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www.rockerilla.com
Con
la pubblicazione del primo disco omonimo l'intera categoria giornalistica
aveva individuato nei Rosolina Mar un gruppo incredibilmente promettente ed
originale; oggi "Before and After Dinner" si libera dell'ingombrante
appellativo di album post rock per gettarsi a testa bassa nell'intricata rete
di riferimenti e influenze che solo una grande band può metabolizzare
in maniera tanto personale. Allora diciamolo immediatamente, "Before
and After Dinner" è la migliore risposta a coloro che ritengono
l'Italia un luogo assolutamente privo di spinte artistiche e di realtà
musicalmente valide. Le eccezionali stimolazioni di queste dodici tracce,
la capacità evocativa delle registrazioni, la complessità delle
strutture sonore, tutto contribuisce a creare un Lp memorabile e puramente
rock'n'roll. I ricordi in stile June of '44, le complessità matematiche
dei brani e le elecubrazioni teoriche rappresentano solo una parte delle meraviglie
qui racchiuse; il ritmo ora rallenta, poi si fa addirittura claudicante, quindi
riparte con un'accelerazione fulminea; le chitarre stridono e si addolciscono
grazie ad una perfetta padronanza dello strumento, mentre la betteria viene
incessantemente sollecitata in maniera magistrale e caratterizzante. Una svolta
che lascia l'acquolina uin bocca al solo pensiero di quel che i Rosolina Mar
possono realizzare dal vivo, ma soprattutto un prodotto musicale che deve
essere esportato al di fuori degli angusti confini anzionali. Più che
una conferma. (5/5)
Michele Casella
www.rumoremag.com
La
musica dei Rosolina Mar, terzetto veronese di due chitarre (Bruno Vanessi,
Enrico Zambon) e batteria (Andrea Belfi), spiazza sin dal primo ascolto per
la sua imprevedibilità e incredibile versatilità strumentale.
I dodici episodi di Before and after dinner costituiscono un flusso sonoro
ininterrotto, in cui si mescolano senza soluzione di continuità - anche
all'
interno di uno stesso brano - i generi, le tecniche e gli stili più
differenti: dal post rock di Slint e U.S. Maple al math rock dei Don Caballero,
dall'hard rock dei Led Zeppelin al noise, dal blues fino ad arrivare al reggae
e ai ritmi latini. Un post rock strumentale, per niente cerebrale ma tutto
sudore, energia e divertimento puro. Brani come Flesh dance, Il culto del
cavo elettrico rendono arduo qualunque tentativo di classificazione e sono
la prova di un talento musicale fuori del comune.
Gabriele Barone
www.blowupmagazine.com
Ce
li ricordavamo aprire il pirmo volume dei "Po Box 52", la brillante
serie di sei cd curata dalla wallace sullo "stato di salute" dell'indie
rock italiano, con due lunghi brani in cui si fondevano fosche memorie di
rock '70, vaghi riferimenti alla Lousville di Slint e June of 44 ed una certa
volontà a non voler svelare con troppa facilità all'ascoltatore
le esatte coordinate per determinare la reale collocazione della loro musica.
Poi, con la pubblicazione dell'omonimo album d'esordio ed oggi con l'uscita
di questo "Before and after Dinner", Rosolina Mar hanno saputo dar
corpo alle proprie intuizioni riuscendo ad esporre in forma di brani sintetici
la loro visione contemporanea delr ock, uan sorta di revisione espressionista
- doppia chitarra e batteria - di tutto quanto sia stato detto in materia
negli ultimi quarant'anni. Prendiamo L'ora di religione: al suo interno
ognuno potrà scovarvi il suo modello di riferimento preferito, Dinosaur
Jr., Trans Am o Led Zeppelin (che poi in definitiva, forse della stessa cosa
stiamo sempre parlando...) in un gioco di citazioni al quale gli stessi autori
sanno di non potersi sottrarre. Perchè sull'argomento è già
stato detto tutto, o quasi, e l'unica via possibile appare quella del gioco
delle trasfigurazioni e del "confondere le acque". E i Rosolina
Mar ci riescono bene. (7)
Massimiliano Busti
www.sands-zine.com
Ecco il secondo full-lengh
dei Rosolina Mar, oramai di casa nella prolifica Wallace Records. Le aspettative
erano molte, dopo lo splendido esordio del 2004; certo è che il trio
veronese nel frattempo non si è assolutamente adagiato sugli allori.
Infatti "Before And After Dinner", titolo preso in prestito da Brian
Eno e riadattato secondo la filosofia 'gaudente' dei Rosolini, si apre con un
pezzo blueseggiante e morbido, con tanto di rumorismi e armonica a bocca.
Immediatamente però la scena cambia registro catapultando l'ascoltatore
nel più caldo ambiente hard rock dei Seventies, dove il trio rimaneggia
con perizia gli stilemi di allora, ma con caratteri strumentali sorprendenti
e molto free, stop & go, aperture energetiche e cambi di scena improvvisi
e spiazzanti in cui, ad esempio in Mingozo Di Mongozo, la batteria funky, molto
articolata, alterna qualche eco esotica a toni di ‘chiaroscuro’,
sfociando poi in ritmiche ossessive e ‘definitive’; riffs di blues
'su di giri', spesso tiratissimi (Flesh Dance) e incrociati dalle due chitarre,
talvolta strabordano in situazioni 'cazzute' con wah wah a tutto spiano (Isa
Eyes) e assolo di sicura attrazione per i nostalgici bikers in pelle nera e
borchie.
Tutto questo, si sa, i Rosolina Mar lo propongono con una forte dose di intelligente
ironia, ma con affettuosa adesione al mondo musicale di riferimento.
Provate a vedere un loro concerto, dove non si risparmiano in nulla, dalle mossettine
sornione che ammiccano a scene mainstream, all'atteggiamento scanzonato e irriverente:
divertimento allo stato puro.
Si può dire che in questo secondo appuntamento la band si sia lasciata
alle spalle alcune atmosfere più rarefatte, o passaggi meditativi, per
spingere l'acceleratore verso soluzioni più immediate, concentrandosi
su sonorità robuste, a volte acide ma essenziali e comunque accattivanti.
Calde e superbe le registrazioni curate dal Magistrali; simpatici anche se a
mio avviso ancora un po’ timidi gli arrangiamenti delle sovraincisioni.
Un disco dal sound in continuo mutamento, che non lascia tregua e trascina con
sé in un gioco sempre nuovo.
Alex
Frassanito
www.smemoranda.it
Questi, se li vede o ascolta Quentin Tarantino, li prende subito
per qualche suo film. Sicuro come la morte: gran gusto estetico, citazioni alte
e citazioni basse, coraggio da vendere.
Da quando ci sono loro (2000 e dintorni) Rosolina Mar non è più
solamente una ridente località balneare (ricordo ancora un’estate
passata su quelle spiagge, grazie per avermela fatta ricordare), ma anche il
nome di una pazza band di culto con due chitarristi e un batterista. Niente
basso, niente voce (a parte una piccola scheggia verso la fine), solo musica
celestiale.
Terza loro uscita, Before and After Dinner è un disco compatto, stampato
pure in vinile, capace di far aumentare i battiti della mia coda di brano in
brano. Bello fin dalla copertina, con i tre musicisti fotografati davanti ad
una piscina proprio a Rosolina (impossibile non riconoscere quelle costruzioni
dall’architettura un po’ beat, direttamente uscite da qualche film
americano di trenta e passa anni fa), è un album da ascoltare e riascoltare
fino alla noia.
Chitarre a briglia sciolta, rimandi a certe sigle di certi film della nostra
infanzia (Starsky & Hutch e via discorrendo), il batterista a fare il lavoro
sporco della sezione ritmica tutto solo, armoniche e scacciapensieri...
E poi Fabio Magistrali alla produzione, garanzia di qualità non da poco.
Qualche titolo? Il Culto del Cavo Elettrico, Amore Tossico, Isa Eyes, L’ora
di Religione, Protopapetti, Before and After Dinner...
L'Alligatore
www.kathodik.it
Veniamo
al punto: il 2005 è stato un anno fantastico per la musica prodotta
nel nostro paese nei circuiti indipendenti, nuove band hanno calamitato l'attenzione
di pubblico e stampa, questa estate si sono visti festival degni di tale nome
e mai come ora il morale della truppa è alto ma.se ancora non avete
ascoltato 'Before and After Dinner' vi manca il pezzo più bello di
tutta la stagione.
Dopo questa schierata e molto poco oggettiva introduzione, in quanto chi scrive
adora questi tre stilosissimi individui (osservare la copertina), possiamo
addentrarci nel fantastico mondo tinteggiato dai Rosolina Mar che leggenda
vuole forgiati nell'attuale formazione, dopo un viaggio/pellegrinaggio nella
nota località balneare, che per chi non lo sapesse è adagiata
sulle paludose rive venete.
Il qui presente disco richiede alcune condizioni affinché il suo benefico
potere agisca al meglio sulla vostra psiche, in prima istanza volume alto
dello stereo, meglio se al massimo (fottetevene dei vicini), predisposizione
mentale ad accogliere grandi ondate emozionali e la consapevolezza di eventuali
effetti collaterali come scatenati movimenti di tutti gli arti, in un fenomeno
che và racchiuso sotto il nome di ballo allo stato brado.
Ora se ve la sentite potete anche fare una leggera pressione sul tasto PLAY
del vostro lettore e lasciarvi semplicemente trasportare da quello che con
molto sollievo potrete tranquillamente classificare con una sola parola:
ROCK, splendido, cristallino ed insieme contaminato, pieno di riff ma mai
prevedibile, e soprattutto spontaneo come se sgorgasse fluido dall'enciclopedia
musicale del novecento.
Se non credete alle parole del sottoscritto ascoltate Flesh Dance e ditemi
se non vi ritrovate ad un perfetto incrocio tra un pezzo dei PFM, degli AC/DC
ed un qualsiasi brano emo, oppure nel pezzo che da il titolo al disco in cui
sperimentalismi noise sembrano intersecarsi divinamente con qualcosa che richiama
gli Allman Brothers Band per poi passare ad una stasi stile post-rock ed infine
rituffarsi in picchiata con un riff prepotente sporcato dallo wa-wa.
