col passare dei minuti si fa decisamente apprezzare. In attesa che entrambi i gruppi ci delizino con uscite ben più sostanziose… (3,5/5) Stefano Ficagn
a

www.sands-zine.com

Questo è il secondo split della Robotradio, a seguire un “The Paper Chase meet Red Worms' Farm” pubblicato qualche anno fa, e ancora una volta la scelta dei protagonisti sembra fatta con criterio e pienamente azzeccata. I due gruppi sono infatti sufficientemente diversi da rendere lo split 'peperino' ma non lo sono in modo esagerato, tanto che i fan dell'uno possono benissimo apprezzare anche l'altro e viceversa.
Avevo perso di vista i Trumans Water da un bel po’ di tempo e li ritrovo in perfetta salute, magari più morigerati di quanto lo fossero alle origini ma comunque sempre incisivi. Anche i Rosolina, al presente assai più sghembi del gruppo americano, confermano in pieno la loro verve senza proporre significative novità rispetto al loro disco precedente, ad esclusione della visionaria Zeus Faber (con campioni della tastiera di Giorgio Pacorig) che potrebbe essere foriera di interessanti sviluppi futuri.
Se dovessimo guardare a questo split come ad una 'battle of the bands' sarebbe difficile assegnare la palma del migliore, e in tal caso opterei infine per una risicata vittoria ai punti dei Rosolina Mar che premia un più interessante concetto di remix. La versione remixata di We Fish, per mano di Kirk Branstetter, è comunque interessante nella sua sintesi più lenta, strascicata e cantilenante, conseguenza di un passo più ubriaco e psichedelico. Ma Claudio Rocchetti, in Mingozo di Mongozo, va oltre la semplice anestesia e si impegna in un intervento di alta chirurgia-plastica che cambia totalmente i connotati del brano fino a renderlo irriconoscibile.
L’obiettivo dello ‘split’, però, non è tanto quello del confronto/scontro fra i due gruppi quanto quello di far conoscere la musica dell’uno presso il circuito dell’altro e viceversa centrando l'obiettivo, in questo senso, come meglio non poteva essere fatto.
Interessanti pure le due piste video d'impostazione cartonistica, dove Laurent Vicente e Kevin Branstetter si sbizzarriscono con un’animazione illusoriamente casuale laddove Stefano Buro e Pierluigi Piantoni raccontano invece una piccola storia. E notevoli sono anche le illustrazioni di copertina della fumettista Francesca Ghermanti. Non sono invece riuscito a capire se la formula che vede i brani dei due gruppi alternarsi è sufficientemente efficace o se lo sarebbe stata di più qualora gli stessi fossero stati raggruppati in due blocchi ben distinti. E.G.

www.kathodik.it

Iniziai a scrivere su queste pagine kathodike nel 2004, recensendo uno split tra Paper Chase e Red Worms' Farm, prima uscita di un progetto senza scadenza fissa che si proponeva di affiancare gruppi nostrani e grandi nomi della scena indie internazionale, firmato dalla Robot Radio Records di Stefano Paternoster (ex Equilibrio Precario).
Ebbene, esce dopo una lunga attesa il secondo capitolo che vede protagonisti i Rosolina Mar e i sempreverdi Trumans Water, dei quali si attende a breva l'uscita del 13° full lenght.
Binomio tanto improbabile sulla carta quanto sorprendente all'ascolto: la ditta Zambon, Belfi & Vanessi si conferma una volta ancora tra le più belle realtà del panorama underground nazionale, con il loro sound elegante, raffinato e continuamente mutevole, capace di coniugare in modo magistrale una pletora di stili differenti. Acqua Alta Nella Bassa, The Death Of U e Zeus Faber, l'uno meglio dell'altro. Bignami del rock. C'è posto anche per il remix di Mingozo di Mongozo (dal precedente "Before and After Dinner") ad opera di Claudio Rocchetti (3/4 Had Been Eliminated, Zurich Against Zurich, Sonic Belligeranza), che seppellisce l'originale sotto una montagna di polvere elettronica.
I Trumans Water confermano il loro status di istituzione indie rock americano con We Fish e Hail Sister Bottle, più orecchiabili rispetto agli standard della band di Portland, specie la prima, nenia che ti si insinua in testa e non la scacci più. Tra Sonic Youth e June Of '44. Si avvicina invece ai rumorismi spastici di "Spasm Smash XXXOXOX Ox & Ass" la folle Can't Taste It, seppur con le spalle coperte da quindici anni e passa di esperienza.
Per finire un pregevole remix di We Fish a opera dello stesso Kirk Branstetter, che ne smorza i toni e la tinge di rumori, rendendola più sghemba e sfuggente.
C'è posto anche per i videoclip, due splendide animazioni realizzate da Stefano Buro e Pierluigi Piantoni (Mingozo di Mongozo) e da Laurent Vicente e Kevin Branstetter (We Fish); conclude infine l'opera l'ottima grafica ad opera di Francesca Ghermandi.
Ottima seconda uscita di un ottimo progetto, quello della Robot Radio Records alla quale c'è solo da augurare lunga vita e altre cento uscite come questa. Alessandro Gentili (5/5)

