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www.rockerilla.com

Con la pubblicazione del primo disco omonimo l'intera categoria giornalistica aveva individuato nei Rosolina Mar un gruppo incredibilmente promettente ed originale; oggi "Before and After Dinner" si libera dell'ingombrante appellativo di album post rock per gettarsi a testa bassa nell'intricata rete di riferimenti e influenze che solo una grande band può metabolizzare in maniera tanto personale. Allora diciamolo immediatamente, "Before and After Dinner" è la migliore risposta a coloro che ritengono l'Italia un luogo assolutamente privo di spinte artistiche e di realtà musicalmente valide. Le eccezionali stimolazioni di queste dodici tracce, la capacità evocativa delle registrazioni, la complessità delle strutture sonore, tutto contribuisce a creare un Lp memorabile e puramente rock'n'roll. I ricordi in stile June of '44, le complessità matematiche dei brani e le elecubrazioni teoriche rappresentano solo una parte delle meraviglie qui racchiuse; il ritmo ora rallenta, poi si fa addirittura claudicante, quindi riparte con un'accelerazione fulminea; le chitarre stridono e si addolciscono grazie ad una perfetta padronanza dello strumento, mentre la betteria viene incessantemente sollecitata in maniera magistrale e caratterizzante. Una svolta che lascia l'acquolina uin bocca al solo pensiero di quel che i Rosolina Mar possono realizzare dal vivo, ma soprattutto un prodotto musicale che deve essere esportato al di fuori degli angusti confini anzionali. Più che una conferma. (5/5)
Michele Casella

www.rumoremag.com

La musica dei Rosolina Mar, terzetto veronese di due chitarre (Bruno Vanessi, Enrico Zambon) e batteria (Andrea Belfi), spiazza sin dal primo ascolto per la sua imprevedibilità e incredibile versatilità strumentale. I dodici episodi di Before and after dinner costituiscono un flusso sonoro ininterrotto, in cui si mescolano senza soluzione di continuità - anche all'
interno di uno stesso brano - i generi, le tecniche e gli stili più
differenti: dal post rock di Slint e U.S. Maple al math rock dei Don Caballero, dall'hard rock dei Led Zeppelin al noise, dal blues fino ad arrivare al reggae e ai ritmi latini. Un post rock strumentale, per niente cerebrale ma tutto sudore, energia e divertimento puro. Brani come Flesh dance, Il culto del cavo elettrico rendono arduo qualunque tentativo di classificazione e sono la prova di un talento musicale fuori del comune.
Gabriele Barone

www.blowupmagazine.com

Ce li ricordavamo aprire il pirmo volume dei "Po Box 52", la brillante serie di sei cd curata dalla wallace sullo "stato di salute" dell'indie rock italiano, con due lunghi brani in cui si fondevano fosche memorie di rock '70, vaghi riferimenti alla Lousville di Slint e June of 44 ed una certa volontà a non voler svelare con troppa facilità all'ascoltatore le esatte coordinate per determinare la reale collocazione della loro musica. Poi, con la pubblicazione dell'omonimo album d'esordio ed oggi con l'uscita di questo "Before and after Dinner", Rosolina Mar hanno saputo dar corpo alle proprie intuizioni riuscendo ad esporre in forma di brani sintetici la loro visione contemporanea delr ock, uan sorta di revisione espressionista - doppia chitarra e batteria - di tutto quanto sia stato detto in materia negli ultimi quarant'anni. Prendiamo L'ora di religione: al suo interno ognuno potrà scovarvi il suo modello di riferimento preferito, Dinosaur Jr., Trans Am o Led Zeppelin (che poi in definitiva, forse della stessa cosa stiamo sempre parlando...) in un gioco di citazioni al quale gli stessi autori sanno di non potersi sottrarre. Perchè sull'argomento è già stato detto tutto, o quasi, e l'unica via possibile appare quella del gioco delle trasfigurazioni e del "confondere le acque". E i Rosolina Mar ci riescono bene. (7)
Massimiliano Busti

www.sands-zine.com

Ecco il secondo full-lengh dei Rosolina Mar, oramai di casa nella prolifica Wallace Records. Le aspettative erano molte, dopo lo splendido esordio del 2004; certo è che il trio veronese nel frattempo non si è assolutamente adagiato sugli allori. Infatti "Before And After Dinner", titolo preso in prestito da Brian Eno e riadattato secondo la filosofia 'gaudente' dei Rosolini, si apre con un pezzo blueseggiante e morbido, con tanto di rumorismi e armonica a bocca.
Immediatamente però la scena cambia registro catapultando l'ascoltatore nel più caldo ambiente hard rock dei Seventies, dove il trio rimaneggia con perizia gli stilemi di allora, ma con caratteri strumentali sorprendenti e molto free, stop & go, aperture energetiche e cambi di scena improvvisi e spiazzanti in cui, ad esempio in Mingozo Di Mongozo, la batteria funky, molto articolata, alterna qualche eco esotica a toni di ‘chiaroscuro’, sfociando poi in ritmiche ossessive e ‘definitive’; riffs di blues 'su di giri', spesso tiratissimi (Flesh Dance) e incrociati dalle due chitarre, talvolta strabordano in situazioni 'cazzute' con wah wah a tutto spiano (Isa Eyes) e assolo di sicura attrazione per i nostalgici bikers in pelle nera e borchie.
Tutto questo, si sa, i Rosolina Mar lo propongono con una forte dose di intelligente ironia, ma con affettuosa adesione al mondo musicale di riferimento.
Provate a vedere un loro concerto, dove non si risparmiano in nulla, dalle mossettine sornione che ammiccano a scene mainstream, all'atteggiamento scanzonato e irriverente: divertimento allo stato puro.
Si può dire che in questo secondo appuntamento la band si sia lasciata alle spalle alcune atmosfere più rarefatte, o passaggi meditativi, per spingere l'acceleratore verso soluzioni più immediate, concentrandosi su sonorità robuste, a volte acide ma essenziali e comunque accattivanti. Calde e superbe le registrazioni curate dal Magistrali; simpatici anche se a mio avviso ancora un po’ timidi gli arrangiamenti delle sovraincisioni. Un disco dal sound in continuo mutamento, che non lascia tregua e trascina con sé in un gioco sempre nuovo.

Alex Frassanito

www.smemoranda.it

Questi, se li vede o ascolta Quentin Tarantino, li prende subito per qualche suo film. Sicuro come la morte: gran gusto estetico, citazioni alte e citazioni basse, coraggio da vendere.
Da quando ci sono loro (2000 e dintorni) Rosolina Mar non è più solamente una ridente località balneare (ricordo ancora un’estate passata su quelle spiagge, grazie per avermela fatta ricordare), ma anche il nome di una pazza band di culto con due chitarristi e un batterista. Niente basso, niente voce (a parte una piccola scheggia verso la fine), solo musica celestiale.
Terza loro uscita, Before and After Dinner è un disco compatto, stampato pure in vinile, capace di far aumentare i battiti della mia coda di brano in brano. Bello fin dalla copertina, con i tre musicisti fotografati davanti ad una piscina proprio a Rosolina (impossibile non riconoscere quelle costruzioni dall’architettura un po’ beat, direttamente uscite da qualche film americano di trenta e passa anni fa), è un album da ascoltare e riascoltare fino alla noia.
Chitarre a briglia sciolta, rimandi a certe sigle di certi film della nostra infanzia (Starsky & Hutch e via discorrendo), il batterista a fare il lavoro sporco della sezione ritmica tutto solo, armoniche e scacciapensieri...
E poi Fabio Magistrali alla produzione, garanzia di qualità non da poco.
Qualche titolo? Il Culto del Cavo Elettrico, Amore Tossico, Isa Eyes, L’ora di Religione, Protopapetti, Before and After Dinner...

L'Alligatore

www.kathodik.it

Veniamo al punto: il 2005 è stato un anno fantastico per la musica prodotta nel nostro paese nei circuiti indipendenti, nuove band hanno calamitato l'attenzione di pubblico e stampa, questa estate si sono visti festival degni di tale nome e mai come ora il morale della truppa è alto ma.se ancora non avete ascoltato 'Before and After Dinner' vi manca il pezzo più bello di tutta la stagione.
Dopo questa schierata e molto poco oggettiva introduzione, in quanto chi scrive adora questi tre stilosissimi individui (osservare la copertina), possiamo addentrarci nel fantastico mondo tinteggiato dai Rosolina Mar che leggenda vuole forgiati nell'attuale formazione, dopo un viaggio/pellegrinaggio nella nota località balneare, che per chi non lo sapesse è adagiata sulle paludose rive venete.
Il qui presente disco richiede alcune condizioni affinché il suo benefico potere agisca al meglio sulla vostra psiche, in prima istanza volume alto dello stereo, meglio se al massimo (fottetevene dei vicini), predisposizione mentale ad accogliere grandi ondate emozionali e la consapevolezza di eventuali effetti collaterali come scatenati movimenti di tutti gli arti, in un fenomeno che và racchiuso sotto il nome di ballo allo stato brado.
Ora se ve la sentite potete anche fare una leggera pressione sul tasto PLAY del vostro lettore e lasciarvi semplicemente trasportare da quello che con molto sollievo potrete tranquillamente classificare con una sola parola:
ROCK, splendido, cristallino ed insieme contaminato, pieno di riff ma mai prevedibile, e soprattutto spontaneo come se sgorgasse fluido dall'enciclopedia musicale del novecento.
Se non credete alle parole del sottoscritto ascoltate Flesh Dance e ditemi se non vi ritrovate ad un perfetto incrocio tra un pezzo dei PFM, degli AC/DC ed un qualsiasi brano emo, oppure nel pezzo che da il titolo al disco in cui sperimentalismi noise sembrano intersecarsi divinamente con qualcosa che richiama gli Allman Brothers Band per poi passare ad una stasi stile post-rock ed infine rituffarsi in picchiata con un riff prepotente sporcato dallo wa-wa.
Una band a tutto tondo, due chitarre ed una batteria e molta molta inventiva, la capacità non comune di spaziare con facilità in più generi anche nello stesso pezzo e assolutamente imperdibili dal vivo, questo sono i Rosolina Mar: Enrico Zambon, Andrea Belfi, Bruno Vanessi.tenete questi nomi bene a mente... mastodontico capolavoro abbastanza differente dal precedente lavoro più intimista e riflessivo; qui ci troviamo di fronte il fuoco, la vendetta e la speranza. (5/5)
Andrea Bontempo