Una band a tutto tondo, due chitarre ed una batteria e molta molta inventiva,
la capacità non comune di spaziare con facilità in più
generi anche nello stesso pezzo e assolutamente imperdibili dal vivo, questo
sono i Rosolina Mar: Enrico Zambon, Andrea Belfi, Bruno Vanessi.tenete questi
nomi bene a mente... mastodontico capolavoro abbastanza differente dal precedente
lavoro più intimista e riflessivo; qui ci troviamo di fronte il fuoco,
la vendetta e la speranza. (5/5)
Andrea Bontempo
www.inkoma.com
Un anno dopo il precedente s/t, ritornano i veronesi Rosolina Mar, con un
passo più deciso, dove pur mantenendo la passione per titoli meta-demenziali
(Domenica Mattina la Benedizione dei Trattori, Mingozo di Mongozo ), si tuffano
meglio che prima negli elettrici anni 70, specie nell'imperversare sul wha-wha,
quasi sforando nell'acid caro agli inseguimenti alla Harry Callahan, per quanto
resti ancora dietro l'angolo il canale mono del miglior funk. - Senti in merito
Isa Eyes, unico brano dove s'introducono a tradimento due parole di cantato,
- o le brevi et intense Tuttopapetti e Protopapetti. Poi mentre la title track
come Car Patch (D-tone) piegano più sul lato free-jazz delle due chitarre
e batteria, Flesh Dance tocca la scuola fusion, mettendo da parte le malinconie
e focalizzandosi invece sull'eccitazione dei cambiamenti della sezione ritmica.
Paolo Miceli
www.uds.it
Il
nuovo disco dei Rosolina Mar, nuova uscita wallace records, non è così
divertente: per poco che durano questi 40 minuti, 12 pezzi risultano troppi,
o almeno, 12 pezzi così sono troppi. Il trio strumentale, qui alla
seconda prova full-lenght, si lancia in un intricato miscuglio di musiche
rock, un cut-up di tutto quanto uscito negli ultimi 40 anni con in più
quel tocco di intellettualismo strumentale che non guasta. Si parte con un
piglio dance (non a caso, sulla quinta traccia, Flesh Dance, potreste cantarci
"Manic"
tratta dal omonimo film), poi si passa a rock tirati che fanno un po' il verso
ai Block Party e che si perdono in assurdità generiche e pezzi reggae.
Poi tutto il settanta, dal progressive al rock più dritto e potente,
e ancora dopo con riferimenti a Dinasaur jr e Motorspsycho e la indie anni
90.
Ce ne sarebbe ancora, in particolare le divagazioni post-jazz & minimalie,
di fatto "Before and After dinner" resta un ottimo disco, (davvero,
non state a credere a tutto quello che scrivo) precisione e qualità
tecniche indiscusse, ottimi accostamenti a rappresentare un altrettanto ottimo
gusto musicale. E' solo un po' noiso, tutto qui, compratelo comunque. (7/10)
Sandro Giorello
velvetgoldmine.iobloggo.com
Dopo la presenza nella
P.O.Box, serie di Wallace Records, ed un disco legato a sonorità musicali
affini ai June44, i Rosolina Mar tornano con un nuovo e spiazzante album.
Il disco in questione è totalmente strumentale (batteria e doppia chitarra),
a parte un versettino in "Isa Eyes" (marcia in evoluzione blues-rock-psichedelica),
suonato con passione ed anima ("Protopapetti" e "Before and
After Dinner"); questi ragazzi ci forniscono la loro visione del rock'
n 'roll: un viaggio tra chitarre e pedaliere.
L'attitudine punk è molto forte, così come la volontà
di esprimersi in un mood speciale e particolare. Tra un Wuah Wuah, effetto
molto conosciuto e altrettanto usato, che sostituisce l'ipotetico vocalist
("Mingozo di
Mongozo") e indicazioni ben precise al rock anni '70, c'è un album
variegato ("Flash Dance") e molto ben riuscito.
Dal vivo dovremmo avere un ulteriore conferma grazie al loro impatto sonoro
coinvolgente (lasciando perdere paragoni vari a gruppi storici del rock, che
è meglio); non fate gli indifferenti e datevi una mossa, procuratevelo!
Hank
www.newsic.it
Un cavallo in corsa, che con la
sua potenza attraversa i più colorati paesaggi sonori, passando dal
rock, alla psicadelia funk, alle venature blues del post rock, all'hardcore
istintivo.
Lanciato senza sosta grazie ad un'energia che spinge dal basso "Before
and After Dinner" nel suo veloce passaggio (il cd è breve) incanta.
Chitarre, due, che si intersecano in forti e incisivi intrecci, e una batteria
che corre, quasi impazzita e senza lasciare un attimo la presa; è così
che all'implosione di energia succede un improvviso spettacolo pirotecnico
di cattiveria e ritmo.
Sono tutte fatte ad arte le canzoni di questo album, se dovete esplorare tutto
ciò che riescono dare in un unico pezzo assaporate la 9, "Amore
Tossico" che già dal titolo....con tanto di dissertazione raggae
alla Police.
I Rosolina Mar sono unici e si impongono con un suono completo e definito,
pur senza basso e voce. (9/10)
Paola Andreoni
www.iyezine.com
Inizio da questo interessante
promo il capitolo di reportage sulle novità targate Wallace. Il terzetto
in questione racchiude nelle dodici tracce del cd tanti bei propositi, tante
belle idee e tanti bei spunti. Balza subito in primo piano la grande cura
e l’ ottima riuscita nello scrivere canzoni con strutture molto sfiziose,
che si divincolano benissimo dalla “ forma” più tipica
del genere. Genere comunque che per lo meno al sottoscritto non rimane facile
delineare. Roboanti, tra post- rock geometrico, funky/jazzy che a tratti rimembra
certi Karate, una spruzzatina di noise e molto, moltissimo dinamismo: tutto
strumentale, con uno stiloso gusto ’70 e stop & go da urlo.
Brani da sottolineare, “L’ ora di religione” che echeggia
gli immensi Fugazi, “Flesh dance” che fa fede al titolo regalando
un possibilissimo ed ammiccante singolo ma soprattutto la progressiva, superfiga
e potente “Il culto del cavo elettrico”.E di nuovo, “ Sea
tomato” che nonostante la esile durata funziona ad oc, “Amore
tossico” incazzata nera e “Car patch ( D tone)” davvero
compulsava e dissonante. Meritevoli di ogni bene.
Dolorian Gray
www.munnezza.it
Lungi dal dare l'impressione
di volersi riposare sugli allori dopo il successo di critica arrivato l'anno
scorso in occasione del loro esordio discografico, i Rosolina Mar nella loro
seconda opera rilanciano alla grande ed ampliano con classe e maturità
il proprio originale discorso post-rock in chiave strumentale attraverso nuove
imprevedibili sfumature sonore e una rinnovata efficacia, anche compositiva:
i pezzi ora sono più brevi e più incisivi, ma non meno suggestivi.
Chi volesse azzardarsi ad attribuire una delle classiche etichette musicali
ai Rosolina Mar semplicemente desista dal proposito, perchè adesso
ciò è praticamente impossibile data l'unicità e il carattere
estremamente personale della proposta dei vicentini. Si parte ovviamente in
direzione Chicago-Lousville ma non per sviscerare fino alle estreme conseguenze
un non-genere già quasi prosciugato, bensì solo come splendido
pretesto per esplorare gli stili e gli approcci più disparati: chitarre
rock '70s, la foga del post-punk americano, concezione indie, criterio math,
diversioni jazz, straripamenti funk, cavalcate prog, eredità blues,
echi new-wave, divertissement "latin", escursioni psichedeliche,
citazioni pop. Una miscela certamente voluminosa e complessa, ma che incredibilmente
è svolta con talmente tanta lucidità da risultare perfettamente
abbordabile per qualsiasi tipo di ascoltatore, a livelli diversi naturalmente.
Con i Rosolina Mar non reggono i paragoni, non bastano le definizioni: tutto
sta nel riuscire a percepirne interamente quella loro enorme forza espressiva
che ha pochi eguali nella Penisola. (4/5)
Aob
www.coolclub.it
Dalla prolifica Wallace
Records arriva la seconda prova discografica del power-trio veronese. La differenza
palese col loro già ottimo debutto omonimo sta nel numero dei brani
che aumenta mentre diminuisce la durata totale del disco. Questo la dice lunga
sull'evoluzione musicale che i tre hanno compiuto in questi due anni. Pezzi
più risoluti e compatti che arrivano diretti più che mai nella
loro deflagrante potenza. Dodici scintillanti episodi strumentali che si fanno
apprezzare già dal primo ascolto, pieni di imprevedibili cambi di scena
e di umore, amalgamati da una sapiente abilità strumentale. Mentre
le due sferraglianti chitarre di Enrico Zambon e Bruno Vanessi intrecciano
complesse trame dal flusso sonoro ininterrotto, la puntuale e pulsante batteria
di Andrea Belfi riempie lo spettro sonoro con cascate di tempi dispari, contrappunti,
sincopi, talvolta anche tempi in levare. Qua e là frammenti di organo
vox, fender rhodes, armoniche e percussioni aggiungono colore alle già
scoppiettanti composizioni. Un ottimo disco che trasuda rock in tutte le sue
accezioni con giochi di rimandi e citazioni da far perdere la testa, il tutto
è confezionato a dovere dal buon Fabio Magistrali che incanala nelle
registrazioni l'energia viva dei loro fragorosi live set.
Giovanni Ottini
www.ondarock.it
Rosolina Mar, ovvero:
come suonare il rock in modo convincente, nel 2005. Con una formula apparentemente
semplice - chitarra, chitarra, batteria, molti riff, assoli quel tanto che
basta, gusto ben calibrato tra strizzate d'occhio al passato e robuste dosi
di presente - ma frutto di un'evoluzione costante e ben pensata. Se l'esordio
del trio (l'album omonimo pubblicato da Wallace nel 2004) era un primo tentativo
di coesione ancora orientato verso panorami dilatati e "post" (il
proverbiale primo album promettente ma acerbo), la seconda tappa del viaggio
dei tre veronesi ci mostra un gruppo maturo, che aggiorna in maniera impeccabile
la formula del power trio e - non ci stancheremo mai di ripeterlo - porta
il rock, quello sudato, quello divertente, in una terra un tempo dominata
da arpeggi sincopati ed equazioni sulla sei corde.