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Strana, ma intrigante e bella, l'accoppiata tra i veronesi Rosalina Mar e i californiani Trumans Water, che dividono questi split, grazie alla Robotradio. Altro grande merito dell'etichetta è quello di aver stimolato ex ragazzi dell'Oregon a pubblicare qualcosa dopo cinque anni di inattività. In questo split i due gruppi ci offrono quatto brani a testa, alternandoli. I Trumans Water, padrini dell'indie-rock con alle spalle già dodici album, non sono mai ripetitivi e danno sfogo a buona parte della loro estrosità. I quattro brani del gruppo di San Diego hanno come base di partenza il noise, ed ognuno di loro esprime buona parte della loro storia, così abbiamo il punk-grunge di "Hail sister bottle", le sperimentazioni semi free-jazz, con le chitarre in affanno a rincorrersi di "Can't taste it" ed il rock semi geometrico e quindi sbilenco, ma anche deviato ed ipnotico di "We fish", brano presentato anche in versione remixata. I tre veronesi hanno un piglio decisamente meno irruente e, come al solito, nei loro brani scorgiamo la complessità di chi sa suonare e lo fa per il gusto di farlo, lasciandosi guidare dal proprio istinto e dalle proprie sensazioni, sospesi tra passione e razionalità. "The death of U" fluisce tra funky, math e noise, passando per la sperimentazione, mentre "Zeus faber" affonda le proprie radici negli anni '70, in quelli del miglior jazz-funk, semi progressive, dove le sperimentazioni si alternano a momenti di forte tensione e poi ancora a momenti di assoluta liberazione; "Acqua alta nella bassa" ha una struttura funky, dopo un intro complesso e frastagliato, infine, la versione remix di "Mingono di Mingono", ad opera di Claudio Rocchetti è destrutturata e sulla strada del noise industriale. Vittorio Lannutti

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La Robotradio Records e il secondo split, il secondo progetto, la seconda storia. A quattro anni di distanza dall’ottima, primitiva, coesione firmata Redwormsfarm with PAper ChAse, Stefano Paternoster ci ripensa e convoca, nuovamente, l’underground italiano e quello statunitense. I Rosolina Mar incontrano i Trumans Water. I Trumans Water incontrano i Rosolina Mar. L’Italia incontra gli Stati Uniti.
Otto brani, il discorso non cambia: i dispari alla band di Portland, i pari al terzetto nostrano. Rinasce il godimento. E allora subito il post-punk dei Trumans Water (attivi dal lontano 1991), la storia dell’indie-rock statunitense, le reminiscenze, i Sonic Youth, i Pavement e tutta l’America degli anni ’90. Il noise, urla sbilenche ed un sottile senso melodico. Poi i Rosolina Mar e le destrutturazioni strumentali. Il free-rock, il math-rock, le sciabolate hard(seventies) dell’ultimo “bifore and After Dinner”, tre brani inediti e il sapore inconfondibile di una delle migliori band dell’Italia che conta, che vale.
I Trumans Water e i Rosolina Mar, il secondo appuntamento targato Robotradio Records, la seconda vittoria. Da segnalare, inoltre, le due tracce video (“Mingozo di Mongozo” per il trio veronese e “We Fish” per il quartetto di Portland) e le straordinarie illustrazioni di Francesca Ghermandi. Come nel 2004, ancora un successo. Francesco Diodati