www.inkoma.com
Un anno dopo il precedente s/t, ritornano i veronesi Rosolina Mar, con un passo più deciso, dove pur mantenendo la passione per titoli meta-demenziali (Domenica Mattina la Benedizione dei Trattori, Mingozo di Mongozo ), si tuffano meglio che prima negli elettrici anni 70, specie nell'imperversare sul wha-wha, quasi sforando nell'acid caro agli inseguimenti alla Harry Callahan, per quanto resti ancora dietro l'angolo il canale mono del miglior funk. - Senti in merito Isa Eyes, unico brano dove s'introducono a tradimento due parole di cantato, - o le brevi et intense Tuttopapetti e Protopapetti. Poi mentre la title track come Car Patch (D-tone) piegano più sul lato free-jazz delle due chitarre e batteria, Flesh Dance tocca la scuola fusion, mettendo da parte le malinconie e focalizzandosi invece sull'eccitazione dei cambiamenti della sezione ritmica.
Paolo Miceli

www.uds.it

Il nuovo disco dei Rosolina Mar, nuova uscita wallace records, non è così
divertente: per poco che durano questi 40 minuti, 12 pezzi risultano troppi, o almeno, 12 pezzi così sono troppi. Il trio strumentale, qui alla seconda prova full-lenght, si lancia in un intricato miscuglio di musiche rock, un cut-up di tutto quanto uscito negli ultimi 40 anni con in più quel tocco di intellettualismo strumentale che non guasta. Si parte con un piglio dance (non a caso, sulla quinta traccia, Flesh Dance, potreste cantarci "Manic"
tratta dal omonimo film), poi si passa a rock tirati che fanno un po' il verso ai Block Party e che si perdono in assurdità generiche e pezzi reggae.
Poi tutto il settanta, dal progressive al rock più dritto e potente, e ancora dopo con riferimenti a Dinasaur jr e Motorspsycho e la indie anni 90.
Ce ne sarebbe ancora, in particolare le divagazioni post-jazz & minimalie, di fatto "Before and After dinner" resta un ottimo disco, (davvero, non state a credere a tutto quello che scrivo) precisione e qualità tecniche indiscusse, ottimi accostamenti a rappresentare un altrettanto ottimo gusto musicale. E' solo un po' noiso, tutto qui, compratelo comunque. (7/10)
Sandro Giorello

velvetgoldmine.iobloggo.com

Dopo la presenza nella P.O.Box, serie di Wallace Records, ed un disco legato a sonorità musicali affini ai June44, i Rosolina Mar tornano con un nuovo e spiazzante album.
Il disco in questione è totalmente strumentale (batteria e doppia chitarra), a parte un versettino in "Isa Eyes" (marcia in evoluzione blues-rock-psichedelica), suonato con passione ed anima ("Protopapetti" e "Before and After Dinner"); questi ragazzi ci forniscono la loro visione del rock' n 'roll: un viaggio tra chitarre e pedaliere.
L'attitudine punk è molto forte, così come la volontà di esprimersi in un mood speciale e particolare. Tra un Wuah Wuah, effetto molto conosciuto e altrettanto usato, che sostituisce l'ipotetico vocalist ("Mingozo di
Mongozo") e indicazioni ben precise al rock anni '70, c'è un album variegato ("Flash Dance") e molto ben riuscito.
Dal vivo dovremmo avere un ulteriore conferma grazie al loro impatto sonoro coinvolgente (lasciando perdere paragoni vari a gruppi storici del rock, che è meglio); non fate gli indifferenti e datevi una mossa, procuratevelo!
Hank

www.newsic.it

Un cavallo in corsa, che con la sua potenza attraversa i più colorati paesaggi sonori, passando dal rock, alla psicadelia funk, alle venature blues del post rock, all'hardcore istintivo.
Lanciato senza sosta grazie ad un'energia che spinge dal basso "Before and After Dinner" nel suo veloce passaggio (il cd è breve) incanta.
Chitarre, due, che si intersecano in forti e incisivi intrecci, e una batteria che corre, quasi impazzita e senza lasciare un attimo la presa; è così che all'implosione di energia succede un improvviso spettacolo pirotecnico di cattiveria e ritmo.
Sono tutte fatte ad arte le canzoni di questo album, se dovete esplorare tutto ciò che riescono dare in un unico pezzo assaporate la 9, "Amore Tossico" che già dal titolo....con tanto di dissertazione raggae alla Police.
I Rosolina Mar sono unici e si impongono con un suono completo e definito, pur senza basso e voce. (9/10)
Paola Andreoni

www.iyezine.com

Inizio da questo interessante promo il capitolo di reportage sulle novità targate Wallace. Il terzetto in questione racchiude nelle dodici tracce del cd tanti bei propositi, tante belle idee e tanti bei spunti. Balza subito in primo piano la grande cura e l’ ottima riuscita nello scrivere canzoni con strutture molto sfiziose, che si divincolano benissimo dalla “ forma” più tipica del genere. Genere comunque che per lo meno al sottoscritto non rimane facile delineare. Roboanti, tra post- rock geometrico, funky/jazzy che a tratti rimembra certi Karate, una spruzzatina di noise e molto, moltissimo dinamismo: tutto strumentale, con uno stiloso gusto ’70 e stop & go da urlo.
Brani da sottolineare, “L’ ora di religione” che echeggia gli immensi Fugazi, “Flesh dance” che fa fede al titolo regalando un possibilissimo ed ammiccante singolo ma soprattutto la progressiva, superfiga e potente “Il culto del cavo elettrico”.E di nuovo, “ Sea tomato” che nonostante la esile durata funziona ad oc, “Amore tossico” incazzata nera e “Car patch ( D tone)” davvero compulsava e dissonante. Meritevoli di ogni bene.
Dolorian Gray

www.munnezza.it

Lungi dal dare l'impressione di volersi riposare sugli allori dopo il successo di critica arrivato l'anno scorso in occasione del loro esordio discografico, i Rosolina Mar nella loro seconda opera rilanciano alla grande ed ampliano con classe e maturità il proprio originale discorso post-rock in chiave strumentale attraverso nuove imprevedibili sfumature sonore e una rinnovata efficacia, anche compositiva: i pezzi ora sono più brevi e più incisivi, ma non meno suggestivi.
Chi volesse azzardarsi ad attribuire una delle classiche etichette musicali ai Rosolina Mar semplicemente desista dal proposito, perchè adesso ciò è praticamente impossibile data l'unicità e il carattere estremamente personale della proposta dei vicentini. Si parte ovviamente in direzione Chicago-Lousville ma non per sviscerare fino alle estreme conseguenze un non-genere già quasi prosciugato, bensì solo come splendido pretesto per esplorare gli stili e gli approcci più disparati: chitarre rock '70s, la foga del post-punk americano, concezione indie, criterio math, diversioni jazz, straripamenti funk, cavalcate prog, eredità blues, echi new-wave, divertissement "latin", escursioni psichedeliche, citazioni pop. Una miscela certamente voluminosa e complessa, ma che incredibilmente è svolta con talmente tanta lucidità da risultare perfettamente abbordabile per qualsiasi tipo di ascoltatore, a livelli diversi naturalmente.
Con i Rosolina Mar non reggono i paragoni, non bastano le definizioni: tutto sta nel riuscire a percepirne interamente quella loro enorme forza espressiva che ha pochi eguali nella Penisola. (4/5)
Aob

www.coolclub.it

Dalla prolifica Wallace Records arriva la seconda prova discografica del power-trio veronese. La differenza palese col loro già ottimo debutto omonimo sta nel numero dei brani che aumenta mentre diminuisce la durata totale del disco. Questo la dice lunga sull'evoluzione musicale che i tre hanno compiuto in questi due anni. Pezzi più risoluti e compatti che arrivano diretti più che mai nella loro deflagrante potenza. Dodici scintillanti episodi strumentali che si fanno apprezzare già dal primo ascolto, pieni di imprevedibili cambi di scena e di umore, amalgamati da una sapiente abilità strumentale. Mentre le due sferraglianti chitarre di Enrico Zambon e Bruno Vanessi intrecciano complesse trame dal flusso sonoro ininterrotto, la puntuale e pulsante batteria di Andrea Belfi riempie lo spettro sonoro con cascate di tempi dispari, contrappunti, sincopi, talvolta anche tempi in levare. Qua e là frammenti di organo vox, fender rhodes, armoniche e percussioni aggiungono colore alle già scoppiettanti composizioni. Un ottimo disco che trasuda rock in tutte le sue accezioni con giochi di rimandi e citazioni da far perdere la testa, il tutto è confezionato a dovere dal buon Fabio Magistrali che incanala nelle registrazioni l'energia viva dei loro fragorosi live set.
Giovanni Ottini