Il trio veneto, con questo "Before And After Dinner", tira le somme
del proprio lavoro e dei propri ascolti, affinando il proprio linguaggio,
definendo più accuratamente certe coordinate solo immaginate durante
il primo viaggio: quello che propongono alle nostre orecchie è, insomma,
un tentativo di sintesi, un sommario tutt'altro che ordinato e standard della
passione bruciante per il rock nella sua più totale accezione. Come
un ottimo fotografo, l'animale a tre teste Rosolina Mar cerca lo sguardo panoramico
e, allo stesso tempo, la cura per il particolare improvviso, quello che balza
agli occhi come una scintilla.
Si parlava di sintesi e non si può che richiamare il termine ascoltando
"Protopapetti", in cui la sincope rabbiosa dei Fugazi si sposa con
cadenze chicagoane mutando ancora e ancora e "Mingozo di mongozo",
tutta sinuosità funky aspro per via delle due chitarre, orfano di un
basso assente giustificato dall'ottima riuscita del tutto, reso ancor più
ritmico e saltellante dalle percussioni un po' latine che via via si fanno
strada. Un frullato di passioni, verrebbe da dire, e non si sbaglierebbe di
molto il tiro, visto che nel calderone si scorgono i contorni di declinazioni
rock quali l'indie (le cadenze wave di "Il culto del cavo elettrico"),
il college (in "Flesh Dance" pare di sentire certi Weezer meno scolastici
e abbottonati), l'hard dei Led Zeppelin e degli Ac/Dc e il blues deviato di
Captain Beefheart prima e degli Us Maple poi. Che dire, poi, di "Amore
Tossico", l'unico ibrido possibile tra i Dinosaur Jr. e i Police...?
C'è di che divertirsi, insomma: questo gioco di colto revisionismo
e di delirio organizzato conserva la sua freschezza anche dopo diversi ascolti,
contro ogni aspettativa. Non era facile giocare in questo modo con il rock,
ma i tre Rosolina, tutti e tre tecnicamente molto bravi e musicalmente intelligenti,
ci sono riusciti. (7,5)
(A margine della recensione dell'album, aggiungiamo che il gioco dei Rosolina
riesce molto bene anche dal vivo: prendete gli stessi ingredienti descritti
sopra, shakerate molto, molto ma molto a lungo, e avrete uno spettacolo che
mantiene tutto ciò che l'album promette, con esecuzioni dei pezzi furiose
e coinvolgenti, qualche chicca - schegge di King Crimson o Ac/Dc e altre citazioni
che compaiono quando meno te le aspetti - e quel paio di brani del primo album
che ancora reggono il confronto con quelli attuali. Come dire: la rivincita
delle chitarre e della fisicità?)
Matteo lavagna, Luca Fusari
www.freakout-online.com
Il secondo album del gruppo
veronese, “Before and after dinner”, segna il cambio di direzione.
Enrico Zambon e Bruno Vanessi alle chitarre e Andrea Belfi alla batteria,
gruppo nato cinque anni fa con quattro membri provenienti da esperienze nell’ambito
punk/hc/noise, esordirono con un omonimo tutto dedito al post ed al math rock.
Eclettici e versatili come ogni musicista che si rispetti i RM hanno pensato
di optare per un rock aperto e poco sperimentale, sempre tutto strumentale.
Le dodici tracce di questo cd hanno infatti una base funky, su cui si strutturano
quasi tutti i brani, nei quali vengono rievocate le cose migliori degli anni
’70, quando il rock ha avuto il suo momento d’oro. Tante cavalcate
con le due sei corde che si intrecciano e con il batterista che è talmente
efficace da non far pesare l’assenza del basso in un rock, spesso orchestrale.
Fanno eccezione “Il culto del cavo elettrico” dove è evidente
il loro legame con il noise e con il rock indie, così come la massiccia
ed intensa “Amore tossico” anch’essa sul versante indie
ed il blues primordiale, alternato ai riff hard rock di “Isa eyes”.
L’aspetto più accattivante ed intrigante di questo ottimo e splendido
lavoro è che il trio veronese dimostra di saper suonare con leggiadria
e semplicità, complice di ciò sarà sicuramente la presenza
rassicurante del produttore Fabio Magistrali.
Vittorio Lanutti
www.musicclub.it
Per Rosolina Mar occorre fare un
discorso più particolareggiato dovendo, giocoforza, riferirsi a specifici
generi musicali. Anche perché la formazione veronese ha deciso di approfondire
ulteriormente il percorso sonoro già intrapreso con l'omonimo disco
di esordio del 2004. E quindi ce li ritroviamo impegnati a portare avanti
una moltitudine diversa di opzioni strumentali; da tracce fortemente imparentate
con i Golden (ancora il riferimento primario) ad altre tese ad esplorare i
sentieri rock e hardcore con palesi tracimazioni nel post hardcore da un lato
nel kraut rock dall'
altro e senza dimenticarsi del post rock, ma non trascurando neppure escursioni
di natura psichedelica. L'impressione comunque non è delle migliori,
causa una mancanza di messa a fuoco complessiva dell'opera.
www.iltirreno.it
Dà buoni frutti
la collaborazione tra le etichette Wallace e Robotradio.
Si parte con Hell Demonio, combo misterioso che decide di esordire con un
disco dal titolo altisonante, Greatest Hits. 7 brani in un quarto d’ora
sono un biglietto da visita che la dice lunga sulle intenzioni della band:
ferire con sferzate di punk’n’roll sguaiato e catartico noise-core.
Impossibile stare fermi all’ascolto: un’iniezione d’energia
per chiunque, basta non porsi troppe domande. Puntano più in alto i
Rosolina Mar, che arrivano finalmente al secondo lavoro discografico, dopo
l’ottimo esordio omonimo dell’anno scorso. Ed è una meraviglia:
la band si conferma tra le più interessanti in circolazione, capace
di condensare le più svariate ispirazioni rimasticandole con fantasia
e personalità. In ciascuno dei 12 brani strumentali di Before And After
Dinner c’è davvero di tutto, cucito assieme a regola d’arte.
E, in più, il disco risulta godibile dall’inizio alla fine e
a tratti persino entusiasmante.
Da non perdere.
Guido Siliotto
www.sonorika.com
Da qualche tempo mi chiedo
che senso abbiano le denominazioni che utilizzano il prefisso 'post-'. Prendete
il post-punk della fine degli anni settanta, quello dei primi tre album degli
Wire, per intenderci: nonostante la direzione da loro indicata oggi continuiamo
a vedere in giro Offsprings, NOFX e Greenday vari, ovvero band che suonano
punk, punk melodico, ecc. Che senso ha? E' un ritorno sui propri passi da
parte del rock per riscoprire alcuni momenti della propria storia? Non so
rispondere a domande cosi'
complesse. O forse si', ma non mi piace la risposta che mi darei.
I Rosolina Mar sono nati e cresciuti all'interno della "scena" post-rock
italiana (vengono da Verona) e con Befor And After Dinner licenziano un secondo
album di forte personalita' e interesse. Dimenticate i ritmi lenti e trasognati
di June of 44 e compagnia, perche' il power-trio veneto (doppia chitarra e
batteria: niente basso, a la' Blues Explosion) ha sfornato un cd pieno di
energia con una particolare predisposizione al cambio di ritmo e all'intreccio
delle linee delle due chitarre, che non fanno mai desiderare l'inserimento
di una parte vocale (del resto completamente assente).
I dodici episodi, intitolati con vario gusto e ironia (su tutti, flesh dance
merita una menzione d'onore), sono altrettanti rari equilibrismi tra il rock
classico e l'attitudine post che ha caratterizzato questa prima meta' di decennio.
Potrebbe essere una nuova via, tutta ancora da esplorare, fatta di rock rock
rock, così meditato, eppure così immediato e istintuale. Visti
questi primi risultati ci mette addosso già da ora una certa aspettativa
per il prossimo lavoro. (7,5)
Marco Boscolo
www.comunicazioneinterna.it
Tornano in campo i Rosolina
Mar, power trio veronese(chitarra-batteria-chitarra) che si era già
fatto apprezzare qualche anno fa con il disco di esordio che portava il nome
della band stessa. Il nuovo nato "Before and after dinner", prodotto
dal "magister" Fabio Magistrali, è il disco della conferma
ma anche della crescita, un album che piace da subito, ricco di aperture,
di squarci solari, di ritmiche nevrotiche e schizzate, divertenti ed acide
allo stesso tempo. In quasi 40 minuti si ripercorre in maniera unica ed originale
la storia del rock, rivisto, riarrangiato e ri-sofferto dal trio. Blues, New
Wave, Indie, Disco Dance (troppo bella la rivisitazione di Flash Dance nella
loro "Flesh Dance"), Rock Seventies ("L'ora di Religione",
con tanto di armonica e richiami zeppeliniani),Cocktail Music ("Mingozo
di Mongozo"), Post Rock ("Sea Tomato"), il tutto condito con
stile e pazzia ma anche da un'ottima tecnica strumentistica.
I Rosolina Mar fanno nuovamente centro e si confermano una brillante realtà
del panorama indie italiano, pronta e interessante anche per un mercato estero
che saprà sicuramente apprezzare questo magico mix sonoro ma che purtroppo
non sarà forse in grado di scoprire la bellezza e l'ironia che si nasconde
dietro a titoli di canzoni veramente splendidi: "Domenica mattina la
benedizione dei trattori", "Il culto del cavo elettrico", "Car-Patch",
"Tutto Papetti", etc ... ma se questo è l'unico difetto di
un disco ben vengano altri 10000 "Before and After Dinner"!
Nazario Graziano
www.ilcibicida.com
Pronti, su, via. L’intro
fantasma di Domenica mattina la benedizione dei trattori, affidato a una mucca
e a qualche grassa risata, apre il ritorno dei Rosolina Mar. Before And After
Dinner è un album deciso. Mai un’esitazione, mai un incertezza.
I veronesi dalle chitarre facili modellano, come fosse argilla, il loro rock
dai bordi rotondi e non si stancano mai di lavorarlo fino a far scricchiolare
le mani. La track numero due Protopapetti è il perfetto esempio di
materiale grezzo da lavorare. I Rosolina Mar vanno a scuola della migliore
tradizione prog anni ’70 (King Crimson) e, con tanto di guanti e mascherina,
inventano forme, suggeriscono soggetti e creano modelli. Le chitarre morbide,
i barocchismi e il suono levigato, fascinoso, scoppiettante, così,
sono più e più volte rinnegati per rimettere in discussione
il prodotto. L’imperativo è creare, “uccidere” la
materia a colpi di palmi, rimescolarla e ritornare a modellarla da capo. “Protopapetti”,
così, cambia forma più volte, spuntano dei feedback, dei piatti
indisciplinati, e poi anche un basso gorgheggiante ed un violino elettrico
sono impastati con il resto. L’ora di religione poi, potrebbe musicare
benissimo un film di Peckinpah o qualcun’altro dello spaghetti western.