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Questa seria di Split prende l'occasione di unire diversi interessi artistici: musica, fumetto, cartoni animati e film. Non esistono piani o tempi da rispettare, quando ci sarà un'altra occasione vedrete una seconda uscita.Ed eccoci all'incontro tra i veronesi Rosolina Mar ed i californiani Trumans Water: un video, un remix e quattro tracce a testa, l'arte di Francesca Ghermandi per l'artwork, il tutto in un favoloso digipack. I Rosolina Mar li troviamo in ottima forma, a ripresentare brani editi ed inediti, con la sezione ritmica che brilla di luce propria; tra rock pesante, blues e psichedelia, l'ascoltatore non noterà l'assenza del vocalist. Ottimo il remix di "Mingozo di Mongozo" a cura di Claudio Rocchetti, intendo a sporcare il rock di questi ragazzi.I Trumans Water li troviamo dopo un periodo di assenza, in attesa di un loro nuovo album, con dei brani che sicuramente piacerebbero ancora a John Peel: diretti ed accattivanti come "We Fish" e "Hail Sister Bottle", pazzi e morbosi in "Can't Taste It". Circa mezz'ora di musica per nostalgici e per chi aspetta i loro prossimi passi; per chi non li conoscesse, farebbe meglio a prendere nota. Spero che l'evento si possa ripetere presto con chissà quali gruppi ad affilare le loro armi. Hank

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Seconda uscita per la collana split musica/fumetti/video della Robotradio di Stefano Paternoster (già mente della competentissima fanzine Equilibrio Precario). A questo giro si confrontano i redivivi Trumans Water da Portland, OR e i nostri Rosolina Mar. I primi, a quanto mi diceva il bassista Kevin Branstetter, casualmente incontrato come roadie/driver dei Grails durante l’ultima discesa in terra italica, hanno pronto ad essere stampato da anni qualcosa come materiale per tre dischi. Non escludo che le tre tracce qui presenti (più un remix ad opera di Kirk, il chitarrista) siano il meglio tratto da quelle registrazioni, visto che il livello è strepitosamente alto, per un genere che da un paio di lustri sembrava aver sparato le ultime cartucce: un ascolto necessario non solo ai revivalisti, ma utile soprattutto a ricordare il significato della parola indierock, in un momento in cui pettinati personaggi incravattati ne abusano dai nostri televisori. I Rosolina, dalla loro, regalano anch’essi tre pezzi nuovi di pacca nel loro originale quanto riconoscibile rock matematico di gusto ‘70s (ma, perché no, anche aromatizzato con il miglior post-hc/emo USA). Impedibili dal vivo, rendono decisamente anche su CD (i lavori precedenti su Wallace e Robotradio lo avevano già confermato). Valore aggiunto al tutto, lo spiazzante remix di Claudio Rocchetti (3/4 Had Been Eliminated) che personalizza (= distrugge a modo suo, rendendola irriconoscibile) l’ottima Mingozo di Mongozo, contenuta nel precedente Before And After Dinner. Le illustrazioni sono ad opera di Francesca Ghermanti e i video nella parte CDrom sono ad opera di S.Buro/P.Piantoni (per i Rosolina) e di L.Vincente/Kirk Branstetter per gli americani. Federico Tixi