www.ondarock.it

Rosolina Mar, ovvero: come suonare il rock in modo convincente, nel 2005. Con una formula apparentemente semplice - chitarra, chitarra, batteria, molti riff, assoli quel tanto che basta, gusto ben calibrato tra strizzate d'occhio al passato e robuste dosi di presente - ma frutto di un'evoluzione costante e ben pensata. Se l'esordio del trio (l'album omonimo pubblicato da Wallace nel 2004) era un primo tentativo di coesione ancora orientato verso panorami dilatati e "post" (il proverbiale primo album promettente ma acerbo), la seconda tappa del viaggio dei tre veronesi ci mostra un gruppo maturo, che aggiorna in maniera impeccabile la formula del power trio e - non ci stancheremo mai di ripeterlo - porta il rock, quello sudato, quello divertente, in una terra un tempo dominata da arpeggi sincopati ed equazioni sulla sei corde.
Il trio veneto, con questo "Before And After Dinner", tira le somme del proprio lavoro e dei propri ascolti, affinando il proprio linguaggio, definendo più accuratamente certe coordinate solo immaginate durante il primo viaggio: quello che propongono alle nostre orecchie è, insomma, un tentativo di sintesi, un sommario tutt'altro che ordinato e standard della passione bruciante per il rock nella sua più totale accezione. Come un ottimo fotografo, l'animale a tre teste Rosolina Mar cerca lo sguardo panoramico e, allo stesso tempo, la cura per il particolare improvviso, quello che balza agli occhi come una scintilla.
Si parlava di sintesi e non si può che richiamare il termine ascoltando "Protopapetti", in cui la sincope rabbiosa dei Fugazi si sposa con cadenze chicagoane mutando ancora e ancora e "Mingozo di mongozo", tutta sinuosità funky aspro per via delle due chitarre, orfano di un basso assente giustificato dall'ottima riuscita del tutto, reso ancor più ritmico e saltellante dalle percussioni un po' latine che via via si fanno strada. Un frullato di passioni, verrebbe da dire, e non si sbaglierebbe di molto il tiro, visto che nel calderone si scorgono i contorni di declinazioni rock quali l'indie (le cadenze wave di "Il culto del cavo elettrico"), il college (in "Flesh Dance" pare di sentire certi Weezer meno scolastici e abbottonati), l'hard dei Led Zeppelin e degli Ac/Dc e il blues deviato di Captain Beefheart prima e degli Us Maple poi. Che dire, poi, di "Amore Tossico", l'unico ibrido possibile tra i Dinosaur Jr. e i Police...?
C'è di che divertirsi, insomma: questo gioco di colto revisionismo e di delirio organizzato conserva la sua freschezza anche dopo diversi ascolti, contro ogni aspettativa. Non era facile giocare in questo modo con il rock, ma i tre Rosolina, tutti e tre tecnicamente molto bravi e musicalmente intelligenti, ci sono riusciti. (7,5)
(A margine della recensione dell'album, aggiungiamo che il gioco dei Rosolina riesce molto bene anche dal vivo: prendete gli stessi ingredienti descritti sopra, shakerate molto, molto ma molto a lungo, e avrete uno spettacolo che mantiene tutto ciò che l'album promette, con esecuzioni dei pezzi furiose e coinvolgenti, qualche chicca - schegge di King Crimson o Ac/Dc e altre citazioni che compaiono quando meno te le aspetti - e quel paio di brani del primo album che ancora reggono il confronto con quelli attuali. Come dire: la rivincita delle chitarre e della fisicità?)
Matteo lavagna, Luca Fusari

www.freakout-online.com

Il secondo album del gruppo veronese, “Before and after dinner”, segna il cambio di direzione. Enrico Zambon e Bruno Vanessi alle chitarre e Andrea Belfi alla batteria, gruppo nato cinque anni fa con quattro membri provenienti da esperienze nell’ambito punk/hc/noise, esordirono con un omonimo tutto dedito al post ed al math rock. Eclettici e versatili come ogni musicista che si rispetti i RM hanno pensato di optare per un rock aperto e poco sperimentale, sempre tutto strumentale. Le dodici tracce di questo cd hanno infatti una base funky, su cui si strutturano quasi tutti i brani, nei quali vengono rievocate le cose migliori degli anni ’70, quando il rock ha avuto il suo momento d’oro. Tante cavalcate con le due sei corde che si intrecciano e con il batterista che è talmente efficace da non far pesare l’assenza del basso in un rock, spesso orchestrale. Fanno eccezione “Il culto del cavo elettrico” dove è evidente il loro legame con il noise e con il rock indie, così come la massiccia ed intensa “Amore tossico” anch’essa sul versante indie ed il blues primordiale, alternato ai riff hard rock di “Isa eyes”. L’aspetto più accattivante ed intrigante di questo ottimo e splendido lavoro è che il trio veronese dimostra di saper suonare con leggiadria e semplicità, complice di ciò sarà sicuramente la presenza rassicurante del produttore Fabio Magistrali.
Vittorio Lanutti

www.musicclub.it

Per Rosolina Mar occorre fare un discorso più particolareggiato dovendo, giocoforza, riferirsi a specifici generi musicali. Anche perché la formazione veronese ha deciso di approfondire ulteriormente il percorso sonoro già intrapreso con l'omonimo disco di esordio del 2004. E quindi ce li ritroviamo impegnati a portare avanti una moltitudine diversa di opzioni strumentali; da tracce fortemente imparentate con i Golden (ancora il riferimento primario) ad altre tese ad esplorare i sentieri rock e hardcore con palesi tracimazioni nel post hardcore da un lato nel kraut rock dall'
altro e senza dimenticarsi del post rock, ma non trascurando neppure escursioni di natura psichedelica. L'impressione comunque non è delle migliori, causa una mancanza di messa a fuoco complessiva dell'opera.

www.iltirreno.it

Dà buoni frutti la collaborazione tra le etichette Wallace e Robotradio.
Si parte con Hell Demonio, combo misterioso che decide di esordire con un disco dal titolo altisonante, Greatest Hits. 7 brani in un quarto d’ora sono un biglietto da visita che la dice lunga sulle intenzioni della band: ferire con sferzate di punk’n’roll sguaiato e catartico noise-core. Impossibile stare fermi all’ascolto: un’iniezione d’energia per chiunque, basta non porsi troppe domande. Puntano più in alto i Rosolina Mar, che arrivano finalmente al secondo lavoro discografico, dopo l’ottimo esordio omonimo dell’anno scorso. Ed è una meraviglia: la band si conferma tra le più interessanti in circolazione, capace di condensare le più svariate ispirazioni rimasticandole con fantasia e personalità. In ciascuno dei 12 brani strumentali di Before And After Dinner c’è davvero di tutto, cucito assieme a regola d’arte. E, in più, il disco risulta godibile dall’inizio alla fine e a tratti persino entusiasmante.
Da non perdere.
Guido Siliotto

www.sonorika.com

Da qualche tempo mi chiedo che senso abbiano le denominazioni che utilizzano il prefisso 'post-'. Prendete il post-punk della fine degli anni settanta, quello dei primi tre album degli Wire, per intenderci: nonostante la direzione da loro indicata oggi continuiamo a vedere in giro Offsprings, NOFX e Greenday vari, ovvero band che suonano punk, punk melodico, ecc. Che senso ha? E' un ritorno sui propri passi da parte del rock per riscoprire alcuni momenti della propria storia? Non so rispondere a domande cosi'
complesse. O forse si', ma non mi piace la risposta che mi darei.
I Rosolina Mar sono nati e cresciuti all'interno della "scena" post-rock italiana (vengono da Verona) e con Befor And After Dinner licenziano un secondo album di forte personalita' e interesse. Dimenticate i ritmi lenti e trasognati di June of 44 e compagnia, perche' il power-trio veneto (doppia chitarra e batteria: niente basso, a la' Blues Explosion) ha sfornato un cd pieno di energia con una particolare predisposizione al cambio di ritmo e all'intreccio delle linee delle due chitarre, che non fanno mai desiderare l'inserimento di una parte vocale (del resto completamente assente).
I dodici episodi, intitolati con vario gusto e ironia (su tutti, flesh dance merita una menzione d'onore), sono altrettanti rari equilibrismi tra il rock classico e l'attitudine post che ha caratterizzato questa prima meta' di decennio. Potrebbe essere una nuova via, tutta ancora da esplorare, fatta di rock rock rock, così meditato, eppure così immediato e istintuale. Visti questi primi risultati ci mette addosso già da ora una certa aspettativa per il prossimo lavoro. (7,5)
Marco Boscolo

www.comunicazioneinterna.it

Tornano in campo i Rosolina Mar, power trio veronese(chitarra-batteria-chitarra) che si era già fatto apprezzare qualche anno fa con il disco di esordio che portava il nome della band stessa. Il nuovo nato "Before and after dinner", prodotto dal "magister" Fabio Magistrali, è il disco della conferma ma anche della crescita, un album che piace da subito, ricco di aperture, di squarci solari, di ritmiche nevrotiche e schizzate, divertenti ed acide allo stesso tempo. In quasi 40 minuti si ripercorre in maniera unica ed originale la storia del rock, rivisto, riarrangiato e ri-sofferto dal trio. Blues, New Wave, Indie, Disco Dance (troppo bella la rivisitazione di Flash Dance nella loro "Flesh Dance"), Rock Seventies ("L'ora di Religione", con tanto di armonica e richiami zeppeliniani),Cocktail Music ("Mingozo di Mongozo"), Post Rock ("Sea Tomato"), il tutto condito con stile e pazzia ma anche da un'ottima tecnica strumentistica.
I Rosolina Mar fanno nuovamente centro e si confermano una brillante realtà del panorama indie italiano, pronta e interessante anche per un mercato estero che saprà sicuramente apprezzare questo magico mix sonoro ma che purtroppo non sarà forse in grado di scoprire la bellezza e l'ironia che si nasconde dietro a titoli di canzoni veramente splendidi: "Domenica mattina la benedizione dei trattori", "Il culto del cavo elettrico", "Car-Patch", "Tutto Papetti", etc ... ma se questo è l'unico difetto di un disco ben vengano altri 10000 "Before and After Dinner"!
Nazario Graziano