I feedback sono quelli della sfida. La terra rossa quella di San Miguel. I
due sfidanti contano i passi e si ritrovano uno di fronte all’altro.
Si guardano negli occhi, sfiorano le fondine. La gente li guarda, in attesa
del giudizio finale. Il cielo è macchiato di rosso, i cavalli nervosi
muovono la polvere. Alla fine entrambi i corpi capitolano a terra. Silenzio.
Morte. Ma di colpo, mentre tutto pareva rimesso a un giudizio superiore, una
sparatoria feroce ricopre gli spazi e infuria sulla scena. La polvere stavolta
è quella che esce dalle canne da fuoco. I corpi sono macchie, la città
fuma dolore e risuona eco. Molti giacciono a terra, altri sono nascosti dietro
alle finestre. La locanda è una groviera di pallottole, le strade emettono
un’insopportabile olezzo di sangue, ma è a questo punto che le
puttane ci bevono su e salgono sui tavoli smuovendo le sottane a suon di musica.
Tra gli episodi migliori inoltre: il blues avariato, artefatto e assordante
di Flesh Dance, l’hard-jazz elettrico iracondo de Il culto del cavo
elettrico, le serpentine distorte della title-track e i battibecchi tra chitarre
di Mingozo di Mongozo. Questo disco, da ingerire rigorosamente prima e dopo
cena, è un continuo spalmare salse differenti in modi differenti. C’è
il rischio di una critica di eccessivo esercizio di stile, ma al momento i
tre veneti riescono a schivare i colpi. I Rosolina Mar fanno un passo avanti
rispetto al post-rock del debutto e si candidano ufficialmente come banditi
saccheggiatori del rock italiano.
Riccardo Marra
www.sentireascoltare.com
Non dovete badare al cantante.
L'unica voce umana udibile in questo disco è al minuto 4'12'' della
traccia intitolata Mingozo diMongozo, ed è un urlo. Bisogna farci attenzione
perché è in secondo piano, ma quando le orecchie lo captano
è belluino e liberatorio, una frazione di secondo in cui tutto ciò
che serve si esplicita come nessun versaccio poetico potrebbe. Niente rime
baciate o stereotipi assortiti, solo l'urlo di un musicista galvanizzato che
sente arrivare la deflagrazione, la "Cosa", avrebbe detto Kerouac.
Lui parlava del jazz, della "New thing", noi parliamo di rock in
senso primordiale. E i conti tornano.
È l'approccio il comun denominatore, ed è inevitabile immaginare
questi dodici pezzi come i figli di jam indiavolate e ispiratissime (pur se
i Rosolina Mar non hanno voltato completamente le spalle al math rock degli
esordi). Anche nei vecchi dischi jazz capita di imbattersi in esclamazioni
abbozzate e versi indistinguibili, è la dimensione totalmente fisica
della musica, il corpo che suona.
I corpi che suonano e lo fanno insieme, in una comunione antica e semplice
che non prevede primedonne dalla troppa o poca personalità. Non si
è costretti a badare al cantante e alle sue paranoie, nessuno ha disseminato
nei testi le sue risposte alla vita, le parole qui sono dodici titoli tanto
bizzarri quanto evocativi, e non c'è ragione di dubitare che L'ora
di religione possa essere un intrico perfetto di chitarre e batteria.
Nulla da eccepire se un Amore tossico si presenta con una sfuriata elettrica
per poi rallentare, citare Police, impensierirsi e ripartire più disperato
di prima. Le sensazioni non si discutono, le visioni tanto meno. Seconda prova
dopo l'ottimo esordio self titled del 2003 sempre per Wallace (che, come si
diceva, qualche tributo pagava alla scena occupata da Don Caballero, Trans
Am & Co.), questo Before And After Dinner è cinematico, legato
a un filo interno che è troppo presto definire logico, è viscerale
e complesso come Hendrix e tribale come Santana sul palco di Woodstock, gioca
con la new wave sottraendo ai Franz Ferdinand ciò che è dei
Talking Heads e se la gode con melodie ficcanti. Prima (durante?) e dopo cena,
Rosolina Mar da Verona: il dio dell'indie ci scampi dalle primedonne. (7,5)
Nicola Bonardi
www.kronic.it
FRESH è il termine
che gli afroamericani usano per definire qualcosa di nuovo, dinamico e di
presa immediata. I Rosolina Mar meritano a pieno titolo di rientrare in questa
categoria. Sia chiaro che lo scenario in cui si muovono i tre ragazzi veronesi
non ha niente a che spartire con niggaz, lowrider e smoking guns.
C’è qualcosa di estivo in questi brani, una freschezza sixtie,
che unita ad una serie di perfetti accavallamenti chitarristici post-punk,
creano un magico impasto tutto italiano. Come dire i Minutemen su una spiaggia
gelida ad armonizzare alla loro maniera pezzi dei Beach Boys.
Il risultato è un sound sorprendentemente originale, che pur senza
perdere di vista le proprie coordinate di partenza, riesce a distinguersi
per la sua spigliatezza e per la sottile e mai invadente ironia che è
in grado di sprigionare (Mingozo di Mongozo). Da registrare la spiccata propensione
del trio ad incalzanti ritmi funk e rock; roba da baffo, basetta e 128 sport
e per un celato amore per il blues più sanguigno (Amore Tossico).
Resta adesso solamente l’interrogativo su quale possa essere la prossima
mossa: l’inserimento di un quarto componente, magari di una voce, una
svolta verso il prog o un ritorno alle origini stradaiole? (4/5)
Gianluca Taraborelli
www.musicboom.it
Freno a mano, acceleratore e via di testa-coda
Uno, due e tre. Una la batteria, due le chitarre, tre i Rosolina Mar: Andrea
Belfi alla batteria, Enrico Zambon e Bruno Vanessi alle chitarre. In effetti
basta poco: tre numeri per chiudere il cerchio e due album per regalare una
straordinaria certezza chiamata Rosolina Mar, nome ispirato dalla omonima
località di villeggiatura veneta - Rosolina Mare - che si trova tra
la foce dell'Adige e il Delta del Po. Zone, queste, che meriterebbero di essere
visitate gambe in spalla o, meglio ancora, sellino sotto al sedere, magari
ascoltando, tra una pedalata e l'altra, proprio i Rosolina Mar in cuffia.
Inutile usare parole diverse, più pacate: i Rosolina Mar sono proprio
bravi e questo loro secondo album "Before and after dinner" non
fa altro che confermare quanto di buono messo in mostra finora.
Mantenendo la stessa formazione e avendo aggiunto soltanto qualche inserto
di armonica, pianoforte e fender rhodes, i Rosolina Mar hanno cambiato registro
rispetto al precedente lavoro: più pezzi e più brevi, più
asciutti, diretti, incisivi. Il numero dei brani è quasi raddoppiato
e il minutaggio complessivo è diminuito.
Veloci come missili, potenti e fragorosi come tuoni in un temporale estivo,
è difficile stare dietro ai Rosolina Mar, alle loro brusche sterzate,
alle loro inchiodate e alle loro ripartenze fulminee. Le strade battute sono
le più disparate, sbizzarrendosi alle prese con trent'anni di rock,
rimasticando il blues, giocando con il reggae e con il funk, costruendo e
distruggendo, scomponendo e riassemblando. In "Before and after dinner"
c'è dentro di tutto: ci sono i Dinosaur Jr. in fuga, ci sono i Police
presi a calci sugli stinchi, ci sono gli At the drive in, i The paper chase
e i Fugazi, ci sono ritmiche forsennate e mirabolanti intrecci di chitarre
e ci sono dodici pezzi, tutti strumentali, spiazzanti e in grado di cambiare
forma ogni minuto senza mai risultare dispersivi.
Detta in questo modo si potrebbe pensare a "Before and after dinner"
come ad un disco difficile e invece non è così: si tratta, anzi,
di un disco articolato, complesso, ma allo stesso tempo fresco, immediato
e mai, dico mai, ostico. Questa è la forza dei Rosolina Mar: riuscire
a restare sempre in bilico tra originalità e ascoltabilità,
tra chiusure ed aperture. Aperture che se ce ne fossero un paio in più,
sarebbero la ciliegina sulla torta, due grammi in più di calore che
non guasterebbero affatto in un disco che al primo ascolto può sembrare
anche un po' più freddo rispetto al precedente, ma, in realtà,
lo si scopre sempre più caldo ad ogni ascolto.
Tanto di cappello ai Rosolina Mar, alla Wallace Records e alla produzione
impeccabile di Fabio Magistrali. (4,5/5)
Thomas Paulo Odry
www.mescalina.it
I Rosolina Mar stanno
davvero cavalcando l'onda giusta: imperterriti e fieri continuano con "Before
and after dinner" a sfidare ogni barriera sonora lasciandosi guidare
dal rock più passionale. L'avventura della band veneta, iniziata più
di due anni fa con l'omonimo disco licenziato sempre dalla Wallace Records,
ritrova oggi un degno seguito con questo nuovo cd.
Già nella performance live il loro turbine di lunghi pezzi strumentali
accattivanti, seriali stop & go dettati da due rumorose chitarre richiamava
alla mente il fascino della contemporaneità sperimentale a stelle e
strisce riuscendo a rilasciare tocchi di melodia pura, sezioni di noise-blues,
hard rock e desolanti intermezzi di post rock.
"Before and After Dinner" sembra un ulteriore suggerimento in questo
senso per una musica che va in più direzioni e che si fa consumare
in piccole parti, tant'è che il disco è composto da molti pezzi
dal minutaggio ridotto:
il nuovo lavoro è la sintesi di un criterio da prendere a modello in
materia di continuità e di evoluzione sonora.