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La RobotRadio Records ha sempre delle grandiose idee. E ha recentemente sfornato un album fresco fresco dal sapore di nuovo millennio, ma senza dimenticare la storia del rock e dell’indie…ormai anche l’indie ha la sua storia alle spalle. Si tratta di uno split cd, e non è la prima volta per i nostri Rosalina Mar e i Trumans Water (from San Diego e Parigi con furore). La proposta delle due band tra l’altro è un lavoro artistico completo, contenente due remix, due video finali e un digipack “fumettato” dai plastici e surreali personaggi di Francesca Ghermanti.
Ma passiamo alla musica. L’album è un nobil-rock duello musicale tre i due gruppi, un botta e risposta a chi spara le cartucce migliori. Il risultato è molto gradevole, l’ho trovato davvero un bellissimo lavoro musicale, piace piace e strapiace! Non saprei isolare la traccia migliore del disco, perché le tracce migliori sono parecchie, o per lo meno i primi sei brani, se proprio vogliamo isolare i remix. In un continuo andirivieni di indie, basi punk, chitarre elettriche delle più rock-hendrixiane, blues, post-rock psichedelico rumoroso, tracce solo musicali senza voce alcuna…cosa percepiamo? Idee, finalmente, e si tratta di belle idee; mutazione, trasformazione, ma senza scossoni, abilmente strutturata. (4/5) Gioia Molinari

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Dopo I Lucertulas che ho apprezzato tantissimo, la Label Trentina Robot Radio mi stupisce ancora con questo split-lp degli italiani Rosolina Mar e degli americani Trumans Water. Da parte italiana troviamo un amalgama di suoni di derivazione math-rock, di semplice pop e il defluire psichedelico che emerge nelle parti più strumentali. Non manca nell’intero lavoro ampie parti di improvvisazione che si intersecano a meraviglia con il noise dei californiani, che dalla loro parte hanno una lunga gavetta in ambito indie. La particolarità di questo progetto è che i brani sono alternati uno per gruppo, e i brani, da citare in toto, ne escono con una alchimia invidiabile. Il valore aggiunto del disco viene dai remix e dal video realizzato per l’occasione. Inoltre la copertina è fantastica (by Francesca Ghermandi). Uno split che funziona davvero bene, che nato da un esperimento di destrutturazione, ha assunto fogge definite e compiute. Da avere. (80/100) Maurizio Di Battista

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Perhaps because so many albums don’t even get pressed onto CD anymore in this new digital age, it seems ages since I’ve listened to or even heard about any split CD releases. Here’s one to buck that trend, a joint effort from US indie faves Trumans Water and Italian emo instrumentalists Rosolina Mar.Personally, it’s the latter band who get my vote; the Italian trio have a unique sound which incorporates math rock, prog and jazz; and while for some bands the absence of vocals might prove a hindrance, so adept are they at filling out their sound that your enjoyment is not diminished one iota. Their style just seems to come incredibly naturally to them, both on their contributions to this record and everything else I’ve heard from them. Trumans Water are a rather different kettle of dish – the John Peel-approved indie rockers have an altogether more straightforward sound, albeit filtered through their unusual taste in melody. Having said that, their absence from activity since 2003 should mean they prove responsible for the greater numbers of sales of this disc. Their contributions, meanwhile, are typically wonky and discordant structures which will delight fans. All in all, a most impressive package which leaves you hungry for more from both sets of contributors. (3,5/5) Eddie Thomas