www.ilcibicida.com

Pronti, su, via. L’intro fantasma di Domenica mattina la benedizione dei trattori, affidato a una mucca e a qualche grassa risata, apre il ritorno dei Rosolina Mar. Before And After Dinner è un album deciso. Mai un’esitazione, mai un incertezza. I veronesi dalle chitarre facili modellano, come fosse argilla, il loro rock dai bordi rotondi e non si stancano mai di lavorarlo fino a far scricchiolare le mani. La track numero due Protopapetti è il perfetto esempio di materiale grezzo da lavorare. I Rosolina Mar vanno a scuola della migliore tradizione prog anni ’70 (King Crimson) e, con tanto di guanti e mascherina, inventano forme, suggeriscono soggetti e creano modelli. Le chitarre morbide, i barocchismi e il suono levigato, fascinoso, scoppiettante, così, sono più e più volte rinnegati per rimettere in discussione il prodotto. L’imperativo è creare, “uccidere” la materia a colpi di palmi, rimescolarla e ritornare a modellarla da capo. “Protopapetti”, così, cambia forma più volte, spuntano dei feedback, dei piatti indisciplinati, e poi anche un basso gorgheggiante ed un violino elettrico sono impastati con il resto. L’ora di religione poi, potrebbe musicare benissimo un film di Peckinpah o qualcun’altro dello spaghetti western. I feedback sono quelli della sfida. La terra rossa quella di San Miguel. I due sfidanti contano i passi e si ritrovano uno di fronte all’altro. Si guardano negli occhi, sfiorano le fondine. La gente li guarda, in attesa del giudizio finale. Il cielo è macchiato di rosso, i cavalli nervosi muovono la polvere. Alla fine entrambi i corpi capitolano a terra. Silenzio. Morte. Ma di colpo, mentre tutto pareva rimesso a un giudizio superiore, una sparatoria feroce ricopre gli spazi e infuria sulla scena. La polvere stavolta è quella che esce dalle canne da fuoco. I corpi sono macchie, la città fuma dolore e risuona eco. Molti giacciono a terra, altri sono nascosti dietro alle finestre. La locanda è una groviera di pallottole, le strade emettono un’insopportabile olezzo di sangue, ma è a questo punto che le puttane ci bevono su e salgono sui tavoli smuovendo le sottane a suon di musica. Tra gli episodi migliori inoltre: il blues avariato, artefatto e assordante di Flesh Dance, l’hard-jazz elettrico iracondo de Il culto del cavo elettrico, le serpentine distorte della title-track e i battibecchi tra chitarre di Mingozo di Mongozo. Questo disco, da ingerire rigorosamente prima e dopo cena, è un continuo spalmare salse differenti in modi differenti. C’è il rischio di una critica di eccessivo esercizio di stile, ma al momento i tre veneti riescono a schivare i colpi. I Rosolina Mar fanno un passo avanti rispetto al post-rock del debutto e si candidano ufficialmente come banditi saccheggiatori del rock italiano.
Riccardo Marra

www.sentireascoltare.com

Non dovete badare al cantante.
L'unica voce umana udibile in questo disco è al minuto 4'12'' della traccia intitolata Mingozo diMongozo, ed è un urlo. Bisogna farci attenzione perché è in secondo piano, ma quando le orecchie lo captano è belluino e liberatorio, una frazione di secondo in cui tutto ciò che serve si esplicita come nessun versaccio poetico potrebbe. Niente rime baciate o stereotipi assortiti, solo l'urlo di un musicista galvanizzato che sente arrivare la deflagrazione, la "Cosa", avrebbe detto Kerouac. Lui parlava del jazz, della "New thing", noi parliamo di rock in senso primordiale. E i conti tornano.
È l'approccio il comun denominatore, ed è inevitabile immaginare questi dodici pezzi come i figli di jam indiavolate e ispiratissime (pur se i Rosolina Mar non hanno voltato completamente le spalle al math rock degli esordi). Anche nei vecchi dischi jazz capita di imbattersi in esclamazioni abbozzate e versi indistinguibili, è la dimensione totalmente fisica della musica, il corpo che suona.
I corpi che suonano e lo fanno insieme, in una comunione antica e semplice che non prevede primedonne dalla troppa o poca personalità. Non si è costretti a badare al cantante e alle sue paranoie, nessuno ha disseminato nei testi le sue risposte alla vita, le parole qui sono dodici titoli tanto bizzarri quanto evocativi, e non c'è ragione di dubitare che L'ora di religione possa essere un intrico perfetto di chitarre e batteria.
Nulla da eccepire se un Amore tossico si presenta con una sfuriata elettrica per poi rallentare, citare Police, impensierirsi e ripartire più disperato di prima. Le sensazioni non si discutono, le visioni tanto meno. Seconda prova dopo l'ottimo esordio self titled del 2003 sempre per Wallace (che, come si diceva, qualche tributo pagava alla scena occupata da Don Caballero, Trans Am & Co.), questo Before And After Dinner è cinematico, legato a un filo interno che è troppo presto definire logico, è viscerale e complesso come Hendrix e tribale come Santana sul palco di Woodstock, gioca con la new wave sottraendo ai Franz Ferdinand ciò che è dei Talking Heads e se la gode con melodie ficcanti. Prima (durante?) e dopo cena, Rosolina Mar da Verona: il dio dell'indie ci scampi dalle primedonne. (7,5)
Nicola Bonardi

www.kronic.it

FRESH è il termine che gli afroamericani usano per definire qualcosa di nuovo, dinamico e di presa immediata. I Rosolina Mar meritano a pieno titolo di rientrare in questa categoria. Sia chiaro che lo scenario in cui si muovono i tre ragazzi veronesi non ha niente a che spartire con niggaz, lowrider e smoking guns.
C’è qualcosa di estivo in questi brani, una freschezza sixtie, che unita ad una serie di perfetti accavallamenti chitarristici post-punk, creano un magico impasto tutto italiano. Come dire i Minutemen su una spiaggia gelida ad armonizzare alla loro maniera pezzi dei Beach Boys.
Il risultato è un sound sorprendentemente originale, che pur senza perdere di vista le proprie coordinate di partenza, riesce a distinguersi per la sua spigliatezza e per la sottile e mai invadente ironia che è in grado di sprigionare (Mingozo di Mongozo). Da registrare la spiccata propensione del trio ad incalzanti ritmi funk e rock; roba da baffo, basetta e 128 sport e per un celato amore per il blues più sanguigno (Amore Tossico).
Resta adesso solamente l’interrogativo su quale possa essere la prossima mossa: l’inserimento di un quarto componente, magari di una voce, una svolta verso il prog o un ritorno alle origini stradaiole? (4/5)
Gianluca Taraborelli

www.musicboom.it
Freno a mano, acceleratore e via di testa-coda
Uno, due e tre. Una la batteria, due le chitarre, tre i Rosolina Mar: Andrea Belfi alla batteria, Enrico Zambon e Bruno Vanessi alle chitarre. In effetti basta poco: tre numeri per chiudere il cerchio e due album per regalare una straordinaria certezza chiamata Rosolina Mar, nome ispirato dalla omonima località di villeggiatura veneta - Rosolina Mare - che si trova tra la foce dell'Adige e il Delta del Po. Zone, queste, che meriterebbero di essere visitate gambe in spalla o, meglio ancora, sellino sotto al sedere, magari ascoltando, tra una pedalata e l'altra, proprio i Rosolina Mar in cuffia.
Inutile usare parole diverse, più pacate: i Rosolina Mar sono proprio bravi e questo loro secondo album "Before and after dinner" non fa altro che confermare quanto di buono messo in mostra finora.
Mantenendo la stessa formazione e avendo aggiunto soltanto qualche inserto di armonica, pianoforte e fender rhodes, i Rosolina Mar hanno cambiato registro rispetto al precedente lavoro: più pezzi e più brevi, più asciutti, diretti, incisivi. Il numero dei brani è quasi raddoppiato e il minutaggio complessivo è diminuito.
Veloci come missili, potenti e fragorosi come tuoni in un temporale estivo, è difficile stare dietro ai Rosolina Mar, alle loro brusche sterzate, alle loro inchiodate e alle loro ripartenze fulminee. Le strade battute sono le più disparate, sbizzarrendosi alle prese con trent'anni di rock, rimasticando il blues, giocando con il reggae e con il funk, costruendo e distruggendo, scomponendo e riassemblando. In "Before and after dinner" c'è dentro di tutto: ci sono i Dinosaur Jr. in fuga, ci sono i Police presi a calci sugli stinchi, ci sono gli At the drive in, i The paper chase e i Fugazi, ci sono ritmiche forsennate e mirabolanti intrecci di chitarre e ci sono dodici pezzi, tutti strumentali, spiazzanti e in grado di cambiare forma ogni minuto senza mai risultare dispersivi.
Detta in questo modo si potrebbe pensare a "Before and after dinner" come ad un disco difficile e invece non è così: si tratta, anzi, di un disco articolato, complesso, ma allo stesso tempo fresco, immediato e mai, dico mai, ostico. Questa è la forza dei Rosolina Mar: riuscire a restare sempre in bilico tra originalità e ascoltabilità, tra chiusure ed aperture. Aperture che se ce ne fossero un paio in più, sarebbero la ciliegina sulla torta, due grammi in più di calore che non guasterebbero affatto in un disco che al primo ascolto può sembrare anche un po' più freddo rispetto al precedente, ma, in realtà, lo si scopre sempre più caldo ad ogni ascolto.
Tanto di cappello ai Rosolina Mar, alla Wallace Records e alla produzione impeccabile di Fabio Magistrali. (4,5/5)
Thomas Paulo Odry