Oggi il trio si permette perfino di giocare, di gestire a pieno le energie
di ogni suo membro, autoalimentandosi a vicenda: quando la guida dei due front-men
chitarristi (Enrico Zambon e Bruno Vanessi) lascia spazio al dinamismo ritmico
di un portentoso Andrea Belfi (già Lecrevisse), emergono nuovi dettagli
musicali che lentamente catturano e guidano l'attenzione dell'ascoltatore
senza invadenza.
L'ascolto approfondito viene naturale e non costa fatica, basta lasciarsi
catturare da centinaia di tributi dedicati ai mille volti del rock, del blues
o del reggae, che la band omaggia senza risultare mai scontata: "Flash
Dance" è la prima sintesi di un gioco perverso di scatole cinesi
dove la linearità dell'intro svelerà il segreto di un viaggio
nei '70 tra progressive, rock duro e psichedelia dai lunghi e facili assoli.
È importante non fermarsi alle apparenze e scoprire che i Rosolina
sono molto di più di una delle tante band strumentali più o
meno derivative: lo dimostra quel piccolo capolavoro che è la title-track
in cui segmenti di noise sempre più vicini e ripetitivi si liberano
solo all'occorrenza, quando il trio è veramente pronto a scatenarsi,
schierato, vestito di pop e pronto a destrutturare il tutto per poi ricominciare
da capo.
Un errore sarebbe anche concentrarsi solo sul set di chitarre dei Rosolina,
perché, grazie all'eccellente lavoro in studio di Fabio Magistrali,
c'è tutta una gamma di diversi strumenti ad accompagnare il potente
trio: dal wah-wah inceppato nella "funkyssima" "Mingozo di
Mingozo" ad esempio sfuggono percussioni latine che si schiantano in
urla adrenalinica; lo scacciapensieri o marranzano in anticipo ai riff di
"Protopapetti"; l'armonica sospesa ne "L'ora di religione"
e la stessa voce che ricompare in forma di coro quasi impercettibile al terzo
minuto di "Isa Eyes".
Dire che i Rosolina Mar abbiano saputo sintetizzare in un proprio linguaggio
le tendenze del rock degli ultimi trent'anni sarebbe esagerato. Così
come sarebbe presuntuoso lanciarsi in un pronostico affermando che il loro
prossimo disco potrebbe essere tanto la svolta quanto la morte del trio. Più
giusto godere a fondo di questa piccola meraviglia che è "Before
and after dinner”.
www.kalporz.com
E così anche il
terzetto dei Rosolina Mar arriva al secondo album (il terzo se si considera
l'autoprodotto "Hanno ucciso Storius a Rosolina Mare"), evitando
con una forza indiscustibile le secche della prevedibilità: laddove
l'esordio omonimo giocava su pochi brani intessuti alla perfezione, attraversato
da geometrie post-rock che si dipanavano puntando alla quadratura del cerchio,
questo "Before and After Dinner" è tutto un pulsare di post-punk
e hardcore. Smessi i panni dei cesellatori sonori, i Rosolina Mar si gettano
su un materiale esplosivo, dove l'umoralità gioca le sue carte e i
brani si fanno più concisi, racchiudendo in scrigni di pochi minuti
le perle da gettare ai porci/ascoltatori.
Non viene comunque meno la struttura della line-up, anche se il basso lascia
il posto a una seconda chitarra affidando di fatto l'onere della base ritmica
alla batteria e rendendo più abrasivo il suono del combo; è
il suono di scuola SST a farla da padrone, con Darrel D. Boone e Henry Rollins
come maestri indiscussi. Eppure gli strumenti, lanciati in corse ossessive
e frastornanti, non rinunciano a perdersi in pause catartiche (lo splendido
rallentamento che caratterizza il fulcro di "L'Ora di Religione",
per esempio, con un'armonica spettrale a far capolino) e le derivazioni musicali
del combo spaziano volentieri anche negli anni '70, tra svolazzi vagamente
psichedelici e spezie al profumo inconfondibile di kraut-rock. Ma a tratti
la sarabanda di suoni rischia sul serio di creare un corto circuito critico,
con ectoplasmi di country, rock classico, acidità settantine (lo splendido
crescendo di "Flesh Dance", capace seriamente di togliere il fiato),
fraseggi avant, scartavetrate immersioni indie, addirittura ipotesi vagamente
pop.
Insomma, un pout pourri di materiale sonoro che rende "Before and After
Dinner" estremamente vario, per quanto il terzetto dimostri di avere
in mano le redini dell'operazione con sufficiente maturità. E quando,
sulle note conturbanti di "Tutto Papetti", viene naturale muovere
il bacino in modo sistematico e sbilenco, si capisce che siamo davanti a un
album da tenersi stretti, e viene immediato il desiderio di ringraziare la
Wallace di Mirko Spino (e i coproduttori della Robotradio): ma questa non
è una novità. Poi vai a leggere i credits dell'album e scopri
che i suoni li ha curati Fabio Magistrali e allora scuoti la testa sconsolato:
questa è ancor meno una novità. Un bravo ai Rosolina Mar (Enrico
Zambon, Andrea Belfi e Bruno
Vanessi) da Verona e al loro hardcore strumentale e una piccola annotazione:
più passano gli anni e più la Wallace Records sembra allontanarsi
dal post-rock che ne aveva segnato in maniera indiscutibile gli esordi (vedere
gli Hell Demonio, ma anche l'ultimo EP dei Bron Y Aur). Un caso?
Ai posteri ecc.ecc.
www.lascena.it
A volte non puoi spiegarti
perché le cose accadono. Succedono e basta. Non ti sarà mai
dato sapere chi per primo ha diffuso la leggenda del coccodrillo bianco nelle
fogne di New York o perché tra milioni di scacchiere bianche e nere
ne spunti qualcuna con i riquadri rossi al posto di quelli cerulei. Per cui,
l'unica cosa che puoi fare è sederti e con calma pensare a tutte queste
cose. Se ti va, per attivare la circolazione del sangue e facilitarne l'afflusso
al cervello, puoi anche ascoltare "Before and after dinner". Un
disco consigliato caldamente ai deboli di cuore per morire col sorriso sulle
labbra. Perché i Rosolina Mar possono essere definiti solo con un termine:
micidiali. Anzi, me ne viene in mente un altro: enciclopedici. I Rosolina
Mar sono enciclopedici. Questo è un disco micidiale ed enciclopedico,
perché questo disco incarna i Rosolina Mar. Non è necessario
elencare tutto quello che riescono a fare questi tre maledetti, ma è
invece necessario dire che lo fanno bene. E infatti meglio di così
non potrebbero fare. Generalmente è umano avvertire, nei casi di gruppi
formati da batteria e due chitarre, un sentimento di latenza dell'intangibile,
quando sembra che manchi qualcosa ma è proprio impossibile spiegare
cosa. Ecco, qui invece è tutto preciso, perfetto, armonioso. E non
è per gli ospiti che arricchiscono il complesso sonoro, senza offesa.
Sarebbe perfetto anche se la guest star fosse un virtuoso in grado di riprodurre
"La Marsigliese" col tagliaunghie. L'enciclopedia, si diceva: apri
l'enciclopedia e cerchi il termine la cui conoscenza farebbe di te una persona
meno ignorante. Ascolti "Before and After Dinner" e scopri il funk,
il post rock, volendo il jazz, probabilmente l'hardcore, a sprazzi la musica
contemporanea, il country, il blues e ciò che ne consegue, gli anni
Settanta a palla di cannone, il reggae e James Brown in vestaglia e capelli
sconvolti che esce da una cabina del telefono e ti chiede che ore sono e se
è già passato il primo tram per Saturno. Questo ed altro, perché
il disco finisce e non sei ancora riuscito a capire chi ha inventato la leggenda
del coccodrillo bianco, né tantomeno hai risolto il dilemma delle scacchiere
rosso-nere. Anzi, te ne esci con un bel cumulo di dubbi in più che
per praticità non sto qui a snocciolarvi! Quindi ti siedi e ricominci
ad ascoltare con un cavo elettrico in mano cercando di svelarne i misteri
della fede. Sei un adepto. T'inginocchi e cominci ad adorare una presa di
corrente. E c'è ancora una cosa: i Rosolina Mar sono l'unico gruppo
che fa un uso terapeutico del wah.
Ruggero Trast
ondalternativa.it
Secondo lavoro per il
trio veronese Rosolina Mar. "Before and after dinner"
è un lavoro, che a differenza del precedente, vede una mutazione quantitativa
in cui sono presenti ben dodici brani ma il cambio sostanziale riguarda il
sound che si rivolge in maniera sempre più preponderante verso gli
anni settanta.
Le fughe strumentali si basano sulle due chitarre di Enrico Zambon e Bruno
Vanessi e da Andrea Belfi alla batteria. L'assenza di un basso non viene notata
anche perché le due sei corde si intrecciano in maniera sapiente alternandosi
in lunghe ed estenuanti variazioni con la batteria a fare da collante.
Il terzetto ha ascoltato tanta musica e si vede: si passa dai Police ai Dinosaur
Jr, da Captain Beefheart ai Don Caballero, il tutto condito da una sana ed
ottima matrice funky. Lavoro di qualità che ha forse l'unica pecca
di essere talmente gradevole che i quaranta minuti non bastano.
Eccezionale!
Ps: non è un caso che questo lavoro porti la firma alla produzione
del Steve Albini italico: Fabio Magistrali, par essere il Re Mida (affettuosamente
parlando).
radiocoop.it
Al secondo album sorprende
per essenzialità , carica , estro e inventiva il nuovo lavoro dei veronesi
Rosolina Mar.
Un album in cui convergono di volta in volta (e a volte tutte insieme) sferzate
Hendrixiane e riff alla Led Zeppelin , Talking Heads , Franz Ferdinand , Dinosaur
Jr. , sperimentalismi di stampo 70`s (krautrock e
affini) , il mai dimenticato nè tanto meno rinnegato post rock ma anche
Fugazi e At the drive in Una miscela super esplosiva che a tratti scivola
nell`autismo ma che non inficia il risultato finale.
Ottimo.
www.centromusicacremona.it
Riuscire a distruggere
e ricostruire ancora meglio non è mai stata cosa da tutti.
Questo uno dei segreti dei Rosolina Mar, power-trio veronese, al secondo disco
su Wallace Records.
La miscela è esplosiva e già lo si sapeva.
Rock senza definizione figlio di una deriva post, ma non senza caratterizzazioni
ben distinte dalle definizioni di genere.