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Record label Robotradio is not new to conjugate Music, Video and Comics, seen that some years ago there was a brilliant release feat. The Paper Chase and Redworms' Farm [read komareview]. Now Portland noise makers Trumans Water meet italian Rosolina Mar, - and that's a good match. The first, nervous and almost rancid, fish out of (trumans) water three unreleased tracks of 'o5/'o6, always on the chaos line of indie-rock, - they're not newbees for sure, lo-fi and bizzarre are the rules (frankly, i never understood comparisons made by press with Pavement..), sometimes atonal, sometimes like the Supergrass (Hail Sister Bottle), sometimes You have no enough time to get it (rambles and quirky sounds of short Can't Taste It). Rosolina Mar are lost into kraut-rock, engraced by a certain romantic feeling that turns melodies into 70s, two guitars crossing and drums, no vocals. The Death of U is pretty nostalgic in its unexpected acoustic guitar riff, while Zeus Faber is more free-improvvisation oriented, a good excercise, btw, nothing new under the post-rock sun. Digipack, comics by talented illustrator Francesca Ghermandi, it also includes two remix (Mingozo Di Mongozo by Claudio Rocchetti totally rewrites the matter) and two videos, one in pure collage style for Trumans Water and a pretty funny one for Rosolina Mar, animated by Rubbishbelt.

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Collaboration is in many ways the test of many a band. Sometimes it offers a different slant on a familiar or even tired formula and breathes new life into things previously visited or, even, cliché. Take one look at aging rocker Robert Plant and country bumpkin Alison Krauss doing tired old blues numbers • it shouldn't work but it does. But this is somewhat of a double edged sword. For every Fairytale of New York, there's The Only Flame In Town; for every Up Where We Belong there's Ebony and Ivory.
The choice for Rosolina Mar to work with Truman Water on a short collaborative album is a curious one. The usual norm for these things tends to be successful artists that are known and loved for their body of work, making a buzz of excitement around the impending release. However, two relatively unheard of bands coming together to make sonic sounds hardly offers much in the way of waves. In fact, in is debatable as to whether this is a true collaboration at all. There is little evidence of the two groups working together on the record as one body or unit, instead the album offers two EPs by two separate bands tacked together under the name of a long player.
But surely this is a matter of definition and should bear no relevance to the quality of the music contained within the ten tracks offered. But the sad fact is that it does offer a sad indictment onto a record that has been poorly judged and is mismatched and, ultimately, pointless. The production is uncompromising and offers some level of frenetic passion in its rawness, but to the majority of people this will sound like nothing more than noise.
It could be argued that “Rosolina Mar Meets Truman Water” is a good, contrasting mix of the same style, one being brash and cocky, the other bing brash and semi-melodic. Sadly, I'm not going to be arguing that point. The album suffers from being too short, too unbalanced and, frankly, too meaningless. If the two artists could have come up with a proper collaborative effort and brought their new individual talents to the floor then it could have faired better. But as it stands, “Rosolina Mar Meets Truman Water” is questionable at best and just plain rubbish at worse. (3/13) Chris Daykin

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perteetfracas

Trumans Water toujours en vie. A l'aube d'une nouvelle tournée européenne en 2008 et d'un énième album (on ne compte plus après 10), les frangins Branstetter remettent le pied à l'étrier en compagnie des Italiens de Rosolina Mar. Un split CD initié par le label non moins italien Robotradio records qui soigne toujours la présentation. Un concept multimédia à chaque fois où musique, vidéo et artwork se bousculent sur un même support. Ca fait longtemps que Trumans Water a tout dit - pensez donc, depuis 1992, on a l'âge de ses artères - et le vent de folie qui a accompagné leur jeunesse sonique et chaotique est bien derrière eux. Mais il y a toujours moyen de se faire plaisir et apporter autre chose qu'un courant d'air désagréable. Pour preuve, leur morceau principal, We fish. Trumans Water est peut-être parti à la pêche ces dernières années mais ils démontrent qu'il y a toujours moyen de ramener dans ses filets de bons petits poissons bien frétillants. Hail sister bottle est du même acabit, dans le genre alerte, court, toutes guitares dehors, chœurs multiples et dynamique entraînante alors que le 3ème inédit Can't taste it et sa trompette débridée est un poil plus anecdotique. Les frangins ont beau être séparé par un océan (Kirk vit à Portland, Kevin en France depuis 95), avoir enrôlé une nouvelle section rythmique, les Trumans gardent leur mot à dire.
Entre chaque morceau de Trumans Water, Rosolina Mar a intercalé trois de ces titres. Leur math-rock guilleret me laisse une nouvelle fois perplexe. Le guitariste en fait moins que sur leur premier album, un morceau comme Zeus Faber reste même plaisant mais ça me rappelle toujours les plages d'Ibiza (que je n'ai jamais fréquentées) et les cocktails mondains en tongs (que je n'ai jamais pratiqués). Mais je suis sûr que ça me ferait le même effet. En fin de CD, chaque groupe propose un remix d'un de ces propres titres. Comme souvent dans ces cas là, ça fait plus remplissage que présenter un intérêt véritable. Ne reste plus qu'à aller se coucher en regardant les dessins étranges de Francesca Ghermandi et les deux vidéos, surréaliste pour Trumans Water, non dénué d'humour pour Rosolina Mar, et on ne regrettera pas sa journée.