www.mescalina.it

I Rosolina Mar stanno davvero cavalcando l'onda giusta: imperterriti e fieri continuano con "Before and after dinner" a sfidare ogni barriera sonora lasciandosi guidare dal rock più passionale. L'avventura della band veneta, iniziata più di due anni fa con l'omonimo disco licenziato sempre dalla Wallace Records, ritrova oggi un degno seguito con questo nuovo cd.
Già nella performance live il loro turbine di lunghi pezzi strumentali accattivanti, seriali stop & go dettati da due rumorose chitarre richiamava alla mente il fascino della contemporaneità sperimentale a stelle e strisce riuscendo a rilasciare tocchi di melodia pura, sezioni di noise-blues, hard rock e desolanti intermezzi di post rock.
"Before and After Dinner" sembra un ulteriore suggerimento in questo senso per una musica che va in più direzioni e che si fa consumare in piccole parti, tant'è che il disco è composto da molti pezzi dal minutaggio ridotto:
il nuovo lavoro è la sintesi di un criterio da prendere a modello in materia di continuità e di evoluzione sonora.
Oggi il trio si permette perfino di giocare, di gestire a pieno le energie di ogni suo membro, autoalimentandosi a vicenda: quando la guida dei due front-men chitarristi (Enrico Zambon e Bruno Vanessi) lascia spazio al dinamismo ritmico di un portentoso Andrea Belfi (già Lecrevisse), emergono nuovi dettagli musicali che lentamente catturano e guidano l'attenzione dell'ascoltatore senza invadenza.
L'ascolto approfondito viene naturale e non costa fatica, basta lasciarsi catturare da centinaia di tributi dedicati ai mille volti del rock, del blues o del reggae, che la band omaggia senza risultare mai scontata: "Flash Dance" è la prima sintesi di un gioco perverso di scatole cinesi dove la linearità dell'intro svelerà il segreto di un viaggio nei '70 tra progressive, rock duro e psichedelia dai lunghi e facili assoli. È importante non fermarsi alle apparenze e scoprire che i Rosolina sono molto di più di una delle tante band strumentali più o meno derivative: lo dimostra quel piccolo capolavoro che è la title-track in cui segmenti di noise sempre più vicini e ripetitivi si liberano solo all'occorrenza, quando il trio è veramente pronto a scatenarsi, schierato, vestito di pop e pronto a destrutturare il tutto per poi ricominciare da capo.
Un errore sarebbe anche concentrarsi solo sul set di chitarre dei Rosolina, perché, grazie all'eccellente lavoro in studio di Fabio Magistrali, c'è tutta una gamma di diversi strumenti ad accompagnare il potente trio: dal wah-wah inceppato nella "funkyssima" "Mingozo di Mingozo" ad esempio sfuggono percussioni latine che si schiantano in urla adrenalinica; lo scacciapensieri o marranzano in anticipo ai riff di "Protopapetti"; l'armonica sospesa ne "L'ora di religione" e la stessa voce che ricompare in forma di coro quasi impercettibile al terzo minuto di "Isa Eyes".
Dire che i Rosolina Mar abbiano saputo sintetizzare in un proprio linguaggio le tendenze del rock degli ultimi trent'anni sarebbe esagerato. Così come sarebbe presuntuoso lanciarsi in un pronostico affermando che il loro prossimo disco potrebbe essere tanto la svolta quanto la morte del trio. Più giusto godere a fondo di questa piccola meraviglia che è "Before and after dinner”.

www.kalporz.com

E così anche il terzetto dei Rosolina Mar arriva al secondo album (il terzo se si considera l'autoprodotto "Hanno ucciso Storius a Rosolina Mare"), evitando con una forza indiscustibile le secche della prevedibilità: laddove l'esordio omonimo giocava su pochi brani intessuti alla perfezione, attraversato da geometrie post-rock che si dipanavano puntando alla quadratura del cerchio, questo "Before and After Dinner" è tutto un pulsare di post-punk e hardcore. Smessi i panni dei cesellatori sonori, i Rosolina Mar si gettano su un materiale esplosivo, dove l'umoralità gioca le sue carte e i brani si fanno più concisi, racchiudendo in scrigni di pochi minuti le perle da gettare ai porci/ascoltatori.
Non viene comunque meno la struttura della line-up, anche se il basso lascia il posto a una seconda chitarra affidando di fatto l'onere della base ritmica alla batteria e rendendo più abrasivo il suono del combo; è il suono di scuola SST a farla da padrone, con Darrel D. Boone e Henry Rollins come maestri indiscussi. Eppure gli strumenti, lanciati in corse ossessive e frastornanti, non rinunciano a perdersi in pause catartiche (lo splendido rallentamento che caratterizza il fulcro di "L'Ora di Religione", per esempio, con un'armonica spettrale a far capolino) e le derivazioni musicali del combo spaziano volentieri anche negli anni '70, tra svolazzi vagamente psichedelici e spezie al profumo inconfondibile di kraut-rock. Ma a tratti la sarabanda di suoni rischia sul serio di creare un corto circuito critico, con ectoplasmi di country, rock classico, acidità settantine (lo splendido crescendo di "Flesh Dance", capace seriamente di togliere il fiato), fraseggi avant, scartavetrate immersioni indie, addirittura ipotesi vagamente pop.
Insomma, un pout pourri di materiale sonoro che rende "Before and After Dinner" estremamente vario, per quanto il terzetto dimostri di avere in mano le redini dell'operazione con sufficiente maturità. E quando, sulle note conturbanti di "Tutto Papetti", viene naturale muovere il bacino in modo sistematico e sbilenco, si capisce che siamo davanti a un album da tenersi stretti, e viene immediato il desiderio di ringraziare la Wallace di Mirko Spino (e i coproduttori della Robotradio): ma questa non è una novità. Poi vai a leggere i credits dell'album e scopri che i suoni li ha curati Fabio Magistrali e allora scuoti la testa sconsolato: questa è ancor meno una novità. Un bravo ai Rosolina Mar (Enrico Zambon, Andrea Belfi e Bruno
Vanessi) da Verona e al loro hardcore strumentale e una piccola annotazione:
più passano gli anni e più la Wallace Records sembra allontanarsi dal post-rock che ne aveva segnato in maniera indiscutibile gli esordi (vedere gli Hell Demonio, ma anche l'ultimo EP dei Bron Y Aur). Un caso?
Ai posteri ecc.ecc.

www.lascena.it

A volte non puoi spiegarti perché le cose accadono. Succedono e basta. Non ti sarà mai dato sapere chi per primo ha diffuso la leggenda del coccodrillo bianco nelle fogne di New York o perché tra milioni di scacchiere bianche e nere ne spunti qualcuna con i riquadri rossi al posto di quelli cerulei. Per cui, l'unica cosa che puoi fare è sederti e con calma pensare a tutte queste cose. Se ti va, per attivare la circolazione del sangue e facilitarne l'afflusso al cervello, puoi anche ascoltare "Before and after dinner". Un disco consigliato caldamente ai deboli di cuore per morire col sorriso sulle labbra. Perché i Rosolina Mar possono essere definiti solo con un termine:
micidiali. Anzi, me ne viene in mente un altro: enciclopedici. I Rosolina Mar sono enciclopedici. Questo è un disco micidiale ed enciclopedico, perché questo disco incarna i Rosolina Mar. Non è necessario elencare tutto quello che riescono a fare questi tre maledetti, ma è invece necessario dire che lo fanno bene. E infatti meglio di così non potrebbero fare. Generalmente è umano avvertire, nei casi di gruppi formati da batteria e due chitarre, un sentimento di latenza dell'intangibile, quando sembra che manchi qualcosa ma è proprio impossibile spiegare cosa. Ecco, qui invece è tutto preciso, perfetto, armonioso. E non è per gli ospiti che arricchiscono il complesso sonoro, senza offesa. Sarebbe perfetto anche se la guest star fosse un virtuoso in grado di riprodurre "La Marsigliese" col tagliaunghie. L'enciclopedia, si diceva: apri l'enciclopedia e cerchi il termine la cui conoscenza farebbe di te una persona meno ignorante. Ascolti "Before and After Dinner" e scopri il funk, il post rock, volendo il jazz, probabilmente l'hardcore, a sprazzi la musica contemporanea, il country, il blues e ciò che ne consegue, gli anni Settanta a palla di cannone, il reggae e James Brown in vestaglia e capelli sconvolti che esce da una cabina del telefono e ti chiede che ore sono e se è già passato il primo tram per Saturno. Questo ed altro, perché il disco finisce e non sei ancora riuscito a capire chi ha inventato la leggenda del coccodrillo bianco, né tantomeno hai risolto il dilemma delle scacchiere rosso-nere. Anzi, te ne esci con un bel cumulo di dubbi in più che per praticità non sto qui a snocciolarvi! Quindi ti siedi e ricominci ad ascoltare con un cavo elettrico in mano cercando di svelarne i misteri della fede. Sei un adepto. T'inginocchi e cominci ad adorare una presa di corrente. E c'è ancora una cosa: i Rosolina Mar sono l'unico gruppo che fa un uso terapeutico del wah.
Ruggero Trast

ondalternativa.it

Secondo lavoro per il trio veronese Rosolina Mar. "Before and after dinner"
è un lavoro, che a differenza del precedente, vede una mutazione quantitativa in cui sono presenti ben dodici brani ma il cambio sostanziale riguarda il sound che si rivolge in maniera sempre più preponderante verso gli anni settanta.
Le fughe strumentali si basano sulle due chitarre di Enrico Zambon e Bruno Vanessi e da Andrea Belfi alla batteria. L'assenza di un basso non viene notata anche perché le due sei corde si intrecciano in maniera sapiente alternandosi in lunghe ed estenuanti variazioni con la batteria a fare da collante.
Il terzetto ha ascoltato tanta musica e si vede: si passa dai Police ai Dinosaur Jr, da Captain Beefheart ai Don Caballero, il tutto condito da una sana ed ottima matrice funky. Lavoro di qualità che ha forse l'unica pecca di essere talmente gradevole che i quaranta minuti non bastano.
Eccezionale!
Ps: non è un caso che questo lavoro porti la firma alla produzione del Steve Albini italico: Fabio Magistrali, par essere il Re Mida (affettuosamente parlando).

radiocoop.it

Al secondo album sorprende per essenzialità , carica , estro e inventiva il nuovo lavoro dei veronesi Rosolina Mar.
Un album in cui convergono di volta in volta (e a volte tutte insieme) sferzate Hendrixiane e riff alla Led Zeppelin , Talking Heads , Franz Ferdinand , Dinosaur Jr. , sperimentalismi di stampo 70`s (krautrock e
affini) , il mai dimenticato nè tanto meno rinnegato post rock ma anche Fugazi e At the drive in Una miscela super esplosiva che a tratti scivola nell`autismo ma che non inficia il risultato finale.
Ottimo.

www.centromusicacremona.it

Riuscire a distruggere e ricostruire ancora meglio non è mai stata cosa da tutti.
Questo uno dei segreti dei Rosolina Mar, power-trio veronese, al secondo disco su Wallace Records.
La miscela è esplosiva e già lo si sapeva.
Rock senza definizione figlio di una deriva post, ma non senza caratterizzazioni ben distinte dalle definizioni di genere.
Brani che ti assalgono (la versione live è pura dinamite!) e non ti lasciano più, fraseggi distorti e ritmiche di ottima fattura condiscono un lavoro a tratti entusiasmante.
Seguiti ormai dall'onnipresente Fabio Magistrali, il disco spruzza un pò di quello che è tra le corde dei 3 veronesi: Energia.
Destinazione è la deriva, la partenza da ognidove.
Quindi meglio sedersi che non si sa mai...
...consigliato!
Allo

www.miuzik.it

Chitarra-batteria-chitarra: questo è l'assetto strumentale del trio veronese, che giunge alla seconda prova dopo un lavoro omonimo. Grinta, risolutezza e incisività sono appannaggio dei nostri, che dimostrano di possedere le qualità necessarie per poter architettare strategie sonore impattanti e sferzanti che esulino da situazioni stagnanti, considerando principalmente il fatto che l'uso della voce qui è del tutto bandito. Conseguentemente, i Rosolina Mar si prodigano nel mettere a segno episodi che abbiano una loro consistenza ed efficacia, e il tentativo è da considerarsi in buona parte riuscito. Impennate rock (quello dei '70, in gran sfoggio), rigurgiti funk, spiragli post-rock e sfasamenti 'avant' confluiscono pertanto in un album che si fa apprezzare per la sua visceralità, ma che non contribuisce più di tanto a rinnovare gli schemi del genere a cui è ascrivibile.