Brani che ti assalgono (la versione live è pura dinamite!) e non ti
lasciano più, fraseggi distorti e ritmiche di ottima fattura condiscono
un lavoro a tratti entusiasmante.
Seguiti ormai dall'onnipresente Fabio Magistrali, il disco spruzza un pò
di quello che è tra le corde dei 3 veronesi: Energia.
Destinazione è la deriva, la partenza da ognidove.
Quindi meglio sedersi che non si sa mai...
...consigliato!
Allo
www.miuzik.it
Chitarra-batteria-chitarra:
questo è l'assetto strumentale del trio veronese, che giunge alla seconda
prova dopo un lavoro omonimo. Grinta,
risolutezza e incisività sono appannaggio dei nostri, che dimostrano
di possedere le qualità necessarie per poter architettare strategie
sonore impattanti e sferzanti che esulino da situazioni stagnanti, considerando
principalmente il fatto che l'uso della voce qui è del tutto bandito. Conseguentemente,
i Rosolina Mar si prodigano nel mettere a segno episodi che abbiano una loro
consistenza ed efficacia, e il tentativo è da considerarsi in buona
parte riuscito. Impennate
rock (quello dei '70, in gran sfoggio), rigurgiti funk, spiragli post-rock
e sfasamenti 'avant' confluiscono pertanto in un album che si fa apprezzare
per la sua visceralità, ma che non contribuisce più di tanto
a rinnovare gli schemi del genere a cui è ascrivibile.
top
www.subba-cultcha.com
This really is a most
remarkable record. Entirely instrumental albums are not generally felt to
be as listenable as those with vocals, as the warmth of a human voice is felt
to be required in order to connect fully with the audience. Yet in the capricious
grooves of “Before And After Dinner” there is a wealth of warm,
fun, enjoyable rock.
It’s very difficult to describe adequately as I can hear a bunch of
influences in here, but start with the 60’s psychedelic movement, add
in a pinch of Deus, a touch of Hendrix, Beefheart, The Minutemen and even
some particularly exuberant disco and you might get a flavour of what’s
going on. I challenge anyone who might seek this record out to put it on and
resist tapping your foot for even a minute, cause I tried it and it was damn
hard.
The sound of a band who have mastered the art of jamming way more than 99.9%
of modern bands can ever hope to, “Before And After Dinner” is
exhilarating, enormous, abstract, mischievous and glorious, often within the
same song. I don’t know what they’re putting in the water in their
native Italy, but Rosolina Mar are certainly thriving on it.
Eddie Thomas
www.buzzgrinder.com
What needs to be said
about an instrumental three piece from Italy? That they play easy to digest
pop-induced rock is one thing, but that the song writing is well enough without
vocals is quite the other. Solid drumming, percussive elements, and smooth,
almost bluesy, guitars with shades of somet post-hardcore charm thrown in.
Maybe not quite the album that the average Buzzgrinder reader is going to
pick up, but for something a little different you might want to give this
a chance. Listen to the track Flesh Dance from their website for a sampling.
www.semtexinc.com
Before And After Dinner
is the second full length album of this Italian band. While their first album
was more Chicago-rock oriented (think June Of 44), this time they go back
earlier in time. They draw influences from Minutemen and other bands that
started the whole posthardcore thing in the early nineties and mix this up
with influences from kraut rock, indie guitar rock, funk, new wave and even
reggae. All these influences result in a highly eclectic instrumental album.
You can obviously hear these guys know how to handle their instruments. The
breaks and stop-and-go parts are impressive and they know how to create something
original but it all kind of lacks feeling to me. At their best, Rosalina Mar
reminds me a bit of Fugazi, especially the guitars with their unexpected breaks.
Before And After Dinner opens with a short intro that gave me high expectations
for the album. It’s a short, calm and moody intro that made me think
of Mogwai and even Calexico because of the calm slide guitar that you can
hear in the background. In the second song, called Propapetti they throw in
a funky guitar riff and together with a nice organ it gives the whole song
a good and danceable vibe. They keep this vibe during the whole record but
after five songs it became a bit too much for me. As said before, the way
they handle their instruments is impressive and the fact they know how to
create this funky and groovy vibe without using a bass guitar is also remarkable.
But they can’t keep my attention for twelve songs. This might have something
to do with the lack of vocals. I like instrumental music when it creates an
atmospheric tension towards a climax on a record. Rosalina Mar’s songs
are short and powerful and are filled with details, hooks and stop-and-go
parts.
My favourite song is L’Ora Di Religione because of the catchy guitar
parts. My main problem with the record is that it only has interesting parts
and fragments. I couldn’t get into the entire album because it doesn’t
feel like a whole, which is what I’m looking for with instrumental bands.
The production and sound of the album is pretty good and it fits the vibe.
If you like funky and danceable music with a big variety of influences that
is also interesting and challenging to listen to, try this one. (6/10)
Reggie
//decoymusic.com
A friend of mine came
running up to me the other day. Well, I say friend when he was, in fact, a
complete stranger. He goes, “Man, these post-rock breakdancing parties
are getting out of hand! Two guys just got arrested robot-rocking to Set Fire
To Flames!” In hindsight, I should have asked him what he was doing
at a SFTF party. I did, however, enquire about the equally baffling notion
of someone breakdancing to post-rock; “What the hell are you going on
about?” I hollered back him, “Post rock and breakdancing?! You
gots to be trippin’, right?” Turns out he wasn’t, ahem,
trippin’, at all. They are, in fact, all the rage in various ‘scene’
circles. Intrigued, I collared him into pointing me in the direction of the
next event…
“So who’s party is this, anyway?” I asked.
“Ok, ok,” he replied, “You’d want something that sounded
like James Brown meets Mogwai for this shit, right?”
“Sounds about right…” I tentatively offered.
“Just wait, G, just you wait…” came his rather intriguing
response. The wink he added, I discovered, was rather misleading.
Following a ten minute journey, and a fervent discussion of the new Kanye
West album, we happened upon an abandoned warehouse…
“So is this gonna be like some You Got Served shit?” I enquired.
“You wish…” he said, as he turned toward the decrepit building.
As we entered, the noise was cacophonous. The band had just started, and there
was what can only be described as a fully clothed orgy taking place amid a
baiting crowd.
“So who is this?!” I screamed into my new friend’s ear.
“Rosolina Mar, motherfucker, Rosolina Mar! Yeah! This shit owns everything!
This is "Protopapetti" that they’re playing now, and in about
30 seconds its gonna rip off like a Shaft soundtrack!” came his reply.
“Shaft!?”
“Shaft!” he yelled.
Right on cue, there it was; two guys spinning shapes on a spotless, rectangular
sheet of plastic to what sounded like a Starsky and Hutch chase scene. They
couldn’t dance at all, of course, and it was, intentionally or otherwise,
the very definition of hilarity. What’s more, no one seemed to care
at all; inhibitions were, quite literally, being flung out the window. Then
came a tap on my shoulder…
“Impressed?!” he shouted into my ear, as naturally excited as
anyone would be introducing someone to an underground post-rock breakdancing
scene.
“Confused,” came my reply.
“They should drop "Mingozo Di Mongozo" next, man, and its
even better than the first track! When they do I’m hitting that mat
like that dude from Dirty Dancing!”
“He break dances in that?” I enquired.
“Who knows, but that cracker could dance, you know what I’m saying?!”
Sure enough, they ‘dropped’ “Mingozo…” just
when he said they would, and it blew the room apart. There were people dancing
and throwing shapes all over the place. It was like Daft Punk getting totally
destroyed by the greatest thrash band of all time; like Don Caballero if they
scored 70s TV. It was crazy. I’m pretty sure one overweight guy died
attempting to pop his body to the beat. Another two guys were duelling with
air guitars on a stack of speakers; think Deliverance but, disturbingly, more
inbred. One thing was certain: it was getting out of hand. Fast.
About an hour later I managed to clamber outside. And my new mate stood there.
Grinning.
“That was insane!” I screamed, “I think someone actually
died in there…”
“Yeah, that fat guy? That was funny.”
“You know, I could almost swear they played a cover of “Baby Got
Back” at one point…”
“Wouldn’t surprise me!” he said, laughing.
“So when’s the next party happening, man, I’m totally there!”
I was admittedly excited at this juncture.
“I think a band called Esmerine have the next gig, I’ll let you
know,” he replied.
“They any good?” I asked.
“No idea,” he responded, “Hopefully it’ll be like
tonight again…”
And we went our separate ways.
So there you have it, my first post-rock breakdancing experience; people throwing
themselves around on the floor, uncontrollably I might add, to instrumental
punk-funk; some of the most exciting, urgent, fresh and invigorating post-rock
I’ve heard in fucking ages, I will add. It’s the kind of shit
that not only gets parties started, but demolishes your makeshift dance floor
and hooks you up with the hot bird in the Caspian T-shirt in the process.
And you know when she’s shaking it, even white boys got to shout…
Alex Bradshaw
//abi-rhodes.typepad.com
//spindoctorsdisco.blogspot.com
If Justice was a feature
of the record industry, this would be one of the most widely acclaimed discs
of the century so far. It’s absolutely brilliant.
Not least because it’s one of those all-too-rare occurrences nowadays
a purely instrumental album. Plus, it’s executed with consummate skill
and extreme panache.
It kicks off with a very mysterious theme reminiscent of a dark geisha house
scene in one of those 1970s Japanese movies which no-one really comprehends
but everyone nods sagely about when it’s mentioned in late night conversation.
Then we move onto an amusing piece of early Zappa cartoonery - a staccato
jazz/space-rock fusion the likes of which has not been experienced for many
a long year. This sets the tone for several numbers of the same ilk. Some
develop quite a groove conjuring ancient visions of The Who at Woodstock or
The Magic Band charming the snakes of the Mojave Desert, while others have
bluesy or proggy guitar riffs which again recall bygone golden ages sadly
missed by us ageing hipsters. At the same time it has an insistent punky dimension
that gives it added verve [that makes it sound like a dogfood so lap it up].Some
of the tracks are really quite sparce but this proves highly effective in
producing the dramatic result the musicians presumably intended. This I judge
to be a measure of the competence of an Instrumentalist.
Less is more - and all that. Lastly, but not leastly the CD has one of the
most surprising endings I’ve ever heard.