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Robotradio, c’est le genre de label qui mérite d’être connu. Un label pour amoureux du disque, de l’art et du do it yourself. Sa série de split cd, notamment, suit un concept aussi simple que génial : deux groupes, un italien (le label est italien), un étranger ; trois morceaux totalement inédits par groupe ; un titre remixé chacun ; un clip vidéo par groupe, réalisé par des artistes spécialisés dans les animations ; un packaging cartonné superbe illustré par un dessinateur de comics. Toutes ces formes d’art réunis avaient donnés un objet d’anthologie entre The Paper Chase et Red Worms Farm il y a trois ans de cela.
Pour ce deuxième numéro, l’excellent artwork est signé Francesca Ghermandi et pour le son, c’est Rosolina Mar qui s’y colle côté Transalpin, complété par les californiens de Trumans Water. On connaît déjà Rosolina Mar pour son full-length sorti en 2006 chez Robotradio : un post-rock intelligent et entièrement instrumental. Trumans Water existe depuis presque vingt ans, mais est plus ou moins inactif depuis 2003. Sur son CV, il a déjà douze albums (!) dans la besace, des sessions chez John Peel et des disques de formats divers sur des labels prestigieux (Sub Pop, Sympathy For the Record Industry). Indie-rock à l’ancienne fait de morceaux courts, entraînants et dissonants, Trumans Water mérite une certaine attention, même si on accroche plus vite que sur les titres du groupe italien. On note encore le clip délirant de Rosolina Mar signés Stefano Buro et Pierluigi Piantoni. En résulte un objet multidimensionnel fait pour les curieux. C’est quand tu veux pour le volume trois ! matti

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Conçu comme une rencontre, ce split album du label italien Robot radio records, voit se succéder les Italiens de Rosolina Mar et les californiens de Trumans Later. D'un côté le post rock italien, de l'autre une pop baroque et barrée des américains, le tout dans un écrin qui semble narguer les adeptes sans passion de la dématérialisation. Huit titres dont un remix de chacun des groupes exécuté par l'autre groupe (vous suivez) et le tour est joué. Déconcertant, car passant de l'un à l'autre plutôt que de laisser une face pour chacun, ce slip album fini par trouver une forme de cohérence dans la mystique du désamour de l'évidence. Et c'est tout un programme. Gerarld de Oliveira

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Wie die Zeit vergeht, 2003 hatte ich mal eine neue Platte von TRUMANS WATER besprochen, einer alten Homestead-Band, Anfang der 90er in San Diego von Brüdern Kirk und Kevin Branstetter gegründet, die beide immer noch dabei sind und nach längerer Pause wohl auch mal wieder eine neue Platte machen wollen, also neben dieser. Guter alter Noiserock mit hohem Destruktionswillen machte TRUMANS WATER bisher immer aus, der an die COWS oder VOLCANO SUNS erinnerte, und woran sich bis heute nichts geändert hat. Die teilen sich diese Platte mit ROSOLINA MAR, einem 2001 in Verona gegründeten Trio, das schön vertrackten, krautrockigen Postrock spielt, mal ausufernd psychedelisch, mal erstaunlich melodisch und hymnisch. So eine richtig organische Platte ergibt sich dabei zwar nicht, dafür sind beide Bands doch wieder zu verschieden, was ihren grundsätzlichen Ansatz angeht, das spielerische Niveau ist bei allen acht Stücken auf jeden Fall gleichbleibend hoch. Ein richtig großer Fan dieser Split-Platten-Idee war ich zwar noch nie, aber hier handelt es sich um ein sehr gelungenes Release, wenn man auf aggressiv fordernde Musik steht, die ihre Energien vor allem aus einer Demontage gängiger Rock-Schemata bezieht. (7) Thomas Kerpen