 

top

inglese

www.subba-cultcha.com

This really is a most remarkable record. Entirely instrumental albums are not generally felt to be as listenable as those with vocals, as the warmth of a human voice is felt to be required in order to connect fully with the audience. Yet in the capricious grooves of “Before And After Dinner” there is a wealth of warm, fun, enjoyable rock.
It’s very difficult to describe adequately as I can hear a bunch of influences in here, but start with the 60’s psychedelic movement, add in a pinch of Deus, a touch of Hendrix, Beefheart, The Minutemen and even some particularly exuberant disco and you might get a flavour of what’s going on. I challenge anyone who might seek this record out to put it on and resist tapping your foot for even a minute, cause I tried it and it was damn hard.
The sound of a band who have mastered the art of jamming way more than 99.9% of modern bands can ever hope to, “Before And After Dinner” is exhilarating, enormous, abstract, mischievous and glorious, often within the same song. I don’t know what they’re putting in the water in their native Italy, but Rosolina Mar are certainly thriving on it.
Eddie Thomas

www.buzzgrinder.com

What needs to be said about an instrumental three piece from Italy? That they play easy to digest pop-induced rock is one thing, but that the song writing is well enough without vocals is quite the other. Solid drumming, percussive elements, and smooth, almost bluesy, guitars with shades of somet post-hardcore charm thrown in. Maybe not quite the album that the average Buzzgrinder reader is going to pick up, but for something a little different you might want to give this a chance. Listen to the track Flesh Dance from their website for a sampling.

www.semtexinc.com

Before And After Dinner is the second full length album of this Italian band. While their first album was more Chicago-rock oriented (think June Of 44), this time they go back earlier in time. They draw influences from Minutemen and other bands that started the whole posthardcore thing in the early nineties and mix this up with influences from kraut rock, indie guitar rock, funk, new wave and even reggae. All these influences result in a highly eclectic instrumental album. You can obviously hear these guys know how to handle their instruments. The breaks and stop-and-go parts are impressive and they know how to create something original but it all kind of lacks feeling to me. At their best, Rosalina Mar reminds me a bit of Fugazi, especially the guitars with their unexpected breaks.
Before And After Dinner opens with a short intro that gave me high expectations for the album. It’s a short, calm and moody intro that made me think of Mogwai and even Calexico because of the calm slide guitar that you can hear in the background. In the second song, called Propapetti they throw in a funky guitar riff and together with a nice organ it gives the whole song a good and danceable vibe. They keep this vibe during the whole record but after five songs it became a bit too much for me. As said before, the way they handle their instruments is impressive and the fact they know how to create this funky and groovy vibe without using a bass guitar is also remarkable. But they can’t keep my attention for twelve songs. This might have something to do with the lack of vocals. I like instrumental music when it creates an atmospheric tension towards a climax on a record. Rosalina Mar’s songs are short and powerful and are filled with details, hooks and stop-and-go parts.
My favourite song is L’Ora Di Religione because of the catchy guitar parts. My main problem with the record is that it only has interesting parts and fragments. I couldn’t get into the entire album because it doesn’t feel like a whole, which is what I’m looking for with instrumental bands. The production and sound of the album is pretty good and it fits the vibe. If you like funky and danceable music with a big variety of influences that is also interesting and challenging to listen to, try this one. (6/10)
Reggi
e

//decoymusic.com

A friend of mine came running up to me the other day. Well, I say friend when he was, in fact, a complete stranger. He goes, “Man, these post-rock breakdancing parties are getting out of hand! Two guys just got arrested robot-rocking to Set Fire To Flames!” In hindsight, I should have asked him what he was doing at a SFTF party. I did, however, enquire about the equally baffling notion of someone breakdancing to post-rock; “What the hell are you going on about?” I hollered back him, “Post rock and breakdancing?! You gots to be trippin’, right?” Turns out he wasn’t, ahem, trippin’, at all. They are, in fact, all the rage in various ‘scene’ circles. Intrigued, I collared him into pointing me in the direction of the next event…
“So who’s party is this, anyway?” I asked.
“Ok, ok,” he replied, “You’d want something that sounded like James Brown meets Mogwai for this shit, right?”
“Sounds about right…” I tentatively offered.
“Just wait, G, just you wait…” came his rather intriguing response. The wink he added, I discovered, was rather misleading.
Following a ten minute journey, and a fervent discussion of the new Kanye West album, we happened upon an abandoned warehouse…
“So is this gonna be like some You Got Served shit?” I enquired.
“You wish…” he said, as he turned toward the decrepit building.
As we entered, the noise was cacophonous. The band had just started, and there was what can only be described as a fully clothed orgy taking place amid a baiting crowd.
“So who is this?!” I screamed into my new friend’s ear.
“Rosolina Mar, motherfucker, Rosolina Mar! Yeah! This shit owns everything! This is "Protopapetti" that they’re playing now, and in about 30 seconds its gonna rip off like a Shaft soundtrack!” came his reply.
“Shaft!?”
“Shaft!” he yelled.
Right on cue, there it was; two guys spinning shapes on a spotless, rectangular sheet of plastic to what sounded like a Starsky and Hutch chase scene. They couldn’t dance at all, of course, and it was, intentionally or otherwise, the very definition of hilarity. What’s more, no one seemed to care at all; inhibitions were, quite literally, being flung out the window. Then came a tap on my shoulder…
“Impressed?!” he shouted into my ear, as naturally excited as anyone would be introducing someone to an underground post-rock breakdancing scene.
“Confused,” came my reply.
“They should drop "Mingozo Di Mongozo" next, man, and its even better than the first track! When they do I’m hitting that mat like that dude from Dirty Dancing!”
“He break dances in that?” I enquired.
“Who knows, but that cracker could dance, you know what I’m saying?!”
Sure enough, they ‘dropped’ “Mingozo…” just when he said they would, and it blew the room apart. There were people dancing and throwing shapes all over the place. It was like Daft Punk getting totally destroyed by the greatest thrash band of all time; like Don Caballero if they scored 70s TV. It was crazy. I’m pretty sure one overweight guy died attempting to pop his body to the beat. Another two guys were duelling with air guitars on a stack of speakers; think Deliverance but, disturbingly, more inbred. One thing was certain: it was getting out of hand. Fast.
About an hour later I managed to clamber outside. And my new mate stood there. Grinning.
“That was insane!” I screamed, “I think someone actually died in there…”
“Yeah, that fat guy? That was funny.”
“You know, I could almost swear they played a cover of “Baby Got Back” at one point…”
“Wouldn’t surprise me!” he said, laughing.
“So when’s the next party happening, man, I’m totally there!” I was admittedly excited at this juncture.
“I think a band called Esmerine have the next gig, I’ll let you know,” he replied.
“They any good?” I asked.
“No idea,” he responded, “Hopefully it’ll be like tonight again…”
And we went our separate ways.
So there you have it, my first post-rock breakdancing experience; people throwing themselves around on the floor, uncontrollably I might add, to instrumental punk-funk; some of the most exciting, urgent, fresh and invigorating post-rock I’ve heard in fucking ages, I will add. It’s the kind of shit that not only gets parties started, but demolishes your makeshift dance floor and hooks you up with the hot bird in the Caspian T-shirt in the process. And you know when she’s shaking it, even white boys got to shout…
Alex Bradshaw

//abi-rhodes.typepad.com
//spindoctorsdisco.blogspot.com

If Justice was a feature of the record industry, this would be one of the most widely acclaimed discs of the century so far. It’s absolutely brilliant.
Not least because it’s one of those all-too-rare occurrences nowadays a purely instrumental album. Plus, it’s executed with consummate skill and extreme panache.
It kicks off with a very mysterious theme reminiscent of a dark geisha house scene in one of those 1970s Japanese movies which no-one really comprehends but everyone nods sagely about when it’s mentioned in late night conversation.
Then we move onto an amusing piece of early Zappa cartoonery - a staccato jazz/space-rock fusion the likes of which has not been experienced for many a long year. This sets the tone for several numbers of the same ilk. Some develop quite a groove conjuring ancient visions of The Who at Woodstock or The Magic Band charming the snakes of the Mojave Desert, while others have bluesy or proggy guitar riffs which again recall bygone golden ages sadly missed by us ageing hipsters. At the same time it has an insistent punky dimension that gives it added verve [that makes it sound like a dogfood so lap it up].Some of the tracks are really quite sparce but this proves highly effective in producing the dramatic result the musicians presumably intended. This I judge to be a measure of the competence of an Instrumentalist.
Less is more - and all that. Lastly, but not leastly the CD has one of the most surprising endings I’ve ever heard.
So, here we have a truly momentous record of great importance to lovers of the musical genres mentioned above. You’d be foolish not to visit the websites to find how to get hold of this gem. Meanwhile, I’d be grateful to anyone who can supply me with translations of the intriguing Italian titles many of the tracks sport ? it won’t change my opinion of the music but I’m always curious to see if my perception ever ties up with the artists intentions!