So, here we have a truly momentous record of great importance to lovers of
the musical genres mentioned above. You’d be foolish not to visit the
websites to find how to get hold of this gem. Meanwhile, I’d be grateful
to anyone who can supply me with translations of the intriguing Italian titles
many of the tracks sport ? it won’t change my opinion of the music but
I’m always curious to see if my perception ever ties up with the artists
intentions!
www.chaindlk.com
The new full-length realized by
Rosolina Mar celebrates another joint venture between Wallace records and
Robotradio after Hell Demonio's debut cd. While paying tribute to the roots
of rock, Rosolina Mar differently from many post-rockers are much more into
the sound of the 70ies but differently from bands such as Dead Meadows this'
just a light influence. If you ever happened to see them live you know how
together with Red Warms Farm they're one of best and most active live act
around. For what concerns "Before and after dinner" the formula
they used for their self tilted second record has remained almost untouched.
What we have here is post-rock music well mixed with a seventies' flavor that
sounds a lot like Phil Manley's band Golden (less mathematical and much more
listenable...oh yes, Manley is the genius of Trans Am). Rosolina's sound is
still the same even if this cd is less uniformed than before and apart from
the first odd intro it's possible the trio decided to experiment a bit more
with song structures and guitar effects. This time the Fabio Magistrali's
recording helps to recreate the solid live skill of the group, therefore if
you love rock music that moves listeners' feet: this' probably addressed to
you. "Before and after dinner" (that looks like a inside joke referred
to "Before and after science") has its own alternate moments since
not all of the tracks are groundbreaking, but you can bet all of the tracks
have been played with an hell of a groove. The cover song of "Flesh dance"
deserves a special mention not just for the funny idea to cover the theme
of Irene Cara's masterpiece, infact that's also the highest peak touched by
Rosolina Mar: trash turned into gold. (3/5)
Andrea Ferraris
www.slugmag.com
Rosalina Mar = Captain Beefheart
+ Acid Mothers Temple + Rock + Noise - Voice
Since I can’t read any Italian, the only information I had on this album
was what the press release said, which had words such as ‘deflagrate,’
‘anomalous,’ and ‘irony’ which all mean absolutely
***** shit. It also had words such as ‘evolution,’ refinement’
and ‘enriched,’ which made me curious to hear the unriched album.
That was stupid. Before hearing their first album, I liked this album a lot.
Sure it’s a little predictable and that ‘irony’ is just
plain cheese most of the time, but the noise influenced rock sounds great
and crosses rock genres like funk, blues and kraut. Hell, it’s like
freeform rock and I’m all for that. The sophomoric problem is they’ve
reined themselves in and stifled what could be ingenious. It’s too bad.
This is a great album for anyone into rock or noise. It’s just a pity
that they’ve made themselves worse instead of better.
A to the J to the Jepsen
www.sztuka-fabryka.be
'Rosalina Mar' is different, this
band is pure symphonic rock music. No tough, fast guitar music, but they do
use all the possibilities that an electric guitar can do. To create perfect
songs with lots of variety.
Difficult to say more about this band, because you just have to hear it.
Maybe I dare to compare them with Frank Zappa without vocals. He was able
to make stories also with his songs. "Before and After Dinner" brings
12 songs and 40 minutes of music.
www.inkoma.com
One year after previous s/t full-lenght, italian Rosolina Mar are back
with a more decisive step into 7o's electricity. - Notwistanding the
same past passion for half-demential titles; They dive into wha-wha
driven suites, almost embracing acid jazz in some hot pursuits à
la Harry Callahan, even if it stays still after behind the corner the
warm splendour of funky mono. - Regarding, listen to Isa Eyes, unique
track with two words vocals, - or short and intense Tuttopapetti e Protopapetti.
Then, while the title-track as well as Car Patch (D-tone) turn on the
free-jazz side of two guitars & drums ensemble, Flesh Dance brush
by the fusion music school, putting aside melancholy, but focusing on
excitement of the rythm section changes.
Paolo Miceli
www.geocities.com/vanityprojectfanzine
Rosolina
Mar pep their new-wave step with a funky jazz pace and a nod to the
desert fuelled experimentia of the Magic Band. Vibrant, punchy instrumental
indie-rock, expertly crafted post-hardcore rock n’ roll, twisting,
turning , driving and even atonal blues ground out on ‘Il cultro
del cavo’).
Skif
www.glwdrk.com
One thing I fucking
hate is when you see on a record something like, "John - Drums,
Keyboards, Trumpet, Mandolin, Washboard, Sarangi, Harp"
and then on the record you hear little bits of the instruments and you
know John worked something out after 15 minutes of noodling around with
the lyre he inherited from his grandfather. Anyway, it's a damn good
thing I can't read Spanish or whatever the hell language this is in,
because I suspect that's what it'll say. Before And After Dinner is
a big eclectic mess of influences and parts that don't fit together.
It has it's moments, if you like to listen to bits of music that sound
like theme songs for 80s sitcoms, random 'jam sessions', and generally
the sort of shit that could confuse just about anyone paying attention.
It's an ambitious attempt to please everybody.
(ds)
www.rhythmonline.co.uk
I’m a big lyrics
man – always have been, always will be – so it’s a bit of
a surprise when an instrumental album really blows me away. The last time
it happened was probably Mogwai’s Ten Rapid collection, and while Before
and After Dinner is a slightly different beast, its equally enjoyable. At
times beautiful, at others beautifully explosive, imagine early June of 44,
or indeed early Mogwai, but in poppier yet aggressive bite-sized chunks, while
keeping the intelligence and symphonic qualities. This is full-on jamming
art rock for people who want to party, and party hard, on a Frank Zappa trip.
Truly outstanding.
Chris Marling
top
www.genevapunkska.com
On peut faire confiance
à Wallace Records et Robotradio Records pour sortir des disques originaux
et de qualité et nous faire découvrir mieux que quiconque la
scène italienne. Après Hell Demonio et autres Red Worms’
Farm (split avec The Paper Chase sur Robotradio), voilà qu’ils
nous propose Rosolina Mar, trio de Vérone qui prend un malin plaisir
à se délester à la fois de chant et de basse. Reste donc
deux guitaristes inspirés et un batteur fou pour exécuter un
post-rock qui reste assez direct et bruyant. Aucun morceaux ne dépassent
les 5 minutes et le groove indiscutable dégagé par l’ensemble
permet à Before and After Dinner de se laisser apprécier par
à peu près n’importe quel amateur de rock. L’absence
de chant ne se fait pas ressentir tant l’espace sonore est bien occupé
par les trois transalpins. Toute la culture du rock underground et toutes
ses époques se retrouvent à un moment ou un autre dans la musique
de Rosalina Mar, qui n‘hésite pas à sortir vraiment des
sentiers battus quand il le juge nécessaire (le passage reggae de "Amore
Tossico" qui peut rappeler la "Version" de Fugazi, la reprise
de "Flash Dance"). Un album fait de hauts et de bas, mais qui montre
un groupe italien inspiré que les amateurs de post-rock, et les autres,
peuvent découvrir sans risques.
Mal
www.perteetfracas.org
Avec Rosolina Mar, c'est
tout le soleil d'Italie qui débarque à votre table ! En directe
de Vérone avec une musique quasi toute instrumentale, gaie, sémillante,
un avant goût de l'été en ce glacial février. Un
trio guitare-basse-batterie. Tout ce qu'il y a de plus classique. C'est plutôt
complexe mais pas trop. A une époque, on aurait facilement parlé
de math-rock. Et dans leurs greniers traînent sûrement quelques
disques en provenance de Chicago, quelques cartons où jaunit des pochettes
de June of 44 et tout ce qui va avec. Bref, que de l'engageant. Mais dans
ce grenier, ils ont également trouvé des vieux vinyls des années
soixante dix et là, les choses se gâtent. Alors qu'on s'apprêtent
à vivre un large moment de félicité, les pieds en éventail
sur une musique qui ne se prend pas la tête sous ses aspects de prime
abord ardus, on échoue sur un disque qui s'égare sur des rythmes
funky et un guitariste franchement pénible qui veut rentabiliser à
mort l'achat de sa toute nouvelle pédale wah-wah. De June of 44, on
passe à Karate et Geoff Farina. Ca craint. Je freine des quatre pieds
qui ferment leur éventail. Ca ne sera ni avant ni après le dîner.
Et encore moins pour l'apéro. Si la section rythmique se tient encore
et offre des passages intéressants, le guitariste me bloque définitivement
toute envie de soleil. Ce n'est plus gai et sémillant. Juste pénible
frôlant parfois le mauvais goût. Un beau gâchis.
SKX
www.shootmeagain.com
Ce groupe italien joue
un rock qui rock bien...Ok c'est nul cette phrase mais bon. Tout cela pour
dire que ces italiens nous balancent un style de rock énergique dans
la veine des groupe de Chicago. On pense par certains coté à
du JUNE OF 44 avec une énergie qui n'est pas sans rappeler un SHELLAC.
Des structures carrées, des énergies brutes, et des mélodies
incisives donc. Néanmoins le groupe semble aimer la pédale wawa
également, ainsi que les costumes années 60-70. Ouah la classe
rock'n roll quoi! Néanmoins ROSOLINA MAR, en plus de sa précision
de jeu et de son feeling rock'n roll, pense également à ajouter
u peu de clavier par-ci par-là...le petit coté new-wave dirons
nous. Le power-trio italien nous balance un rock qui passe d'atmosphères
légères à de phases bien énergiques et aux riffs
carrés. Notons également l'absence de basse...Deux guitares
donc, et une batterie assez impressionnante dans son jeu rythmique. Sympathique
album, tranquille mais précis...Un petit plaisir à écouter,
un math-rock au son ensoleillé de l'italie.
Pour les belges intéressés, ce disque est distribué exclusivement
(beurk j'aime pas ce mot, cela sonne monopole marchand à crever) en
Belgique par http://www.mandai.be . Sinon infos via les labels italiens sur
: http://www.robotradiorecords.com et http://www.wallacerecords.com . Et pour
le groupe : http://www.rosolinamar.com.