www.trust-zine.de

Die Split-Serie, in der diese CD erscheint, dient nach eigenen Angaben dem Verbinden der Interessen Comic, Music, Filme und Animationen. So ist das gesamte Artwork auch im Comic Stil gehalten. Als Bonus gibt es einen Videoclip. Die CD kam eigentlich schon im Oktober 2007 raus und ist jetzt erst hier gelandet. Acht Songs sind zu hören, wobei beide Bands sich abwechseln und je vier Stücke spielen. Beide spielen sie angenehmen Post-Rock mit Indie Elementen und sowohl etwas Funk als auch Psychedelic. Das ist eine nette Mischung. Rosalina Mar schneiden dabei aufgrund höher funkyness und besserer Hörbarkeit eindeutig einen Tick besser ab. Die Band ist aus Verona, Italien, und gründete sich 2001. Trumans Water hingegen sind ein Urgestein und haben sich schon 1990 in San Diego gegründet. Mittlerweile leben die Bandmitglieder je zur Hälfte ins Paris und eben noch immer San Diego. Fast komplett Instrumental sind die Songs der beiden Bands. Beide haben auch schon einige Veröffentlichung hinter sich, besonders Trumans Water. Es ist eine ganz okaye Split mit etwas mehr als 44 Minuten Spielzeit – allerdings muss man sich auch lange in Sound hinein hören und Hits gibt’s in dem Sinne eben auch keine. (andreas)

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www.freemusic.cz

Americko-italským splitem představení Robotradio Records zakončíme. Není to první album tohoto druhu na této italské značce. Pilotním počinem byla společná deska The Paper Chase meet Red Worms’ Farm. Slušný start! V aktuálním případě jde o společné dílko italské mathrockové kapely Rosolina Mar, jež se dělí o prostor s Trumans Water, americkou skupinou, která po léta vydávala na značce Homestead Records, v jejímž katalogu lze najít taková jména jako Big Black, Dinosaur Jr, Green River, Naked Raygun, Sonic Youth, Swans či Sebadoh, což ostatně dost vypovídá i o žánrovém zařazení amerického kvarteta. Obě skupiny mají na desce po čtyřech skladbách, z nichž jedna je remix. Výkop obstarávají hosté Trumans Water, kteří jsou pozapomenutelným klenotem americké nezávislé scény. V polovině devadesátých let měli Trumans Water slušně našlápnuto: Všimli si jich John Peel i Thurston Moore. Přestože se kapela v širším měřítku neprosadila, na hudbu nezanevřela a je stále činná. Základ Trumans Water tvoří bratři Kirk a Kevin Branstetterovi plus v současnosti další dvojice hudebníků, kteří bratrskou dvojici doplňují do podoby plnohodnotné rockové kapely. Trumans Water mají svá nejlepší léta za sebou, ale ani za svou současnou tvorbu se nemusejí stydět. Popravdě řečeno mě ale více než sympaticky kostrbaté noiserockové výpady Američanů, kde je místo i pro ženský vokál, funkový rytmus a frejazzový saxofon, baví do detailu propracovaná math rocková témata doprovázená nezřetelným spodním popovým proudem italských Rosolina Mar (ovšem s výjimkou nikterak invenčně pojatého remixu Mingozo di Mongozo od Claudia Rochettiho). (Trumans Water: 70 % Rosolina Mar: 75 %) (Pavel FFF Sajfert)

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