www.chaindlk.com

The new full-length realized by Rosolina Mar celebrates another joint venture between Wallace records and Robotradio after Hell Demonio's debut cd. While paying tribute to the roots of rock, Rosolina Mar differently from many post-rockers are much more into the sound of the 70ies but differently from bands such as Dead Meadows this' just a light influence. If you ever happened to see them live you know how together with Red Warms Farm they're one of best and most active live act around. For what concerns "Before and after dinner" the formula they used for their self tilted second record has remained almost untouched. What we have here is post-rock music well mixed with a seventies' flavor that sounds a lot like Phil Manley's band Golden (less mathematical and much more listenable...oh yes, Manley is the genius of Trans Am). Rosolina's sound is still the same even if this cd is less uniformed than before and apart from the first odd intro it's possible the trio decided to experiment a bit more with song structures and guitar effects. This time the Fabio Magistrali's recording helps to recreate the solid live skill of the group, therefore if you love rock music that moves listeners' feet: this' probably addressed to you. "Before and after dinner" (that looks like a inside joke referred to "Before and after science") has its own alternate moments since not all of the tracks are groundbreaking, but you can bet all of the tracks have been played with an hell of a groove. The cover song of "Flesh dance" deserves a special mention not just for the funny idea to cover the theme of Irene Cara's masterpiece, infact that's also the highest peak touched by Rosolina Mar: trash turned into gold. (3/5)
Andrea Ferraris

www.slugmag.com

Rosalina Mar = Captain Beefheart + Acid Mothers Temple + Rock + Noise - Voice
Since I can’t read any Italian, the only information I had on this album was what the press release said, which had words such as ‘deflagrate,’ ‘anomalous,’ and ‘irony’ which all mean absolutely ***** shit. It also had words such as ‘evolution,’ refinement’ and ‘enriched,’ which made me curious to hear the unriched album. That was stupid. Before hearing their first album, I liked this album a lot. Sure it’s a little predictable and that ‘irony’ is just plain cheese most of the time, but the noise influenced rock sounds great and crosses rock genres like funk, blues and kraut. Hell, it’s like freeform rock and I’m all for that. The sophomoric problem is they’ve reined themselves in and stifled what could be ingenious. It’s too bad. This is a great album for anyone into rock or noise. It’s just a pity that they’ve made themselves worse instead of better.
A to the J to the Jepsen

www.sztuka-fabryka.be

'Rosalina Mar' is different, this band is pure symphonic rock music. No tough, fast guitar music, but they do use all the possibilities that an electric guitar can do. To create perfect songs with lots of variety.
Difficult to say more about this band, because you just have to hear it.
Maybe I dare to compare them with Frank Zappa without vocals. He was able to make stories also with his songs. "Before and After Dinner" brings 12 songs and 40 minutes of music.

www.inkoma.com
One year after previous s/t full-lenght, italian Rosolina Mar are back with a more decisive step into 7o's electricity. - Notwistanding the same past passion for half-demential titles; They dive into wha-wha driven suites, almost embracing acid jazz in some hot pursuits à la Harry Callahan, even if it stays still after behind the corner the warm splendour of funky mono. - Regarding, listen to Isa Eyes, unique track with two words vocals, - or short and intense Tuttopapetti e Protopapetti. Then, while the title-track as well as Car Patch (D-tone) turn on the free-jazz side of two guitars & drums ensemble, Flesh Dance brush by the fusion music school, putting aside melancholy, but focusing on excitement of the rythm section changes.
Paolo Miceli

www.geocities.com/vanityprojectfanzine

Rosolina Mar pep their new-wave step with a funky jazz pace and a nod to the desert fuelled experimentia of the Magic Band. Vibrant, punchy instrumental indie-rock, expertly crafted post-hardcore rock n’ roll, twisting, turning , driving and even atonal blues ground out on ‘Il cultro del cavo’).
Skif

www.glwdrk.com

One thing I fucking hate is when you see on a record something like, "John - Drums, Keyboards, Trumpet, Mandolin, Washboard, Sarangi, Harp"
and then on the record you hear little bits of the instruments and you know John worked something out after 15 minutes of noodling around with the lyre he inherited from his grandfather. Anyway, it's a damn good thing I can't read Spanish or whatever the hell language this is in, because I suspect that's what it'll say. Before And After Dinner is a big eclectic mess of influences and parts that don't fit together. It has it's moments, if you like to listen to bits of music that sound like theme songs for 80s sitcoms, random 'jam sessions', and generally the sort of shit that could confuse just about anyone paying attention. It's an ambitious attempt to please everybody.
(ds)

www.rhythmonline.co.uk

I’m a big lyrics man – always have been, always will be – so it’s a bit of a surprise when an instrumental album really blows me away. The last time it happened was probably Mogwai’s Ten Rapid collection, and while Before and After Dinner is a slightly different beast, its equally enjoyable. At times beautiful, at others beautifully explosive, imagine early June of 44, or indeed early Mogwai, but in poppier yet aggressive bite-sized chunks, while keeping the intelligence and symphonic qualities. This is full-on jamming art rock for people who want to party, and party hard, on a Frank Zappa trip. Truly outstanding.
Chris Marling

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francese

www.genevapunkska.com

On peut faire confiance à Wallace Records et Robotradio Records pour sortir des disques originaux et de qualité et nous faire découvrir mieux que quiconque la scène italienne. Après Hell Demonio et autres Red Worms’ Farm (split avec The Paper Chase sur Robotradio), voilà qu’ils nous propose Rosolina Mar, trio de Vérone qui prend un malin plaisir à se délester à la fois de chant et de basse. Reste donc deux guitaristes inspirés et un batteur fou pour exécuter un post-rock qui reste assez direct et bruyant. Aucun morceaux ne dépassent les 5 minutes et le groove indiscutable dégagé par l’ensemble permet à Before and After Dinner de se laisser apprécier par à peu près n’importe quel amateur de rock. L’absence de chant ne se fait pas ressentir tant l’espace sonore est bien occupé par les trois transalpins. Toute la culture du rock underground et toutes ses époques se retrouvent à un moment ou un autre dans la musique de Rosalina Mar, qui n‘hésite pas à sortir vraiment des sentiers battus quand il le juge nécessaire (le passage reggae de "Amore Tossico" qui peut rappeler la "Version" de Fugazi, la reprise de "Flash Dance"). Un album fait de hauts et de bas, mais qui montre un groupe italien inspiré que les amateurs de post-rock, et les autres, peuvent découvrir sans risques.
Mal

www.perteetfracas.org

Avec Rosolina Mar, c'est tout le soleil d'Italie qui débarque à votre table ! En directe de Vérone avec une musique quasi toute instrumentale, gaie, sémillante, un avant goût de l'été en ce glacial février. Un trio guitare-basse-batterie. Tout ce qu'il y a de plus classique. C'est plutôt complexe mais pas trop. A une époque, on aurait facilement parlé de math-rock. Et dans leurs greniers traînent sûrement quelques disques en provenance de Chicago, quelques cartons où jaunit des pochettes de June of 44 et tout ce qui va avec. Bref, que de l'engageant. Mais dans ce grenier, ils ont également trouvé des vieux vinyls des années soixante dix et là, les choses se gâtent. Alors qu'on s'apprêtent à vivre un large moment de félicité, les pieds en éventail sur une musique qui ne se prend pas la tête sous ses aspects de prime abord ardus, on échoue sur un disque qui s'égare sur des rythmes funky et un guitariste franchement pénible qui veut rentabiliser à mort l'achat de sa toute nouvelle pédale wah-wah. De June of 44, on passe à Karate et Geoff Farina. Ca craint. Je freine des quatre pieds qui ferment leur éventail. Ca ne sera ni avant ni après le dîner. Et encore moins pour l'apéro. Si la section rythmique se tient encore et offre des passages intéressants, le guitariste me bloque définitivement toute envie de soleil. Ce n'est plus gai et sémillant. Juste pénible frôlant parfois le mauvais goût. Un beau gâchis.
SKX

www.shootmeagain.com

Ce groupe italien joue un rock qui rock bien...Ok c'est nul cette phrase mais bon. Tout cela pour dire que ces italiens nous balancent un style de rock énergique dans la veine des groupe de Chicago. On pense par certains coté à du JUNE OF 44 avec une énergie qui n'est pas sans rappeler un SHELLAC. Des structures carrées, des énergies brutes, et des mélodies incisives donc. Néanmoins le groupe semble aimer la pédale wawa également, ainsi que les costumes années 60-70. Ouah la classe rock'n roll quoi! Néanmoins ROSOLINA MAR, en plus de sa précision de jeu et de son feeling rock'n roll, pense également à ajouter u peu de clavier par-ci par-là...le petit coté new-wave dirons nous. Le power-trio italien nous balance un rock qui passe d'atmosphères légères à de phases bien énergiques et aux riffs carrés. Notons également l'absence de basse...Deux guitares donc, et une batterie assez impressionnante dans son jeu rythmique. Sympathique album, tranquille mais précis...Un petit plaisir à écouter, un math-rock au son ensoleillé de l'italie.
Pour les belges intéressés, ce disque est distribué exclusivement (beurk j'aime pas ce mot, cela sonne monopole marchand à crever) en Belgique par http://www.mandai.be . Sinon infos via les labels italiens sur : http://www.robotradiorecords.com et http://www.wallacerecords.com . Et pour le groupe : http://www.rosolinamar.com.
Julien

www.tearsfromsilence.com

Une pochette sur laquelle les membres du groupe posent devant une piscine, on sent le second degré venir, déjà. Quoique... Les Rosolina Mar, c'est un rock instrumental psychédélique et...funky? Non, vraiment, imaginons Pink Floyd balancé sur un dancefloor et sachant que jouer pour ne pas passer pour des idiots. Entre un solo étrangement convaincant et une batterie nickel on retrouve des mélodies proches du générique télé arty (si toutefois cette chose existe). Si vous ne pouvez pas aller en Californie cet été, à la rigueur écoutez Rosolina Mar.