Julien
www.tearsfromsilence.com
Une pochette sur laquelle
les membres du groupe posent devant une piscine, on sent le second degré
venir, déjà. Quoique... Les Rosolina Mar, c'est un rock instrumental
psychédélique et...funky? Non, vraiment, imaginons Pink Floyd
balancé sur un dancefloor et sachant que jouer pour ne pas passer pour
des idiots. Entre un solo étrangement convaincant et une batterie nickel
on retrouve des mélodies proches du générique télé
arty (si toutefois cette chose existe). Si vous ne pouvez pas aller en Californie
cet été, à la rigueur écoutez Rosolina Mar.
excit.free.fr
Ca commence sur quelques
thèmes bien foutus qui ne demandent qu'à vous faire remuer le
popotin, et qui, il faut bien le dire, fonctionne vraiment à merveille
! Les deux premiers titres de l'album sont ainsi fait : dansouillant à
souhait, bien sentis et parfaitement adaptés pour un lancement de soirée
hautes températures... Quelques longueurs se font sentir dès
le troisième titre (quatrième au fait puisque la première
plage est une intro…) avec une accalmie quelques peu maladroite mais
que l'on pense oublier dès le titre suivant. Ca repars, on croit se
laisser reprendre et puis, bein non, c'est déjà dur-dur... On
patauge avec une gratte encombrante et des plans style "je fais le show"
que l'on a du mal à digérer même sur le ton de la plaisanterie.
Quelques bons plans accrocheurs refont leur effet de ci de là mais
le coup de massue arrive lorsque l'on réalise que c'est une pédale
whoua-whoua qu'il vient de nous sortir là ! Et voilà que le
pire se déroule, une pédale qui reste bloquée sur «
ON » et des interventions épiques à n'en plus finir !
Chier... Ce qui devait arriver arriva et l'équation est simple : un
bon plan accrocheur = une inconscience à la whoua-whoua ! Voilà,
tout est dit : deux très bons titres en entrée, un plat de résistance
un peu pesant et un dessert indigeste au possible. Mais bon après tout,
avec cette chaleur estivale, l'appétit est maigre et on peut bien se
contenter en s'arrêtant à l'entrée non?
bass
www.metalorgie.com
De la rencontre entre
Bruno Vanessi (guitare), Enrico Zambon (guitare) et Andrea Belfi (batterie)
en 2000 naît le projet Rosolina Mar, du nom d'une plage fellinienne
au Nord-Est de l'Italie. Le trio composé de musiciens ayant précédemment
fait leurs armes dans des groupes punk, hardcore ou noise, délivre
un indie rock / post-rock instrumental bercé par des influences groovy.
En 2003, dans la foulée de leur disque single autoproduit, les véronais
signent sur le label Wallace Records un premier album. Trois ans plus tard,
sort Before And After Dinner, second effort co-produit par Robotradio Records.
C'est sans crier garde que certains disques, sans venir donner de grands coups
de pieds dans la fourmilière, viennent toutefois donner une belle leçon
d'humilité. Before and After Dinner de Rosolina Mar fait sans aucun
doute partie de ces objets, qui sans apporter de flagrantes nouveautés
au rock au sens large, exprime une passion et une sincérité
sans faille. On pourrait même dire que le trio fait en quelque sorte
un recyclage, ou plutôt une mise à jour post-rock de tout un
pan du rock US des années 70's. En ce sens, on a droit à une
débauche de guitare électrique parfois soutenu par une "pédale
wa wa / wouah wouah", vous voyez le tableau ?
Rosolina Mar puise son originalité dans sa formation atypique comprenant
2 guitares et une batterie et se passe volontiers de la basse et du chant.
Cet aspect ne les gène aucunement pour prendre la mesure de tout l'espace
sonore. Before and After Dinner joue sur toute la longueur la carte du rock'n
roll entraînant et électrique soutenu par une base rythmique
simple mais à l'efficacité redoutable. En ce sens, certains
lâcheront prise à mi-chemin à cause d'une indigestion
de "wouah wouah" ou d'un simple rejet de la recette, mais il faut
avouer que les italiens possèdent un beau sens de la mélodie
qui leur permet de placer de ci de là quelques moments de grâce.
On retiendra en particulier "Before and after dinner", qui avec
son intro noisy jouée tout en retenue débouchant sur un flôt
électrique dévastateur et tendu, fait office de perle de l'album.
Si la seconde moitié de la galette se révèle tout de
même moins passionnante que les premières mesures, ces dernières
suffisent à convaincre du bien fondé de l'entreprise des 3 transalpins.
Before and After Dinner se situe entre un post rock déluré,
un rock'n roll seventies et un indie rock noisy qui, sans piocher dans des
influences évidentes, fait écho en nous d'une belle manière.
Senti
top

www.dreun.be
Rosolina Mar stelt hun
tweede plaat voor, ‘Before And After Dinner’. Dit Italiaans power
trio, met een bezetting van enkel twee gitaristen en een drummer, komt zeker
zo krachtig over als een hele band. 'Before And After Dinner’ is een
plaat waar verschillende stijlen vlotjes in elkaar lopen, gaande van verschillende
rockstijlen tot funk, jazz, blues en zelfs experimentele Sonic Youth noise.
De afwezigheid van zang is hier zeker geen gemis omdat de nummers constant
evolueren, wat meer ruimte voor solo’s schept. Hoogtepunten van deze
cd zijn: “Protopapetti” met zijn soundtrack funk, “Flesh
Dance”, “Before And After Dinner”, “Amore Tossico”
en de laatste track “Tutto Papettti” die van funky disco overgaat
in stevige rock. ‘Before And After Dinner’ is niet altijd even
gemakkelijk te verteren, maar welk meesterwerk is dat wel?
Jef Aerts
www.noisy-neighbours.com
Wer Rosolina Mar mit deutschen
Ergebnissen googelt, der bekommt erst mal nur diverse gleichnamige Feriendomizile
in Italien geliefert. Aus jenem Ferienlande kommen auch Rosolina Mar. Bis
dato gab es über Robotradio ja nur gute Alben, mit „Before and
after dinner“ ändert sich das leider ein. Es ist ein fluffiges,
leichtfüßiges instrumentales Indie-(Post)Rockalbum, das allerdings
öfter auch mal seltsamerweise Hardrockschemata und solcherlei geartete
Soli einbaut. Genau hier ergeben sich große Reibungspunkte, z. B. bei
„Flesh Dance“, da sie an solchen Punkten schwer erträglich
werden.
Musikalisch bzw. handwerklich ist das gut gemacht, aber insgesamt doch nicht
so meine Baustelle.
Christian Eder
www.bigkult.com
Zwei Jahre später
haben sich Rosolina Mar also weiterentwickelt: sie spielen nun mit derselben
großen Hingabe langweilige Rockmusik ohne zu singen, aber zeitlich kürzer
bemessen. Mit großer Freude habe ich mich, auf Bitten und Drängeln
seitens des Hauptquartiers, dazu entschlossen, diesen nun vorliegenden Bericht
abzutippen, in der Hoffnung, Rosolina Mar hätten tatsächlich, wie
das Beiblatt mehr als andeutet, einen größeren Schritt nach vorne,
hinaus aus der gut gespielten Bedeutungslosigkeit, mitten in eine gern hörbare
Ideenlandschaft getätigt. Eine Lobeshymne als Kontrapunkt zum giftigen
Beitrag einer jüngst verfassten Hasskolumne, die Geilheit eines Widerspruches
brannte mir auf der Zunge, alsbald gelöscht von den zwölf Kompositionen
des italienischen Trios, wie Milch gelegt um die reizvollen Blessuren einer
haitanischen Chili-Schotte. Nein, diese Musik ist immer noch erschütternd
ohne Reiz, brav gespielte, rhythmische Belanglosigkeit, pfui, die ich keiner
weiteren Erwähnung würdigen möchte.
Teo
top
www.killindies.tk/
Tak si ríkám,
e sem si tuhle desku nepouštel v dobách, kdy tu rtut v teplomeru
sahala nekam ke ctyricítce! Rosolino Mar je toti presne ta kapela,
co bych si chtel pouštet nekde na plái (kdybych tam chodil,
to je jasný). Rosolino Mar zní jako by si bandicka post rockeru
rekla, e spíš pro obrýlený intelektuály
bude hrát pro blbce s lahvácema na jejich rozjetý zahradní
párty. Kovovej zvuk, drive a moná i trochu retro nálady,
která by se hodila k borci, co si dává projídku
v zánovním kabrioletu. Asi tak. Nevim proc zrovna tohle me pri
poslechu Rosolono Mar napadá, moná protoe to sou
italský kluci, tak se to k tomu hodí. Ale fakt! Kdy se
rozjede úvodní riff z petky Flesh Dance, ríkám
si, kurva, tohle je presne ta kapela, kvuli který bych se chtel propotit
na parketu ... 3½ / 5
Jakub
www.mmamm.net
Este disco, el segundo
de los italianos Rosolina Mar, cuyo nombre toman de un lugar en la costa adriática
"donde desde otoño hasta primavera todo parece un elemento de
una película de Federico Fellini", es casi con toda probabilidad
el que más me ha sorprendido de todos los recibidos para este número
del webzine. Más aún por tratarse de una banda instrumental.
Sin bajo, con tan sólo dos guitarras, batería y algunos elementos
extra de forma puntual, este trío veronés da forma a un disco
polivalente, heterogéneo y demoledor, en el cual se entremezclan influencias
de lo más diverso, desde el indie rock hasta el funk pasando por el
kraut rock, el reggae o los sonidos new wave. Se los podría etiquetar
como post rock o avant rock, pero creo que sería resumir demasiado.
Los temas de este disco suenan directos y sinceros, recorriendo los 70, los
80 y los 90 sin perder credibilidad en ningún momento. El disco es
una edición a tres bandas entre Robot Radio Records, Wallace Records
y Megaplomb y está disponible tanto en cd como en vinilo.
Alfonso
muzik.alutis.lt
Kakoks keistas triju
bicu standartinis rokelis (ant viršelio net foto grupes prie banycios).
Be vokalo, be nieko. Nesupratau ka jie tuom norejo išreikšti. Ivertinimas
3/10. Itališkai ši karta: Al secondo album sorprende per essenzialità
, carica , estro e inventiva il nuovo lavoro dei veronesi Rosolina Mar. Un
album in cui convergono di volta in volta (e a volte tutte insieme) sferzate
Hendrixiane e riff alla Led Zeppelin , Talking Heads , Franz Ferdinand , Dinosaur
Jr. , sperimentalismi di stampo 70`s (krautrock e affini) , il mai dimenticato
nè tanto meno rinnegato post rock ma anche Fugazi e At the drive in
Una miscela super esplosiva che a tratti scivola nell`autismo ma che non inficia
il risultato finale. |