excit.free.fr

Ca commence sur quelques thèmes bien foutus qui ne demandent qu'à vous faire remuer le popotin, et qui, il faut bien le dire, fonctionne vraiment à merveille ! Les deux premiers titres de l'album sont ainsi fait : dansouillant à souhait, bien sentis et parfaitement adaptés pour un lancement de soirée hautes températures... Quelques longueurs se font sentir dès le troisième titre (quatrième au fait puisque la première plage est une intro…) avec une accalmie quelques peu maladroite mais que l'on pense oublier dès le titre suivant. Ca repars, on croit se laisser reprendre et puis, bein non, c'est déjà dur-dur... On patauge avec une gratte encombrante et des plans style "je fais le show" que l'on a du mal à digérer même sur le ton de la plaisanterie. Quelques bons plans accrocheurs refont leur effet de ci de là mais le coup de massue arrive lorsque l'on réalise que c'est une pédale whoua-whoua qu'il vient de nous sortir là ! Et voilà que le pire se déroule, une pédale qui reste bloquée sur « ON » et des interventions épiques à n'en plus finir ! Chier... Ce qui devait arriver arriva et l'équation est simple : un bon plan accrocheur = une inconscience à la whoua-whoua ! Voilà, tout est dit : deux très bons titres en entrée, un plat de résistance un peu pesant et un dessert indigeste au possible. Mais bon après tout, avec cette chaleur estivale, l'appétit est maigre et on peut bien se contenter en s'arrêtant à l'entrée non?
bass

www.metalorgie.com

De la rencontre entre Bruno Vanessi (guitare), Enrico Zambon (guitare) et Andrea Belfi (batterie) en 2000 naît le projet Rosolina Mar, du nom d'une plage fellinienne au Nord-Est de l'Italie. Le trio composé de musiciens ayant précédemment fait leurs armes dans des groupes punk, hardcore ou noise, délivre un indie rock / post-rock instrumental bercé par des influences groovy. En 2003, dans la foulée de leur disque single autoproduit, les véronais signent sur le label Wallace Records un premier album. Trois ans plus tard, sort Before And After Dinner, second effort co-produit par Robotradio Records.
C'est sans crier garde que certains disques, sans venir donner de grands coups de pieds dans la fourmilière, viennent toutefois donner une belle leçon d'humilité. Before and After Dinner de Rosolina Mar fait sans aucun doute partie de ces objets, qui sans apporter de flagrantes nouveautés au rock au sens large, exprime une passion et une sincérité sans faille. On pourrait même dire que le trio fait en quelque sorte un recyclage, ou plutôt une mise à jour post-rock de tout un pan du rock US des années 70's. En ce sens, on a droit à une débauche de guitare électrique parfois soutenu par une "pédale wa wa / wouah wouah", vous voyez le tableau ?
Rosolina Mar puise son originalité dans sa formation atypique comprenant 2 guitares et une batterie et se passe volontiers de la basse et du chant. Cet aspect ne les gène aucunement pour prendre la mesure de tout l'espace sonore. Before and After Dinner joue sur toute la longueur la carte du rock'n roll entraînant et électrique soutenu par une base rythmique simple mais à l'efficacité redoutable. En ce sens, certains lâcheront prise à mi-chemin à cause d'une indigestion de "wouah wouah" ou d'un simple rejet de la recette, mais il faut avouer que les italiens possèdent un beau sens de la mélodie qui leur permet de placer de ci de là quelques moments de grâce. On retiendra en particulier "Before and after dinner", qui avec son intro noisy jouée tout en retenue débouchant sur un flôt électrique dévastateur et tendu, fait office de perle de l'album.
Si la seconde moitié de la galette se révèle tout de même moins passionnante que les premières mesures, ces dernières suffisent à convaincre du bien fondé de l'entreprise des 3 transalpins. Before and After Dinner se situe entre un post rock déluré, un rock'n roll seventies et un indie rock noisy qui, sans piocher dans des influences évidentes, fait écho en nous d'une belle manière.
Senti

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tedesco

www.dreun.be

Rosolina Mar stelt hun tweede plaat voor, ‘Before And After Dinner’. Dit Italiaans power trio, met een bezetting van enkel twee gitaristen en een drummer, komt zeker zo krachtig over als een hele band. 'Before And After Dinner’ is een plaat waar verschillende stijlen vlotjes in elkaar lopen, gaande van verschillende rockstijlen tot funk, jazz, blues en zelfs experimentele Sonic Youth noise. De afwezigheid van zang is hier zeker geen gemis omdat de nummers constant evolueren, wat meer ruimte voor solo’s schept. Hoogtepunten van deze cd zijn: “Protopapetti” met zijn soundtrack funk, “Flesh Dance”, “Before And After Dinner”, “Amore Tossico” en de laatste track “Tutto Papettti” die van funky disco overgaat in stevige rock. ‘Before And After Dinner’ is niet altijd even gemakkelijk te verteren, maar welk meesterwerk is dat wel?
Jef Aerts

www.noisy-neighbours.com

Wer Rosolina Mar mit deutschen Ergebnissen googelt, der bekommt erst mal nur diverse gleichnamige Feriendomizile in Italien geliefert. Aus jenem Ferienlande kommen auch Rosolina Mar. Bis dato gab es über Robotradio ja nur gute Alben, mit „Before and after dinner“ ändert sich das leider ein. Es ist ein fluffiges, leichtfüßiges instrumentales Indie-(Post)Rockalbum, das allerdings öfter auch mal seltsamerweise Hardrockschemata und solcherlei geartete Soli einbaut. Genau hier ergeben sich große Reibungspunkte, z. B. bei „Flesh Dance“, da sie an solchen Punkten schwer erträglich werden.
Musikalisch bzw. handwerklich ist das gut gemacht, aber insgesamt doch nicht so meine Baustelle.
Christian Eder

www.bigkult.com

Zwei Jahre später haben sich Rosolina Mar also weiterentwickelt: sie spielen nun mit derselben großen Hingabe langweilige Rockmusik ohne zu singen, aber zeitlich kürzer bemessen. Mit großer Freude habe ich mich, auf Bitten und Drängeln seitens des Hauptquartiers, dazu entschlossen, diesen nun vorliegenden Bericht abzutippen, in der Hoffnung, Rosolina Mar hätten tatsächlich, wie das Beiblatt mehr als andeutet, einen größeren Schritt nach vorne, hinaus aus der gut gespielten Bedeutungslosigkeit, mitten in eine gern hörbare Ideenlandschaft getätigt. Eine Lobeshymne als Kontrapunkt zum giftigen Beitrag einer jüngst verfassten Hasskolumne, die Geilheit eines Widerspruches brannte mir auf der Zunge, alsbald gelöscht von den zwölf Kompositionen des italienischen Trios, wie Milch gelegt um die reizvollen Blessuren einer haitanischen Chili-Schotte. Nein, diese Musik ist immer noch erschütternd ohne Reiz, brav gespielte, rhythmische Belanglosigkeit, pfui, die ich keiner weiteren Erwähnung würdigen möchte.
Teo

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www.killindies.tk/

Tak si ríkám, že sem si tuhle desku nepouštel v dobách, kdy tu rtut v teplomeru sahala nekam ke ctyricítce! Rosolino Mar je totiž presne ta kapela, co bych si chtel pouštet nekde na pláži (kdybych tam chodil, to je jasný). Rosolino Mar zní jako by si bandicka post rockeru rekla, že spíš pro obrýlený intelektuály bude hrát pro blbce s lahvácema na jejich rozjetý zahradní párty. Kovovej zvuk, drive a možná i trochu retro nálady, která by se hodila k borci, co si dává projíždku v zánovním kabrioletu. Asi tak. Nevim proc zrovna tohle me pri poslechu Rosolono Mar napadá, možná protože to sou italský kluci, tak se to k tomu hodí. Ale fakt! Když se rozjede úvodní riff z petky Flesh Dance, ríkám si, kurva, tohle je presne ta kapela, kvuli který bych se chtel propotit na parketu ... 3½ / 5
Jakub

www.mmamm.net

Este disco, el segundo de los italianos Rosolina Mar, cuyo nombre toman de un lugar en la costa adriática "donde desde otoño hasta primavera todo parece un elemento de una película de Federico Fellini", es casi con toda probabilidad el que más me ha sorprendido de todos los recibidos para este número del webzine. Más aún por tratarse de una banda instrumental. Sin bajo, con tan sólo dos guitarras, batería y algunos elementos extra de forma puntual, este trío veronés da forma a un disco polivalente, heterogéneo y demoledor, en el cual se entremezclan influencias de lo más diverso, desde el indie rock hasta el funk pasando por el kraut rock, el reggae o los sonidos new wave. Se los podría etiquetar como post rock o avant rock, pero creo que sería resumir demasiado. Los temas de este disco suenan directos y sinceros, recorriendo los 70, los 80 y los 90 sin perder credibilidad en ningún momento. El disco es una edición a tres bandas entre Robot Radio Records, Wallace Records y Megaplomb y está disponible tanto en cd como en vinilo.
Alfonso

muzik.alutis.lt

Kažkoks keistas triju bicu standartinis rokelis (ant viršelio net foto grupes prie bažnycios). Be vokalo, be nieko. Nesupratau ka jie tuom norejo išreikšti. Ivertinimas 3/10. Itališkai ši karta: Al secondo album sorprende per essenzialità , carica , estro e inventiva il nuovo lavoro dei veronesi Rosolina Mar. Un album in cui convergono di volta in volta (e a volte tutte insieme) sferzate Hendrixiane e riff alla Led Zeppelin , Talking Heads , Franz Ferdinand , Dinosaur Jr. , sperimentalismi di stampo 70`s (krautrock e affini) , il mai dimenticato nè tanto meno rinnegato post rock ma anche Fugazi e At the drive in Una miscela super esplosiva che a tratti scivola nell`autismo ma che non inficia il risultato finale.